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Epidemie e minacce pandemiche. Gli europei insoddisfatti del “racconto” delle autorità sanitarie: “Vogliamo più trasparenza”
I più insoddisfatti sono gli italiani: l’88%. Per  otto cittadini europei su dieci scuole e uffici dovrebbero venir chiusi in caso di epidemie come Zika o Ebola. Questi alcuni dei risultati della consultazione popolare realizzata in Italia, Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Romania, Norvegia e Svizzera, finanziata dall’Unione Europea e presentati oggi al Parlamento Europeo
26 APR - Per otto cittadini europei su dieci i servizi pubblici come scuole e uffici dovrebbero venir chiusi in caso di epidemie come Zika o Ebola. Quasi sette su dieci pensa che grandi eventi internazionali come le Olimpiadi dovrebbero venir cancellati in caso di pandemie come l’influenza A(H1N1) del 2009, e sempre in caso di Ebola e Zika.
 
Soprattutto in media solo tre europei su dieci sono soddisfatti delle informazioni ricevute dalle istituzioni sanitarie durante le epidemie dello scorso anno, come ad esempio il caso Zika. E gli italiani lo sono ancora di meno: è soddisfatto appena un cittadino su dieci (12%). Parlando di fonti di informazioni in caso di pandemia quelle ritenute più affidabile dagli italiani sono le autorità sanitarie europee (72% di fiducia), il Ssn (63%), i medici di base (61%). Le fonti meno affidabili, invece, sono invece TV (41%), la radio (41%), e amici e parenti (41%).
 
I cittadini chiedono poi maggiore trasparenza da parte delle autorità sanitarie: sapere che alcune notizie sulla pandemia influenzale del 2009-2010 non sono state rese pubbliche per motivi di sicurezza non ha tranquillizzato il 50% dei cittadini. 
 
Ma non solo, più di otto cittadini europei su dieci ritengono necessaria l’obbligatorietà del vaccino contro l’influenza per gli operatori sanitari in caso di epidemie e pandemie. Una convinzione sposata con ancora più forza dagli italiani: ne è convinto ben l’94%. Ma in generale quasi sette italiani su dieci ritengono che il ministero della Salute dovrebbe rendere obbligatorio per tutti il vaccino antinfluenzale in casi di pandemia o epidemia.

 
A fotografare umori e desiderata dei cittadini europei è il progetto Asset, Action plan in Science in Society in Epidemics and Total pandemics, i iniziato nel 2014 e finanziato dall’Unione Europea, che ha presentato oggi al Parlamento Europeo i risultati finali della prima consultazione popolare sulla gestione della minaccia rappresentata da epidemie e pandemie.
 
Un progetto che ha coinvolto i cittadini di otto paesi europei - Italia, Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Romania, Norvegia e Svizzera – con l’obiettivo di inviare una serie di raccomandazioni, basate sugli spunti ricevuti da 400 partecipanti, 50 per ogni Paese, indirizzate a politici e decisori europei con l’auspicio che i vengano considerate nello sviluppo delle future strategie da seguire.
 
Alcune di queste raccomandazioni riguardano una comunicazione del rischio più chiara e trasparente, che consenta di ristabilire un certo livello di fiducia verso le istituzioni sanitarie. Altre riguardano la necessità di far prevalere gli interessi di salute pubblica sulla libertà individuale in situazioni di emergenza. Alle istituzioni sanitarie pubbliche viene inoltre richiesto di investire di più nella raccolta di suggerimenti e contributi da parte dei cittadini sulla gestione della risposta a epidemie e pandemie.
 
I risultati della consultazione
 
Sicurezza pubblica essenziale nel caso di minacce infettive. Dalle consultazioni è emerso che più dell’82% dei partecipanti ritiene che i servizi pubblici come scuole e uffici debbano venir chiusi in caso di pandemie. Una percentuale che scende però al 74% tra gli italiani. I più convinti su questo fronte sono risultati essere i danesi, con il 93% di consensi a riguardo.
Il 69% dei partecipanti pensa che grandi eventi internazionali come le Olimpiadi dovrebbero venir cancellati in caso di pandemie come l’influenza A(H1N1) del 2009, Ebola e Zika. Su questo tema, i cittadini italiani si sono rivelati in linea con la media europea (68%).
 
La soddisfazione dei cittadini sulle informazioni ricevute dalle istituzioni sanitarie pubbliche. Su questo fronte c’è ancora molto da fare. In media, solo il 29% ha detto di essere soddisfatto delle informazioni ricevute. E la percentuale che scende al 12% per l’Italia: i cittadini italiani sono i meno soddisfatti in Europa delle informazioni ricevute dalle autorità sanitarie nel corso di epidemie come quella recente di Zika. Al contrario i più soddisfatti sono i danesi (48%) e i norvegesi (64%).
 
Trasparenza in sanità pubblica. Sapere che alcune informazioni non sono state rese pubbliche per motivi di sicurezza non è piaciuta al 50% dei cittadini.
in sostanza i cittadini coinvolti ritengono  che l’onestà e una comunicazione efficiente siano necessarie per aumentare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, indipendentemente dalla gravità delle circostanze sanitarie, e che sia un loro diritto conoscere in maniera accurata la situazione.
Obbligatorietà del vaccino influenzale per gli operatori. Dalla consultazione è emerso che per l’85% dei cittadini degli otto Paesi ritiene necessaria l’obbligatorietà del vaccino contro l’influenza per gli operatori sanitari in caso di epidemie e pandemie. In Italia? Il 94% la pensa così. Ma in generale il 68% degli italiani che hanno partecipato alla consultazione ritiene che il ministero della Salute dovrebbe rendere obbligatorio il vaccino antinfluenzale in casi di pandemia o epidemia.
 
Vaccini e gravidanza. Sempre in tema di vaccinazioni la consultazione ha poi chiesto il parere dei cittadini sul perché la copertura vaccinale delle donne in gravidanza tenda ad essere inferiore rispetto alla popolazione generale. In media per il 26% dei cittadini europei questo avviene a causa dell’assenza di un’informazione specifica disponibile, mentre il 63% ritiene che ci sia un’incertezza nella percezione dei rischi. In Italia le percentuali cambiano, il 47% pensa che sia riconducibile alla mancanza di informazioni ad hoc e il 52% che ci sia un’incertezza percepita del rischio.

 
Ma quali sono le indicazioni che i cittadini europei vorrebbero ricevere? Le informazioni considerate più utili in caso di epidemie o pandemie sono le raccomandazioni su cosa fare (67% in media, 70% per gli italiani) e sulle vie di trasmissione delle malattie (19% in media, 8% fra gli italiani). In particolare gli italiani vorrebbero sapere dove procurarsi le medicine (8%).

 
I medici di base sono ancora la fonte di informazione preferita. Un altro tema affrontato nel corso delle consultazioni è stato quello delle fonti tramite le quali i cittadini europei acquisiscono informazioni, in particolare nel contesto della recente epidemia di Zika.
La media dei risultati mostra una chiara preferenza per i medici di base, considerati la prima fonte di informazioni dal 58% dei partecipanti italiani, che invece sembrano attribuire meno fiducia a internet (29%). È interessante notare come la situazione cambi nei Paesi del nord Europa: il 34% dei danesi preferisce le informazioni provenienti dai medici di base mentre il 31% preferisce quelle trovate in rete; percentuali che diventano, rispettivamente, 37% e 25% in Irlanda e 42% e 42% in Norvegia.
Se si guarda alla fiducia generale, la fonte più affidabile in caso di pandemia secondo i partecipanti italiani sono le istituzioni sanitarie europee (72%), il Sistema sanitario nazionale (63%) e i medici di base (61%), mentre le meno affidabili sono la televisione (41%), la radio (41%), e amici e parenti (41%).
 
Informazioni sulle consultazioni. Le consultazioni sono state condotte dal Danish Board of Technology, sulla base del metodo World Wide Views e hanno coinvolto più di 50 cittadini in ciascuno degli otto paesi coinvolti, che si sono riuniti contemporaneamente. Prima delle consultazioni tutti i partecipanti hanno ricevuto lo stesso materiale informativo, che consisteva in un opuscolo di 20 pagine scritto dal Danish Board of Technology in stretta collaborazione con gli altri partner del progetto Asset. L’opuscolo conteneva informazioni di base sulle controversie sul tema della risposta a pandemie ed epidemie, e sui diversi punti di vista al riguardo. La compagnia danese di ricerca e comunicazione della scienza GoVisual ha realizzato video informativi della durata di 4-10 minuti che ripetevano le informazioni contenute nell’opuscolo. Tutti i materiali sono stati tradotti nella lingua del paese in cui si svolgeva la consultazione.
26 aprile 2017
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