Contratto dei farmacisti. Mandelli (Fofi): “Ruolo formale assente ma responsabilità morale presente”

“Se da un lato la legge non attribuisce alla FOFI alcuna competenza diretta nelle trattative sindacali, dall’altro la Federazione si è fatta promotrice di un’iniziativa per favorire il dialogo tra le parti sociali, in un contesto professionale in profonda evoluzione”, spiega il Presidente Mandelli

Nel corso di una nuova Health Conversation, in onda su Fofi Live, il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli, ha fatto chiarezza sul ruolo della Federazione nel dibattito sul contratto dei farmacisti collaboratori. “Se da un lato la legge non attribuisce alla FOFI alcuna competenza diretta nelle trattative sindacali, dall’altro la Federazione si è fatta promotrice di un’iniziativa per favorire il dialogo tra le parti sociali, in un contesto professionale in profonda evoluzione”, spiega il Presidente Mandelli

La FOFI non ha un ruolo formale nella contrattazione, ma non resta a guardare

Mandelli spiega che “la legge italiana è chiara nel definire i soggetti legittimati alla contrattazione collettiva: i sindacati dei datori di lavoro e dei lavoratori. Gli ordini professionali, compresa la FOFI, non hanno spazio né ruolo né potere negoziale”. Tuttavia, il Presidente sottolinea come “la Federazione, pur essendo formalmente spettatrice, non sia rimasta passiva: ha promosso un confronto con le parti per cercare di superare lo stallo attuale”.

Tentativo di dialogo con le parti sociali

Proprio in questi giorni, la FOFI ha avviato un’iniziativa per stimolare il riavvio del confronto tra il sindacato dei titolari (Federfarma) e quello dei collaboratori. Sebbene quest’ultimo abbia declinato l’invito per coerenza con il quadro normativo, Mandelli ritiene che l’iniziativa possa comunque rappresentare una “scossa al sistema”. Il dialogo con il sindacato dei titolari, invece, è stato avviato.

La Federazione come agente di cambiamento professionale

Il Presidente evidenzia come l’attività svolta dalla FOFI negli ultimi vent’anni abbia “trasformato radicalmente la professione del farmacista, attribuendogli nuovi ruoli, responsabilità sanitarie e funzioni di prossimità. Questo processo ha contribuito indirettamente a creare i presupposti per una maggiore valorizzazione del ruolo del farmacista, anche in sede contrattuale”.

Formazione universitaria in linea con la nuova realtà della professione

Un passaggio centrale dell’intervento riguarda l’evoluzione della formazione universitaria. Mandelli ricorda che, “grazie all’azione della Federazione, è stato modificato il percorso di laurea: i nuovi corsi già includono competenze richieste dalla farmacia dei servizi, come la somministrazione di vaccini. L’eliminazione dell’esame di Stato ha poi reso più rapido l’ingresso dei laureati nel mondo del lavoro”.

Crisi vocazionale e necessità di interventi strutturali

Interpellato sul calo delle vocazioni nelle professioni sanitarie, Mandelli riconosce il fenomeno, ma sottolinea che “un sistema formativo più moderno e integrato con la realtà lavorativa può fungere da antidoto. Le nuove coorti di studenti saranno meglio preparate ad affrontare la complessità del ruolo del farmacista nel contesto attuale”. In chiusura, Mandelli ribadisce i limiti imposti dal quadro normativo, ma anche la piena disponibilità della FOFI a sostenere qualsiasi iniziativa utile a superare lo stallo contrattuale. Tra queste, il coinvolgimento di esperti di diritto del lavoro per facilitare la comprensione dei problemi e supportare un eventuale accordo tra le parti.

Isabella Faggiano



25/07/2025

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