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Infanzia nel mondo. Negli ultimi 30 anni, mortalità sotto i 5 anni diminuita del 60%, ma ne muoiono ancora 15mila al giorno
I dati nell’ultimo rapporto Unicef sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “Negli ultimi 30 anni sono stati compiuti importanti progressi per i bambini, molti di più vivono più a lungo, meglio e più in salute. Gli ostacoli però continuano ad esserci per i più poveri e vulnerabili,” ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell'Unicef. IL RAPPORTO UNICEF.
18 NOV - Secondo il nuovo rapporto UNICEF “Ogni Diritto per Ogni Bambino - La Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza a un punto di svolta”, da quando la Convenzione è stata adottata, 30 anni fa, sono stati raggiunti storici traguardi per tutti bambini del mondo, ma ancora molti tra i bambini più poveri devono sentirne gli impatti.
 
Il rapporto evidenzia come negli ultimi 30 anni
• il tasso globale di mortalità tra i bambini sotto i 5 anni è diminuito di circa il 60%
• Il numero di bambini in età da scuola primaria che non vanno a scuola è sceso da 18 a 8%
• I principi cardine della Convenzione (non discriminazione, superiore interesse del minore, diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, diritto alla protezione) hanno influenzato in tutto il mondo Costituzioni e leggi nazionali, politiche sociali e pratiche  
 
Tuttavia, questi progressi non sono stati realizzati in modo omogeneo. 
• Oltre un quarto della popolazione infantile globale vive in paesi colpiti da conflitti o disastri naturali
 
• Il numero di violazioni gravi e verificate contro bambini e ragazzi nel corso di conflitti armati si è quasi triplicato dal 2010 a oggi
 
• Quasi 20 milioni di bambini sono esposti al rischio di contrarre malattie perché non ricevono le vaccinazioni di routine
 
• Si stima che di qui al 2040, in tutto il mondo, un quarto della popolazione mondiale sotto i 18 anni (circa 600 milioni di abitanti) vivranno in aree soggette a stress idrico particolarmente elevato
 
• Ogni giorno nel mondo muoiono in media 15.000 bambini sotto i 5 anni
 
• Nel 2018 sono stati registrati circa 350.000 casi di morbillo, più del doppio rispetto all'anno precedente.
 
• Più di 800 bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie diarroiche legate alla carenza di acqua potabile e servizi igienici e sanitari
 
• Nel 2017 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati) la sola malaria ha causato 266.000 morti sotto i 5 anni
 
• Nei paesi a basso e medio reddito, i bambini delle famiglie più povere hanno doppie probabilità di morire per cause prevenibili nei primi 5 anni di vita rispetto ai bambini di famiglie più ricche
 
• Secondo gli ultimi dati disponibili, solo metà dei bambini delle famiglie più povere nell'Africa Subsahariana sono vaccinati contro il morbillo, rispetto all'85% dei bambini delle famiglie più benestanti degli stessi paesi
 
• Nonostante i tassi di matrimoni precoci siano diminuiti a livello globale, in diversi Stati le ragazze appartenenti alle fasce sociali più povere corrono maggiori rischi oggi rispetto al 1989.
 
Nell'ambito delle celebrazioni per il 30° anniversario della Convenzione, il rapporto esamina gli innegabili risultati degli ultimi tre decenni, a riprova del fatto che dove c'è volontà e determinazione politica, la vita dei bambini migliora.
 

 
“Negli ultimi 30 anni sono stati compiuti importanti progressi per i bambini, molti di più vivono più a lungo, meglio e più in salute. Gli ostacoli però continuano ad esserci per i più poveri e vulnerabili,” ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF.
 
“Oltre alle sfide persistenti su salute, nutrizione e istruzione, i bambini oggi affrontano nuove minacce come il cambiamento climatico, abusi online e cyberbullismo. Solo con l'innovazione, nuove tecnologie, volontà politica e incremento delle risorse aiuteremo a tradurre la visione della Convenzione sui Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in una realtà per tutti i bambini, ovunque.”
 
Il rapporto affronta anche le minacce vecchie e nuove che colpiscono i bambini nel mondo: 
• Povertà, discriminazione e marginalizzazione continuano a lasciare milioni fra i bambini più svantaggiati a rischio: conflitti armati, crescente xenofobia e la crisi globale dei migranti e rifugiati hanno avuto un impatto devastante sui progressi globali;
 
• I bambini sono fisicamente, fisiologicamente e dal punto di vista epidemiologico i più a rischio per gli impatti legati alla crisi del clima: il rapido cambiamento del clima sta diffondendo malattie, incrementando l'intensità e la frequenza di condizioni metereologiche estreme e creando insicurezza alimentare e idrica. Se non intraprendiamo adesso azioni urgenti, il peggio per molti bambini deve ancora arrivare.
 
• Nonostante siano oggi vaccinati più bambini che mai, un rallentamento dei tassi di copertura vaccinale negli ultimi 10 anni sta minacciando di capovolgere i difficili traguardi raggiunti per la salute dei bambini: la copertura vaccinale per il morbillo è agli stessi livelli dal 2010, contribuendo a una ricomparsa di questa malattia mortale in diversi paesi. Nel 2018 sono stati registrati circa 350.000 casi di morbillo, più del doppio rispetto al 2017.
 
• Il numero di bambini fuori dalle scuole è invariato e i risultati per l'apprendimento per coloro che frequentano le scuole sono scarsi: a livello globale, il numero di bambini che non frequentano la scuola primaria è statico dal 2007. Molti dei bambini a scuola non apprendono le conoscenze di base, tanto meno le competenze di cui hanno bisogno per prosperare nell'economia di oggi;
 
• Per accelerare i progressi nella promozione dei diritti dei bambini e per affrontare il problema della stagnazione e dell'arretratezza di alcuni di questi diritti, il rapporto chiede maggiori dati e prove, l'aumento delle soluzioni e degli interventi comprovati, maggiori risorse, il coinvolgimento dei giovani nella co-creazione di soluzioni e l'applicazione dei principi di equità e parità di genere nella programmazione.
 
Ma riconosce anche che, sebbene tutti questi elementi siano necessari per realizzare il cambiamento, il nostro mondo in rapido mutamento richiede anche nuove modalità per affrontare le opportunità e le sfide emergenti e per incorporare realmente i diritti dei bambini come causa globale.

 
Per trovare questi percorsi, il piano dell'UNICEF per i prossimi 12 mesi è di intraprendere un dialogo globale su cosa serve per tradurre le promesse della Convenzione in realtà per ogni bambino.
 
Il discorso sarà inclusivo, coinvolgerà bambini e giovani, genitori e persone che si prendono cura dei bambini, personale scolastico e operatori sociali, comunità, governi, società civile, università, settore privato e media e influenzerà il modo in cui l'organizzazione opererà in futuro.
 
“La Convenzione è a un bivio tra il suo illustre passato e il futuro potenziale. Sta a noi ribadire il nostro impegno, compiere passi decisivi e ritenerci responsabili”, ha continuato Fore.
 
“Dovremmo prendere l'iniziativa dai giovani che si esprimono a favore dei loro diritti come mai prima, dobbiamo agire ora - con coraggio e creatività”.

“Grazie all’impegno dei volontari UNICEF, il prossimo 20 novembre, l’UNICEF Italia celebrerà il 30° anniversario della Convezione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con tante attività e iniziative in tutta Italia”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.
 
“In collaborazione con partner istituzionali come il MIUR, l’ANCI, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Assemblee Legislative Regionali, i Garanti regionali per l’infanzia; verranno organizzati  #KidsTakeOver, in cui i bambini si sostituiranno ai grandi nelle loro funzioni - a partire da ‘La Capigruppo dei bambini’ alla Camera dei Deputati con il Presidente Fico – e “Go Blue“, in cui le istituzioni locali si impegnano ad “illuminare” di blu un monumento simbolico della città a testimonianza dell’impegno per i diritti dei bambini: finora oltre 210 comuni hanno aderito a questa iniziativa.”
 
Fonte: Unicef
18 novembre 2019
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