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In Italia quasi 500 mila poveri in meno. Povertà assoluta in calo dopo quattro anni consecutivi di aumento. Il nuovo Rapporto Istat
I numeri delle famiglie in condizioni di povertà assoluta restano comunque elevati: nel 2019 sono quasi 1,7 milioni per un totale di quasi 4,6 milioni di persone. Ma solo un anno prima, nel 2018, le famiglie in povertà assoluta erano più di 1 milione e 800mila per un totale di più di 5 milioni di individui. IL RAPPORTO ISTAT.
16 GIU - Sono 1.674.000 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018 pari a un totale di 1.822.000 famiglie), per un numero complessivo di quasi 4.593.000 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018 pari a 5.040.000 persone).
 
Gli individui stranieri in povertà assoluta sono quasi un milione e 400mila, con una incidenza pari al 26,9%, contro il 5,9% dei cittadini italiani. 
 
Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009.
 
Stabile il numero di famiglie in condizioni di povertà relativa: nel 2019 sono poco meno di 3 milioni (11,4%) cui corrispondono 8,8 milioni di persone (14,7% del totale).
 
Questi i dati più significativi contenuti nel nuovo Rapporto Istat sulla povertà in Italia pubblicato oggi dove si sottolinea che "la diminuzione della povertà assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale. L’andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficoltà".
 
L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta - sottolinea ancor ail Rapporto - si conferma più alta nel Mezzogiorno (8,5% nel Sud e 8,7% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (5,8% nel Nord-ovest, 6,0% nel Nord-est e 4,5% nel Centro). Per questa ragione, anche se le famiglie del Nord sono di più rispetto a quelle del Mezzogiorno (rispettivamente 47,8% e 31,7% del totale), il numero di famiglie povere nelle due ripartizioni è sostanzialmente uguale: 43,4% al Nord e 42,2% nel Mezzogiorno. Nel Centro si trova il restante 14,4% (rispetto al 20,5% delle famiglie residenti in questa ripartizione).
 

 
 
 
16 giugno 2020
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