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La spesa sanitaria Usa è la più alta del mondo. Ma come spendono tutti questi soldi? Ecco la classifica delle prime 10 voci di spesa. In vetta diabete, cardiopatia ischemica e mal di schiena
Pubblicata su Jama la classifica delle patologie per le quali si spende di più negli Stati Uniti. Solo in testa alla classifica e in corsa irrefrenabile il diabete, per il quale nel 2013 sono stati bruciati 101 miliardi di dollari. A seguire, la cardiopatia ischemica, principale causa di morte stelle-e-strisce negli ultimi 18 anni. La spesa pro capite record si registra nelle donne dagli 85 anni in su, ed è imputabile per il 58% alla retta delle case di riposo. Molto alta la spesa anche per cure odontoiatriche, gravidanza e post-partum.
29 DIC - Metà della spesa sanitaria degli USA è generata da appena una ventina di patologie. A rivelarlo è una vasta analisi economica dell’Institute for Health Metrics and Evaluation pubblicata su Jama. E in questa classifica, l’Oscar della condizione più costosa va in assoluto al diabete che da solo ha assorbito nel 2013 101 miliardi di dollari per diagnosi e trattamento e che mostra una crescita rapidissima, con una velocità 36 volte maggiore rispetto alla crescita dei costi generati dalla cardiopatia ischemica, la principale causa di morte negli Usa negli ultimi 18 anni.
 
Le prime due patologie di questa classifica interessano principalmente gli over 65, mentre al terzo posto in questa top ten dei costi, si attestano dolore alla schiena e cervicalgia, condizioni che interessano soprattutto persone in età lavorativa.
 
Diabete, cardiopatia ischemica e mal di schiena, insieme a ipertensione e ai danni da caduta assorbono il 18% della spesa sanitaria personale e nel 2013 hanno totalizzato 437 miliardi di dollari.
 
L’analisi pubblicata da Jama ha considerato tanto le spese out-of-pocket che quelle coperte dalle assicurazioni private o da programmi assicurativi governativi ed ha analizzato 155 patologie.
“Mentre è risaputo che gli Stati Uniti spendono più di qualunque altro Paese in sanità – ricorda Joseph Dieleman, primo autore dello studio e professore associato presso l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) della University of Washington – non molto si sa di quali siano le patologie più costose. L’IHME sta dunque cercando di colmare questo gap di informazione in modo che i decision-maker del settore pubblico e privato possano avere un panorama completo ed esaustivo di come viene distribuita la spesa, per poter quindi pianificare e allocare le risorse in maniera più efficiente”.
 
Lo studio dell’IHME ha preso in esame non solo i 2,1 trilioni di dollari spesi per le 155 patologie considerate, ma anche i 300 miliardi di dollari (stimati) spesi di tasca propria dai cittadini per acquistare prodotti OTC e altre terapie da fare a casa.
 
Nella top 20 delle patologie più money consuming compaiono anche le patologie muscolo-scheletriche (tendiniti, sindrome del tunnel carpale, artrite reumatoide) oltre alle spese odontoiatriche, a quelle in gravidanza e nel post-partum.
 
La maggior parte dei 30,1 trilioni di dollari spesi complessivamente per l’assistenza sanitaria dal 1996 al 2013 sono stati assorbiti da malattie non trasmissibili, mentre tra le patologie infettive più costose svettano quelle respiratorie, come polmoniti e bronchiti.
 
La maggior spesa pro capite nel 2013 si è registrata nelle donne di età superiore agli 85 anni (oltre 31.000 dollari a persona); più della metà di questi soldi (58%) sono andati per le rette delle case di riposo, mentre un altro 40% è stato assorbito da malattie cardiovascolari, Alzheimer e cadute.
Gli 85enni (e più) maschi nel 2013 hanno speso 24.000 dollari a persona, dei quali solo il 37% per le case di riposo (le donne vivono più a lungo e così gli uomini hanno più probabilità di essere assistiti a casa propria). Le condizioni che generano la spesa più elevata per le case di riposo sono Alzheimer e ictus; quelle presso i dipartimenti di emergenza sono invece le cadute.
 
Per le campagne di prevenzione e le iniziative di advocacy nel 2013 sono stati spesi negli Stati Uniti  77,9 miliardi di dollari, meno del 3% della spesa complessiva.
 
Ed ecco infine dunque la top ten delle condizioni più impegnative per il budget sanitario statunitense nel 2013:
1. Diabete (101,4 miliardi di dollari)
2. Cardiopatia ischemica (88,1 miliardi di dollari)
3. Dolore alla schiena e cervicalgia (87,6 miliardi di dollari)
4. Ipertensione (83,9 miliardi di dollari)
5. Ferite e cadute (76,3 miliardi di dollari)
6. Depressione (71,1 miliardi di dollari)
7. Patologie odontoiatriche (66,4 miliardi di dollari)
8. Disturbi della vista e dell’udito (59 miliardi di dollari)
9. Disturbi dermatologici (cellulite, acne, ecc) (55,7 miliardi di dollari)
10.Gravidanza e assistenza post-partum (55,6 miliardi di dollari)
 
Maria Rita Montebelli
29 dicembre 2016
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