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Covid e bambini. Cnb: “Ridurre al minimo indispensabile le misure che più ricadono su di loro”
In un parere il Comitato nazionale di Bioetica richiama l’attenzione sulle ripercussioni che la pandemia può avere sui più piccoli. E sulla scuola: “Sviluppare nell’istruzione l’approccio alunno-insegnante per dar vita a una scuola che sia in grado di attivare anche nuove forme di insegnamento, da cui tutte le bambine ed i bambini possano trarre giovamento”.
05 NOV - “Nell’attuale emergenza pandemica, ridurre al minimo indispensabile le misure che più ricadono sui bambini con conseguenze negative, dedicando una specifica attenzione all’interesse del minore quale criterio etico-giuridico fondamentale per la valutazione del rapporto benefici-rischi delle misure ipotizzate”. È quanto afferma il Comitato nazionale di bioetica nel suo ultimo parere
“Covid-19 e bambini: dalla nascita all’età scolare” redatto dai Proff.: Lorenzo d’AvackMario De CurtisGiampaolo DonzelliLucio Romano e Grazia Zuffa.
 
Il CNB nel parere “sottolinea le ripercussioni specifiche indotte dalla pandemia sulla salute globale dei bambini e sui principali aspetti bioetici sottesi, con specifica attenzione già dalle primissime correlazioni esistenti nell’unità materno-fetale-neonatale, fino alle prime fasi dello sviluppo quali l’infanzia e la fanciullezza”.
 
Nell’ambito della gravidanza, parto e vita neonatale, “precauzione e responsabilità sono indicati come i principi bioetici irrinunciabili per la “relazione di cura” in persone che necessitano di una tutela specifica. L’analisi sulla condizione dei bambini nell’età prescolare e scolare è approfondita sul piano degli aspetti sanitari, con particolare attenzione alle fragilità di bambini con malattie croniche, disabilità, patologie rare e alla discontinuità delle cure. Sono prese in considerazione le conseguenze psicologiche e sociali del lockdown, con specifica attenzione al disagio sociale e alle diseguaglianze economico-sociali-culturali. Il parere affronta le conseguenze della chiusura delle scuole, le problematiche connesse alla riapertura delle scuole e alla didattica a distanza, evidenziandone le opportunità e le criticità (in particolare l’aggravio della vita quotidiana per le famiglie e il divario digitale, ossia il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso in modo parziale o totale)”.
 
Il Comitato, “nel contesto dell’intreccio indissolubile in questo ambito delle problematiche politiche, economiche, sociali, cliniche e sanitarie, richiama l’esigenza di un inquadramento dei problemi nella prospettiva bioetica della precauzione, prudenza e responsabilità nell’impegno di tutelare soprattutto chi è in situazioni di specifica e temporanea vulnerabilità. Il Comitato riconosce l’interesse del minore quale criterio etico-giuridico fondamentale per la valutazione del rapporto benefici-rischi delle misure di contenimento della pandemia e individua la centralità della scuola nell’ambito della crescita personale e sociale dei bambini. Rileva inoltre l’esigenza di promuovere una ricerca multidisciplinare sui determinanti bio-psico-sociali della salute del bambino nell’ambito della pandemia Covid-19, che possa costituire la base di linee guida interdisciplinari per una riduzione degli effetti negativi e per un superamento delle problematicità emerse sul piano sanitario, psicologico e sociale”.
 
Il Comitato raccomanda poi “particolare cura e supporto psicologico per i piccoli minori più vulnerabili con disabilità o provenienti da situazioni familiari critiche, che hanno sofferto maggiormente degli effetti della pandemia e della chiusura dei servizi educativi; la promozione di un’educazione alla responsabilità nei confronti della salute individuale e della salute pubblica, sia all’interno dell’iter curriculare scolastico sia con iniziative formative extracurriculari con il coinvolgimento anche dei familiari e degli operatori scolastici”.
 
Le raccomandazioni del Cnb:
1. Mai come in questa situazione di pandemia le problematiche bioetiche intrecciano indissolubilmente quelle politiche, economiche, sociali e sanitarie. Da qui l’esigenza di richiamare a più forte ragione i principi di precauzione e di responsabilità. Il principio di precauzione come intervento cautelativo e applicazione della virtù della prudenza, a fronte della rapidità e imprevedibilità della trasmissione virale, per evitare o limitare conseguenze negative in attesa di predisporre interventi sistematici viste le ridotte conoscenze sul Covid-19. Il principio di responsabilità, a sua volta, implica l’impegno di tutelare soprattutto chi è in situazioni di specifica e temporanea vulnerabilità, come lo stato di gravidanza, il periodo perinatale e neonatale.
 
2. Il Comitato sottolinea l’importanza, soprattutto nell’attuale emergenza pandemica, di ridurre al minimo indispensabile le misure che più ricadono sui bambini con conseguenze negative, dedicando una specifica attenzione all’interesse del minore quale criterio etico-giuridico fondamentale per la valutazione del rapporto benefici-rischi delle misure ipotizzate.
 
3. Porre la scuola al centro della vita del Paese, delle sue scelte e dei suoi investimenti. Sviluppare nell’istruzione l’approccio alunno-insegnante per dar vita a una scuola che sia in grado di attivare anche nuove forme di insegnamento, da cui tutte le bambine ed i bambini possano trarre giovamento. Pertanto, va ripensato il ruolo e la funzione dell’insegnamento e delle attività scolastiche, all’occorrenza legate anche alla digitalizzazione. Ciò non per sostituire, ma per integrare la didattica in presenza, propria dell’insegnamento tradizionale, con un adeguato supporto formativo agli insegnanti e la predisposizione di strumenti, competenze e tecnologie affinché vi sia un accesso all’educazione digitale dove sia necessaria.
 
4. Si auspica che venga garantita alle famiglie e agli operatori scolastici adeguata informazione e partecipazione alle decisioni che li riguardano.
 
5. Promuovere una ricerca multidisciplinare sui determinanti bio-psico-sociali della salute del bambino nell’ambito della pandemia Covid-19, che possa costituire la base di linee guida interdisciplinari per una riduzione degli effetti negativi e un superamento delle problematicità emerse sul piano sanitario, psicologico e sociale.
 
6. Particolare cura e supporto psicologico dovranno essere dedicati a tutti i piccoli minori più vulnerabili con disabilità o provenienti da situazioni familiari critiche, che hanno sofferto maggiormente degli effetti della pandemia e della chiusura dei servizi educativi.
 
7. Promuovere un’educazione alla responsabilità nei confronti della salute individuale e della salute pubblica, particolarmente per le esigenze dettate dalla pandemia, e ciò sia all’interno dell’iter curriculare scolastico sia con iniziative formative extracurriculari con il coinvolgimento anche dei familiari.
05 novembre 2020
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