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Sostanze chimiche, 106 violazioni riscontrate su 1.131 controlli nel 2017. Il report e il Piano del ministero della Salute
Le violazioni hanno riguardato principalmente gli obblighi di informazione lungo la catena di approvvigionamento e obblighi di restrizione, registrazione e autorizzazione previsti dal Regolamento REACH; nonché gli obblighi di classificazione, etichettatura, imballaggio, comunicazione della composizione delle miscele pericolose all’Archivio Preparati Pericolosi dell’ISS, notifica della classificazione all’ECHA e obblighi in materia di pubblicità. In 88 casi sono scattate contestazioni di illeciti amministrativi, in 9 casi l’avvio di un procedimento penale, in 9 casi una raccomandazione scritta IL PIANO NAZIONALE CONTROLLI
28 AGO - Sostanze chimiche sotto controllo da parte del ministero della Salute che ha pubblicato il rendiconto (Autorità competente nazionale dell’attività 2017.
Lo scorso anno sono stati rendicontati, da 18 Autorità per i controlli REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals, un regolamento dell'Unione europea adottato per migliorare la protezione della salute dell'uomo e dell'ambiente dai rischi delle sostanze chimiche) e CLP (il regolamento sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio) delle Regioni e Province autonome, 1331 controlli effettuati su  480 imprese.

In dettaglio, 512 sono controlli documentali (di cui   condotti in modo congiunto tra ispettori di diverse Regioni, 73 casi condotti in collaborazione con altre Autorità, 10 condotti dalla ACN REACH-CLP (Autorità comptente nazionale REACH-CLP)  in collaborazione con le Autorità per i controlli delle Regioni e le amministrazioni dello Stato),  810 sono controlli analitici disposti da 15 Autorità delle regioni, anche sfruttando la potenzialità della rete dei laboratori, e 9 controlli analitici da  4 USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) su articoli in importazione.

Di queste attività 175 sono stati controlli reattivi, non programmati e avviati in risposta ad eventi accidentali, incidentali, inadempienze o identificate violazioni.

I controlli hanno riguardato complessivamente 1151 tra sostanze e miscele e 164 articoli e hanno considerato la valutazione di 751 schede di dati di sicurezza (SDS) di sostanze e miscele.

Le 106 violazioni osservate hanno determinato in 88 casi contestazioni di illeciti amministrativi, in 9 casi l’avvio di un procedimento penale (notizia di reato), in 9 casi una raccomandazione scritta. Le violazioni hanno riguardato principalmente:

a) obblighi di informazione lungo la catena di approvvigionamento e obblighi di restrizione, registrazione e autorizzazione previsti dal Regolamento REACH;

b) obblighi di classificazione, etichettatura, imballaggio, comunicazione della composizione delle miscele pericolose all’Archivio Preparati Pericolosi dell’ISS, notifica della classificazione all’ECHA e obblighi di pubblicità di cui al Regolamento CLP.

 Il PNC (Piano nazionale controlli) 2017, consultabile sul portale del ministero della Salute nella sezione dedicata “Sicurezza chimica”, è stato adottato dall’ACN REACH-CLP in data 29 marzo 2017, con validità fino al 31 dicembre 2017.
 


 
Per le violazioni degli obblighi di cui al Regolamento REACH, nel 42% dei casi sono stati violati gli obblighi di informazione di cui all’art. 31 in materia di prescrizioni relative alle SDS, nel 6% i casi gli obblighi di restrizione di cui all’art. 67 e nel 4% dei casi gli obblighi di registrazione di sostanze di cui agli art. 6 e 10. Seguono con la stessa percentuale (2%) violazioni degli obblighi relativi alla valutazione della sicurezza chimica da parte delle imprese, violazioni degli obblighi di autorizzazione e di conservazione delle informazioni.
In merito alle violazioni degli obblighi del Regolamento CLP, si rileva una percentuale del 20 % per la non osservanza degli articoli 4.4, 17, 30, 31 concernenti obblighi di etichettatura ed imballaggio, ivi inclusi obblighi di aggiornamento e apposizione delle etichette.
Seguono con percentuale dell’8% le violazioni dell’obbligo di pubblicità applicabile alle miscele pericolose in vendita on-line, con la percentuale del 5% le violazioni degli obblighi di notifica della composizione di miscele pericolose all’Archivio Preparati Pericolosi dell’Istituto Superiore di Sanità e le violazioni degli obblighi di notifica della classificazione delle sostanze all’ECHA.
 


 
 
Dal confronto dei dati di rendicontazione dei piani di controllo 2011-2017, si osserva un graduale e costante incremento del numero di controlli rendicontati e delle imprese oggetto di controllo per Regione.


Tra le raccomandazioni il Piano sottolinea la necessità di una maggiore attività di coordinamento e cooperazione, da attuarsi anche tramite il gruppo di lavoro “Supporto alle attività di enforcement armonizzate” del Comitato tecnico di coordinamento per l’applicazione del Regolamento REACH e quella di avviare anche una ricognizione delle attività condotte dai laboratori dell’Agenzia delle Dogane, in materia di sorveglianza del mercato o in ottemperanza ad altre normative di settore, con l’obiettivo di estendere i controlli analitici ad altre sostanze/matrici, prioritariamente nei casi di maggiore preoccupazione per la salute e per l’ambiente.

Importante è anche la promozione di ispezioni congiunte con ispettori con competenza in materia di salute, sicurezza nei luoghi di lavoro, protezione ambientale e di altre normative di settore, come prodotti fitosanitari, cosmetici, detergenti, e prodotti biocidi.

Alle Regioni, per le attività che non rientrano espressamente o prioritariamente nel campo di applicazione del Piano Nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici, il documento raccomanda una puntuale comunicazione con l’ACN REACH-CLP, per raccogliere informazioni che possono far confluire eventuali preoccupazioni rilevate (es. presenza o rilascio di una sostanza pericolosa in un prodotto o in una matrice ambientale, problemi relativi all’imballaggio di un prodotto, ecc.) nel più efficace iter legislativo, individuato come migliore misura regolatoria per la gestione del rischio.

Per le imprese, le criticità riscontrate nel contenuto delle SDS e le lacune nella comunicazione lungo la catena di approvvigionamento rilevate dai controlli effettuati in Italia e in tutta Europa, devono essere considerate con grande attenzione da parte delle imprese che immettono sul mercato e distribuiscono sostanze e miscele pericolose. Deve essere prestata una particolare attenzione al rispetto dell’obbligo di notifica all’Archivio Preparati Pericolosi dell’ISS, utile alla risposta da parte dei Centri antiveleni ad eventuali emergenze sanitarie.
28 agosto 2018
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