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Lunedì 12 NOVEMBRE 2018
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Assistenza ospedaliera. In Italia qualità sopra la media Ue, ma anche la spesa. Ecco la  ricetta Kpmg per ottimizzare i processi di acquisto dei farmaci
Sotto la lente dei ricercatori, che hanno suggerito un mix di dieci ingredienti per ottimizzare la spesa, i meccanismi di fornitura di Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. I risultati preliminari della ricerca commissionata da Medicines for Europe, e i suggerimenti per l’Italia, sono stati presentati a Cremona alla IX edizione del congresso MePAIE
19 OTT - Come utilizzare in maniera ottimale i farmaci a brevetto scaduto in ambito ospedaliero e arrivare a una minore spesa che in Europa potrebbe valere tra i 6 e gli 11 miliardi di euro?
Basterebbe un mix di ingredienti da prendere dalla “cucina” del sistema di appalti. Solo per citarne alcuni: quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, badando bene a non aggiungere l’ingrediente dell’aggiudicazione al prezzo minimo; utilizzare quote per l’uso dei farmaci biosimilari, definire una quantità minima e massima per lotto, superare il meccanismo del pay back e snellire le procedure di gara.
 
A suggerire la ricetta ideale è lo studio “Improving healthcare delivery in hospitals by optimized utilization of medicines commissionato dall’associazione europea di settore, Medicines for Europe, alla società di consulenza internazionale Kpmg e i cui risultati preliminari - basati su una serie di assunzioni che non contemplano tutte le specificità nazionali sui prezzi di acquisto in gara - sono stati presentati in anteprima oggi a Cremona, in occasione di una tavola rotonda su “Politiche del farmaco e procedure d’acquisto” organizzata nell’ambito della IX edizione del congresso MePAIE,dedicato al Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa.
 
Lo studio - illustrato da Daniela Poli (Manager, Healthcare, Kpmg Advisory SpA) e Luc Starmans (Manager Kpmg Health) - ha analizzato modelli di finanziamento, livelli di performance e meccanismi per l’approvvigionamento dei medicinali in ambito ospedaliero in 8 Paesi della Comunità.
 
I paesi analizzati. Nel campione, i cinque Paesi più popolosi - Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito - con in più Belgio, Polonia e Portogallo, scelti per le performance dei loro sistemi ospedalieri e/o per il grado di utilizzo di farmaci fuori brevetto all’interno delle strutture, tra i quali generici e biosimilari. Obiettivo finale: suggerire ai Paesi la strada giusta per l’utilizzo ottimale di queste tipologie di farmaci, giudicate cruciali per il miglior utilizzo delle risorse e la sostenibilità̀ dei singoli sistemi sanitari.
 
La comparazione tra i Paesi. Non solo, l’analisi ha consentito anche di stilare una “classifica” degli Stati con la più alta qualità delle prestazioni ospedaliere e quelli con la migliore incidenza dei costi ospedalieri rispetto al Pil. Il Paese con la più alta qualità delle prestazioni ospedaliere? Il Belgio. Mentre sul fronte dei costi vede prima in classifica la Francia con una incidenza dei costi ospedalieri pari al 4,5% del Pil.
Il sistema ospedaliero Italiano si posiziona al di sopra della media rispetto agli indicatori di qualità dell’assistenza ospedaliera, ma anche il costo del sistema ospedaliero sul Pil è superiore alla media dei Paesi in esame. In sostanza offre un’assistenza ospedaliera di qualità sopra la media europea ma a costi superiori in percentuale sul Pil.


Lo studio. Alla luce delle ristrettezze di budget che affliggono ormai indiscriminatamente i sistemi sanitari europei, lo studio si è quindi basato su due punti comuni a tutti i Paesi analizzati: è l’ospedale ad assorbire la quota più elevata della spesa sanitaria e in tutti i sistemi esistono spazi concreti di ottimizzazione dell’uso dei farmaci in ambito ospedaliero. In particolare la ricerca, realizzata sulla base degli indicatori individuati dalle banche dati europee dell’European Health Consumer Index (Ehc) e dell’Ocse, ha messo a fuoco modelli di finanziamento, livelli di performance e meccanismi per l’approvvigionamento dei medicinali in ambito ospedaliero negli 8 Paesi della Comunità.
 
Vediamo qual è la “ricetta ideale” suggerita dallo studio.

In base a un lungo excursus che li ha portati a passare al setaccio i meccanismi utilizzati dagli otto Paesi, i ricercatori KPMG hanno individuato i dieci ingredienti chiave per un mercato farmaceutico ospedaliero che ottimizzi l’utilizzo di generici e biosimilari, puntando fondamentalmente ad una concorrenza sostenibile nell’ambito del sistema degli appalti.
 
1. Passare dall’aggiudicazione al prezzo minimo al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto di altri elementi qualitativi (es. disponibilità di più specialità medicinali; disponibilità di dispositivi per la somministrazione; affidabilità dei fornitori), laddove sia possibile e ragionevole, consentendo la competizione su più parametri.
 
2. Definire una quantità minima e una quantità massima per lotto. Misura che consente ai produttori di farmaci di valutare con precisione l’effetto delle economie di scala e di valutare con maggiore precisione l’impatto di eventuali sanzioni in caso di incapacità di fornire i medicinali.
 
3. Favorire le gare multi-aggiudicatari. Strategia suggerita per evitare il rischio di una riduzione della competizione e dei fenomeni di carenza di medicinali, pur garantendo, nella sua implementazione, il contrasto a fenomeni anti concorrenziali.
 
4. Riapertura immediata della gara dopo l’ingresso del primo farmaco multisource.
 
5. Snellimento delle procedure. Prevedere solo la presentazione di informazioni veramente essenziali e la completa digitalizzazione della procedura riduce lo sforzo richiesto, e quindi anche i costi irrecuperabili sostenuti dai produttori per la partecipazione alla gara.
 
6. Diffondere informazioni scientifiche indipendenti sull’efficacia, la qualità e la sicurezza indirizzate a ai medici e ai farmacisti ospedalieri, spesso attori chiave dell’approvvigionamento e diffondere informazioni sull’efficienza dei costi tra i responsabili delle organizzazioni che organizzano gare d’appalto per le forniture.
 
7. Attuare accordi per obiettivi e prevedere anche, dove necessario, l’utilizzo di quote per l’uso dei farmaci biosimilari. Diversamente dagli incentivi finanziari, gli accordi sugli obiettivi non creano una pressione unicamente sul fattore prezzo e risparmio, con conseguenti dinamiche di mercato più sostenibili e maggiore concorrenza nel mercato dei biosimilari nel lungo periodo. Ma hanno anche il vantaggio di dare ai clinici una maggiore libertà terapeutica, aumentando l’accettazione dei prodotti.
 
8. Elaborare linee guida nazionali chiare sull’utilizzo dei biosimilari e sullo switch per migliorare l’accesso e l’erogazione di questa risorsa terapeutica negli ospedali grazie all’utilizzo ottimizzato dei farmaci biosimilari anche per i pazienti già sottoposti a trattamento con il biologico originatore.
 
9. Implementare metodi di condivisione dei benefici finanziari derivanti dal maggiore utilizzo di generici e biosimilari.
 
Le specifiche per l’Italia
10. Queste infine le indicazioni ritenute cruciali per in mercato farmaceutico ospedaliero Italiano:
• privilegiare il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa per stimolare una concorrenza ormai carente in ambito ospedaliero;
• definire una quantità minima e massima per lotto;
• superare il meccanismo del pay back, per andare verso sistemi più idonei, ma ogni caso
responsabilizzanti per gli attori del sistema;
• snellire le procedure di gara, alleggerendo i costi irrecuperabili a carico dei produttori di farmaci;
• prevedere la riapertura immediata della gara al primo ingresso sul mercato del generico o biosimilare;
• ottimizzare il prezzo base d’asta.
 
Tutte queste misure avrebbero la capacità di ridurre il numero dei lotti deserti promuovendo una concorrenza sostenibile mediante il bilanciamento rischio e ricompensa
 
Il mercato nazionale
Secondo i dati elaborati dall'Ufficio studi Assogenerici su dati IQVIA 2017 il mercato farmaceutico ospedaliero complessivo (tutte le classi, esclusa la distribuzione diretta, in patent e off patent) è rappresentato da 983 milioni di UMF (unità minime frazionabili, ovvero singola fiala, compressa, etc), per un valore pari a 6,7 miliardi di euro ai prezzi ex-factory (6 miliardi nel 2016), ovvero il prezzo massimo di cessione al Ssn non ancora sottoposto allo sconto medio praticato in gara. Tenendo conto del “prezzo medio ponderato” il reale valore del mercato ospedaliero si attesta a complessivi 4,7 miliardi.
19 ottobre 2018
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