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Disabili a scuola, per gli alunni è un’odissea: solo un istituto su tre garantisce accessibilità
Lo rivela l'Istat che segnala anche come particolarmente critica sia la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (il 2% delle scuole).  Soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche. Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10 mila) che frequentano le scuole 3,3% del totale degli iscritti). Anche in questo caso la situazione è peggiore nelle regioni del Sud. IL REPORT
06 FEB - Per gli alunni con disabilità motoria l'accesso a scuola è una chimera. Infatti è garantita soltanto dal 34% degli istituti. E non va meglio nemmeno Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno dove un insegnante su 3 è selezionato dalle liste curriculari. E la situazione è peggiore al Sud rispetto al Nord. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report dell’Istat che si è focalizzato sulla disabilità a scuola.
 
Ancora troppe barriere architettoniche nelle scuole italiane
Nell’anno scolastico 2018/2019 in Italia sono presenti complessivamente 55.209 scuole. Gli alunni con disabilità che le frequentano sono poco più di 284 mila, pari al 3,3% del totale degli iscritti, un contingente in costante crescita che è aumentato, negli ultimi 10 anni, di circa 91 mila unità. Tale incremento è imputabile sia a una maggiore riconoscibilità, rispetto al passato, di alcune patologie sia a un più diffuso accesso alle certificazioni. Le caratteristiche e la qualità dell’offerta scolastica hanno grande rilevanza nel processo d’inclusione: l’accessibilità dello spazio, la presenza e la fruibilità di tecnologie adeguate, il sostegno di figure competenti opportunamente formate, giocano un ruolo fondamentale nel favorire la partecipazione degli alunni a una didattica inclusiva.
 
Nell’anno scolastico 2018-2019 sono ancora troppe le barriere fisiche presenti nelle scuole italiane: solamente una scuola su 3 risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. La situazione appare migliore nel Nord del Paese dove si registrano valori superiori alla media nazionale (38% di scuole a norma) mentre peggiora, raggiungendo i livelli più bassi, nel Mezzogiorno (29%). La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta, con il 67% di scuole accessibili, di contro la Campania si distingue per la più bassa presenza di scuole prive di barriere fisiche (24%). La mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità rappresentano le barriere più diffuse (46%). Frequenti sono anche le scuole sprovviste di rampe per il superamento di dislivelli (33%) o bagni a norma (29%). Rari invece i casi in cui si riscontra la presenza di scale o porte non a norma (rispettivamente 6% e 3%).
 
Maggiori difficoltà di accesso per gli alunni con disabilità sensoriali. In Italia appena il 2% delle scuole dispone di tutti gli ausili senso-percettivi destinati a favorire l’orientamento all’interno del plesso e solo il 18% delle scuole dispone di almeno un ausilio. Anche in questo caso sul territorio si delinea un chiaro gradiente Nord-Sud: la quota diminuisce progressivamente, passando dal 23% delle regioni del Nord al 14% di quelle del Mezzogiorno. Nonostante si rilevi ancora un grave ritardo del livello di accessibilità, il 15% delle scuole ha effettuato, nel corso dell’anno scolastico, lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
 
La tecnologia: un “facilitatore” ancora poco utilizzato. La tecnologia può svolgere un’importante funzione di “facilitatore” nel processo d’inclusione scolastica, supportando l’alunno nella didattica e aumentando i livelli di comprensione. In Italia, una scuola su quattro risulta priva di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con disabilità. Le differenze territoriali non sono molto marcate, ma la dotazione risulta maggiore nelle regioni del Centro, con il 78% di scuole provviste di postazioni; nelle regioni del Nord e del Mezzogiorno la quota si attesta al 75%.
 
Carenti le postazioni informatiche in classe. La collocazione delle postazioni informatiche in classe è poco diffusa (37% delle scuole): oltre il 60% delle scuole dispone di questa strumentazione in ambienti esterni alla classe come aule specifiche per il sostegno o laboratori informatici dedicati. Questo può rappresentare un ostacolo all’utilizzo dello strumento come facilitatore quotidiano per la didattica. A livello territoriale si contraddistingue ancora una volta il Mezzogiorno per la più bassa quota di postazioni in classe (34%). La dotazione di postazioni informatiche, anche quando è posizionata all’interno della classe, può risultare inadeguata, ciò accade per il 22% delle scuole. Il livello di tale carenza diminuisce nelle scuole del Nord, dove la quota di scuole con postazioni in classe non sufficienti scende al 17%, e aumenta nel Centro e nel Mezzogiorno, dove sale rispettivamente al 23 e al 26%. Nella scuola dell’infanzia gli strumenti informatici a supporto della didattica sono diversi da quelli utilizzati nelle scuole degli altri ordini, perché commisurati all’età degli alunni. In particolare, le scuole dell’infanzia che utilizzano una tecnologia specifica a supporto dell’alunno con sostegno sono il 19,5%; a livello territoriale non si riscontrano differenze rilevanti.
 
Insufficienti gli insegnanti specializzati per il sostegno. Nel sistema scolastico italiano la principale figura professionale a supporto della didattica è l’insegnante per il sostegno che, oltre a ricoprire un ruolo fondamentale nel percorso formativo dell’alunno, contribuisce a promuovere e favorire il processo d’inclusione scolastica, realizzando interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni. Nell’anno scolastico 2018/2019, gli insegnanti per il sostegno nelle scuole italiane sono quasi 173 mila (fonte MIUR). A livello nazionale il rapporto alunno-insegnante (pari a 1,6 alunni ogni insegnante per il sostegno) è migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007 che prevede un valore pari 2. Tuttavia mancano gli insegnanti specializzati e il 36% dei docenti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari; sono docenti che rispondono ad una domanda di sostegno non soddisfatta, ma non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità. Questo fenomeno è più frequente nelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curriculari che svolge attività di sostegno sale al 47%, e si riduce nel Mezzogiorno attestandosi al 21%. Anche la formazione in tecnologie educative, fondamentale per l’utilizzo corretto della strumentazione a supporto della didattica, risulta ancora poco diffusa: nel 12% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico per l’utilizzo appropriato delle tecnologie a supporto della didattica, nel 64% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi, mentre nei restanti casi (24%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso.
 
Pochi assistenti all’autonomia nelle regioni del Mezzogiorno. Nelle scuole italiane gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (Assistente ad personam) che affiancano gli insegnanti per il sostegno, sono poco meno di 54 mila (19 per 100 alunni con disabilità). Si tratta di operatori specializzati, finanziati dagli enti locali, la cui presenza può migliorare molto la qualità dell’azione formativa facilitando la comunicazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle abilità nelle diverse dimensioni della sua autonomia. A livello nazionale il rapporto alunno/assistente è pari a 4,8; nel Mezzogiorno cresce a 5,8 con punte massime in Campania e in Molise, dove supera rispettivamente la soglia di 14 e 13 alunni per ogni assistente. La presenza di assistenti aumenta nelle regioni del Centro e del Nord (4,4) raggiungendo i livelli più alti nella Provincia Autonoma di Trento e nelle Marche, con un rapporto che non supera la soglia di 3 alunni per assistente.
 
Meno ore di assistenza nelle scuole di Sud e Isole.  Gli alunni con limitazioni nell’autonomia dispongono mediamente di 8,9 ore settimanali di presenza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione, per i più gravi le ore medie salgono a 11,5. La domanda di assistenza non è totalmente soddisfatta: il 5,7% degli alunni con disabilità avrebbe bisogno del supporto di questa figura professionale, ma non ne usufruisce. Tale quota sale al 7,3% nelle scuole del Mezzogiorno mentre diminuisce nel Centro al 4%. Le differenze territoriali si riscontrano soprattutto in relazione agli alunni con limitazioni più gravi che nel Nord ricevono in media quasi 2 ore settimanali di supporto in più rispetto al Mezzogiorno.
 
06 febbraio 2020
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