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19 NOVEMBRE 2017
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Spesa sanitaria. In cinque anni (2012-2016) aumenta solo del +0,7% l'anno. L'Istat presenta il rapporto sul sistema dei conti in sanità
Nel 2016 la spesa sanitaria corrente è stata di 149.500 milioni, con un'incidenza sul Pil dell'8,9% (quella pubblica 6,9%), ed è sostenuta per il 75% dal settore pubblico e per la restante parte dal settore privato e nel 2016, la spesa sanitaria pro capite è stata mediamente di 2.466 euro e ha registrato rispetto al 2012 un aumento medio annuo dello 0,7 per cento e resta significativamente inferiore a quella degli altri partner UE. IL REPORT ISTAT.
04 LUG - Dopo l’analisi della Corte dei conti, la spesa sanitaria finisce sotto il microscopio dell’Istat  che diffonde per la prima volta le stime sul sistema dei conti della sanità riferite al periodo 2012-2016.
 
Si tratta, come spiega l’Istituto, di un quadro informativo del sistema sanitario del Paese utile per soddisfare esigenze di analisi e per operare confronti a livello internazionale.
Il sistema dei conti della sanità, spiega L’Istat,  è costruito secondo la metodologia del System of Health Accounts - SHA - ed è in linea con le regole contabili dettate dal Sistema europeo dei conti, SEC 2010.
 
Nel 2016 la spesa sanitaria corrente è stata di 149.500 milioni, con un'incidenza sul Pil dell'8,9% (quella pubblica 6,9%), ed è sostenuta per il 75% dal settore pubblico e per la restante parte dal settore privato.
La spesa sanitaria privata nel 2016 è di 37.318 milioni, la sua incidenza rispetto al Pil è del 2,2%. Il 90,9% della spesa sanitaria privata è sostenuta direttamente dalle famiglie.
 
Nel 2016, la spesa sanitaria pro capite è stata mediamente di 2.466 euro e ha registrato rispetto al 2012 un aumento medio annuo dello 0,7%.
 
La spesa per l’assistenza sanitaria per cura e riabilitazione nel 2016 è stata di 82.032 milioni, con un'incidenza del 54,9% sul totale della spesa sanitaria e del 4,9% sul Pil. La seconda componente di spesa secondo l’Istat è quella per prodotti farmaceutici e altri apparecchi terapeutici, con 31.106 milioni e una quota del 20,8% del totale.
 
Nel 2016 gli ospedali sono i principali erogatori di assistenza nel sistema sanitario italiano, con un'incidenza del 45,5% sul totale della spesa sanitaria corrente. Al secondo posto ci sono gli erogatori di servizi sanitari ambulatoriali che pesano per il 22,4 per cento.
 
Nel 2014, sottolinea l’Istat, la spesa sanitaria dell'Italia è significativamente inferiore rispetto a quella di altri importanti paesi dell'Unione europea, sia in termini di valore pro capite sia in rapporto al Pil. A fronte dei circa 2.404 euro per abitante spesi in Italia, Regno Unito, Francia e Germania spendono tra i 3.000 e i 4.000 euro per abitante. Sempre nel 2014, la spesa in rapporto al Pil è pari a valori vicini all'11% in Francia e Germania, appena inferiore al 10% nel Regno Unito e di circa il 9% in Italia e in Spagna.
 
Spesa sanitaria per funzione di assistenza 
Nel sistema sanitario italiano la maggior parte della spesa è assorbita dall'assistenza sanitaria per cura e riabilitazione, dai prodotti farmaceutici e altri apparecchi terapeutici e dall’assistenza sanitaria a lungo termine (LTC).
La spesa per l'assistenza sanitaria per cura e riabilitazione nel 2016 è stata di 82.032 milioni, con un’incidenza del 54,9% sul totale della spesa sanitaria, aumentata rispetto al 2015 dello 0,6%, con incrementi dell’1,2% sia per l’assistenza ospedaliera in regime ordinario per cura e riabilitazione, sia per quella in day hospital.
La seconda voce di spesa per assistenza del sistema sanitario è quella per prodotti farmaceutici e altri apparecchi terapeutici (31.106 milioni di euro nel 2016) che ha segnato un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente, incidendo per il 20,8% sul totale della spesa sanitaria.
La spesa per l'assistenza sanitaria a lungo termine (LTC) è stata di 15.067 milioni (+0,8% rispetto al 2015) e incide per il 10,1% sul totale della spesa sanitaria.
servizi ausiliari, con 12.342 milioni di euro, assorbono nello stesso anno l’8,3% della spesa sanitaria.
 
Tra il 2012 e 2016 la spesa per l’assistenza sanitaria per cura e riabilitazione è aumentata in media annua dello 0,3%. La dinamica è la risultante di diminuzioni dell’1,0% dell’assistenza ospedaliera in regime ordinario e dell’1,4% dell’assistenza ospedaliera in regime di day hospital, a fronte di un aumento del 2,4% dell’assistenza ospedaliera ambulatoriale.
 
L’assistenza a lungo termine ha registrato nel periodo 2012-2016 un aumento medio annuo dell’1,0%. Nello stesso periodo si registra una diminuzione della spesa per i servizi ausiliari (-0,2% in media d’anno) e aumenti delle spese per prodotti farmaceutici e terapeutici (+2,7%), prevenzione delle malattie (+1,2%) e servizi di governance e amministrazione del sistema sanitario e del finanziamento (+0,9%).
 
Spesa sanitaria per erogatore 
Gli ospedali secondo il rapporto Istat rappresentano nel sistema sanitario italiano i principali erogatori di assistenza, con un’incidenza del 45,5% sul totale della spesa sanitaria corrente. Nel 2016, la spesa è stata di 68.008 milioni di euro, in aumento dell’1,1% rispetto all’anno precedente.
 
Gli erogatori di servizi di assistenza sanitaria ambulatoriale forniscono assistenza per una spesa di 33.414 milioni di euro, con un aumento dello 0,1% rispetto al 2015, e rappresentano il 22,4% della spesa sanitaria. Farmacie e altri fornitori di presidi medici registrano una spesa di 25.001 milioni di euro (+1,6% rispetto al 2015) e un’incidenza sul totale della spesa del 16,7 per cento.
Nel 2016, la pubblica amministrazione è stato il maggiore finanziatore della spesa dei beni e servizi forniti dai diversi erogatori. Unica eccezione i beni e servizi erogati dalle farmacie e altri fornitori di presidi medici che sono finanziati per il 52,8% dalla spesa diretta delle famiglie.
 
Nel periodo 2012-2016 gli ospedali hanno registrato un aumento medio annuo della spesa dello 0,4%, gli erogatori di servizi di assistenza sanitaria ambulatoriale un incremento del 2,2% e per le farmacie e altri fornitori di presidi medici la spesa è cresciuta dello 0,5 per cento.
04 luglio 2017
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