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Covid. “Accelerare vaccinazioni e aumentare livello attenzione”. Le proposte degli epidemiologi Aie per gestire la quarta ondata
Dall’Associazione una serie di raccomandazioni per la gestione dell’attuale fase pandemica. Tra le proposte quella di avviare la chiamata attiva alla vaccinazione, potenziare i Dipartimenti di prevenzione e mantenere distanziamento fisico, ventilazione frequente degli ambienti chiusi, mascherina al chiuso e all’aperto in caso di aggregazioni di più persone. IL POSITION PAPER
15 NOV - “Rispetto alle precedenti ondate, aver garantito complessivamente una buona copertura vaccinale (84% della popolazione over 12 anni), insieme alle misure di protezione adottate, ha, sino ad ora, consentito di contenere la pandemia ai livelli d’incidenza tra i più bassi d’Europa, ma i dati mostrano una situazione in rapida evoluzione negativa”. È quanto sottolinea l’Associazione Italiana di Epidemiologia in un position paper in cui fornisce alcune raccomandazioni per la gestione dell’attuale fase pandemica.
 
Le raccomandazioni:
 
1. Avviare la chiamata attiva per tutte le persone non ancora vaccinate, coinvolgendo le strutture del SSN e i Medici di Medicina Generale, per incrementare il più possibile, in tempi rapidi, la copertura vaccinale
2. Accelerare la somministrazione della dose di richiamo per le persone che hanno ricevuto la seconda dose da più di sei mesi, con priorità per i soggetti a maggior rischio
3. Proteggere dal rischio di infezione i bambini e gli adolescenti, aumentando il livello di attenzione sulle misure di prevenzione nelle scuole e nei luoghi frequentati dai minori
4. Potenziare i Dipartimenti di Prevenzione per le attività di identificazione dei casi sospetti, isolamento dei casi positivi e contact tracing, in particolare in ambito scolastico e comunitario
5. Mantenere le regole generali di prevenzione: distanziamento fisico, ventilazione frequente degli ambienti chiusi, mascherina al chiuso e all’aperto in caso di aggregazioni di più persone
 
 
“Rispetto all’autunno scorso – si legge poi nel documento - , il rilassamento di alcune misure di prevenzione sta portando ad un aumento dell’incidenza di sindromi influenzali, in particolare nelle fasce di età 0-4 anni, che certamente complica e aggrava il lavoro di inquadramento diagnostico e di gestione dei casi. L’operatività delle indicazioni recentemente emanate per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico risulta fortemente condizionata, allo stato, da un depauperamento delle risorse umane a disposizione dei Dipartimenti di Prevenzione, a seguito della scadenza dei contratti del personale assunto per l’emergenza. Occorre pertanto garantire un potenziamento degli organici e degli strumenti di sorveglianza dei Dipartimenti di Prevenzione che, oltre ad essere provati da 20 mesi di emergenza pandemica, sono i principali attori della campagna di vaccinazione anti COVID, cui si aggiunge, in queste settimane, anche quella antinfluenzale”.
 
“Queste azioni – conclude l’Aie - , insieme al rispetto delle misure generali di prevenzione – a partire dall’uso della mascherina negli ambienti chiusi e, in occasione di aggregazione di persone, anche all’aperto – se realizzate con tempestività possono prevenire il ritorno a livelli di trasmissione virale allarmanti e a conseguenti nuove misure di restrizione, difficilmente sostenibili sia sul piano socio-economico che individuale”.
15 novembre 2021
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