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Sdo 2017. Nell’ultimo anno 171 mila ricoveri in meno (-2%). Gli acuti in regime diurno quelli che scendono di più (-6,7%). Migliora l’appropriatezza, stabile la mobilità sanitaria
Pubblicato il nuovo rapporto sulle Schede di dimissioni ospedaliere. Prosegue il trend del calo dei ricoveri sia per gli acuti che nella riabilitazione e lungodegenza. In discesa anche il tasso di ospedalizzazione così come i ricoveri inappropriati. Stabile il livello della mobilità interregionale con circa 800 mila cittadini che si vanno a curare fuori regione. IL RAPPORTO SDO 2017
25 MAR - Prosegue anche nel 2017 il trend di discesa dei ricoveri ospedalieri che rispetto al 2016 risultano essere stati oltre 171 mila in meno. A fornire il quadro è il Rapporto sulle Schede di dimissioni ospedaliere (Sdo) relative all’anno 2017 del Ministero della Salute.
 
Scende il numero dei ricoveri: nel 2017 – 171 mila ricoveri
Dai dati delle schede di dimissione ospedaliere relative all’anno 2017 si osserva una generale diminuzione del volume di attività erogata: il numero complessivo di dimissioni per Acuti, Riabilitazione e Lungodegenza si riduce di circa il 2%, circa 171 mila ricoveri in meno rispetto al 2016. Aìnche il corrispondente volume complessivo di giornate mostra una analoga riduzione di circa il 2%. Più nel dettaglio, la riduzione più consistente si osserva per l'attività per Acuti in regime diurno (dimissioni -6,7%, giornate - 13,1%), poi per la lungodegenza (dimissioni -5,4%, giornate -17,5%) e per la Riabilitazione in regime diurno (dimissioni -4,6%, giornate -3,1%

 
Tasso ospedalizzazione in calo. Rispetto al 2016, nel 2017 il tasso di ospedalizzazione per Acuti, standardizzato per età e sesso in Italia si riduce da 126 a 123,2 dimissioni per 1.000 abitanti, suddiviso in 94,2 dimissioni (per 1.000 abitanti) in regime ordinario e 29 in regime diurno (nell'anno precedente i valori erano, rispettivamente, 95 e 31 dimissioni per 1.000 abitanti); si osserva, inoltre, una discreta variabilità regionale Il trend del tasso di ospedalizzazione, standardizzato per età e sesso e mostra un andamento decrescente, che interessa sostanzialmente l’attività per Acuti, sia in regime ordinario che diurno, che passano, rispettivamente, da 115,8 e 48,8 per mille abitanti nel 2010 a 94 e 29 nel 2017. Il tasso di ospedalizzazione complessivo si riduce da 171,9 per mille abitanti nel 2010 a 129,4 nel 2017.

 
Si riduce l’inappropriatezza dei ricoveri. L’appropriatezza del setting assistenziale del ricovero ospedaliero migliora ulteriormente, come indica l’andamento dei ricoveri afferenti ai DRG a rischio di inappropriatezza se erogati in Regime di ricovero ordinario : in particolare, confrontando i dati dell'anno 2017 con quelli dell'anno precedente, si osserva un aumento della percentuale di regime diurno in 33 dei 108 DRG a rischio inappropriatezza; inoltre, fra i restanti 75 DRG, ulteriori 41 DRG, pur presentando una quota di regime diurno inferiore rispetto al 2016, sono caratterizzati da una riduzione del volume di ricoveri ordinari: in media la riduzione osservata è pari a 6,8%; infine, si può osservare che 80 DRG mostrano una riduzione del numero totale di ricoveri erogati rispetto all'anno precedente. Presumibilmente ciò sta ad indicare il trasferimento della casistica dal setting ospedaliero al setting ambulatoriale: il numero totale di ricoveri afferenti ai 108 DRG a rischio inappropriatezza si riduce di circa il 6,3%, passando da 2.314.129 unità a 2.167.274 unità.
 
Mobilità sanitaria. Stabile rispetto al 2016 ma il confronto con il 2010 segna un aumento. Per quanto attiene la mobilità interregionale, la percentuale di ricoveri in mobilità per ciascun tipo di attività e regime di ricovero, pur con qualche leggera variazione, si mantiene sostanzialmente costante, rispettivamente, nell’intorno del 8% per l’attività per Acuti in regime ordinario e diurno, del 15% per l’attività di riabilitazione in regime ordinario, del 10% per l’attività di riabilitazione in regime diurno, e del 5% per l’attività di lungodegenza. Più in dettaglio, si osserva che dal 2010 al 2017 la mobilità per Acuti in regime ordinario passa da 7,4% a 8,3%, mentre in regime diurno passa da 7,4% a 9,3%, la mobilità per riabilitazione in regime ordinario passa dal 14,7% al 16,4%, quella in regime diurno è pari al 9,2% nel 2010, tocca un massimo di 11,8% nel 2012 e si attesta al 9,8% nel 2017. Infine, la mobilità per lungodegenza è pari al 4,7% nel 2010 e, con piccole oscillazioni, si attesta al 5,2% nel 2017.

 
Remunerazione in calo a quota 28,2 mld. l trend della remunerazione teorica delle prestazioni di ricovero ospedaliero a carico del S.S.N. negli anni 2010 – 2017, raggruppate secondo il sistema di classificazione DRG versione 24, per tipo attività e regime di ricovero, stimata sulla base delle tariffe di riferimento nazionali stabilite nel D.M.18/10/2012 (per il calcolo della remunerazione delle giornate di degenza oltre soglia sono state utilizzate le soglie DRG v.24 ex D.M. 18/12/2008. Sono stati considerati i ricoveri in istituti pubblici e privati accreditati, esclusi i solventi).
 
Nel corso degli otto anni osservati, si registra la graduale riduzione dell’ammontare complessivo della remunerazione teorica - la cui composizione è determinata prevalentemente dalla componente Acuti in regime ordinario e a seguire, dalle componenti Acuti in regime diurno e Riabilitazione in regime ordinario -, che passa da 30,9 miliardi di Euro nel 2010 a 28,2 miliardi nel 2017. In particolare si osserva una diminuzione della remunerazione totale di circa l' 1,3% fra il 2016 ed il 2017, la cui remunerazione teorica complessiva è determinata per 25,8 miliardi di Euro dall'attività per Acuti (di cui 23,5 in regime ordinario e 2,3 in regime diurno), per circa 2 miliardi di Euro dall'attività di Riabilitazione (di cui 1,9 miliardi in regime ordinario e 88,8 milioni in regime diurno) e per circa 354,3 milioni di Euro dall'attività di Lungodegenza, per un totale di circa 28,2 miliardi di Euro.
25 marzo 2019
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