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Covid. Pronta la strategia Oms Europa per l’autunno inverno. Individuate cinque azioni per “stabilizzare” la pandemia
Aumentare la diffusione del vaccino nella popolazione generale; somministrare dosi di vaccino aggiuntive a gruppi prioritari; promuovere l'uso della mascherina all'interno e sui mezzi pubblici; ventilare spazi pubblici e affollati (quali scuole, bar e ristoranti, open space uffici e trasporti pubblici); applicare rigorosi protocolli terapeutici a soggetti a rischio di malattia grave. IL DOCUMENTO.
28 LUG -

L’Oms Europa ha messo a punto un nuovo documento per accompagnare le scelte dei singoli stati membri in vista dell’autunno, prendendo in considerazione una possibile nuova ondata Covid.

Per l’Oms è infatti probabile un nuovo aumento dei casi in autunno e inverno, dopo quelli registrati in questi primi mesi estivi, che intrecceranno con altri virus respiratori tipici della stagione invernale.

L'impatto sulla salute pubblica di questa nuova ondata dipenderà, spiega l’Oms, da alcuni fattoti: l'emergere di nuove varianti; il livello di immunità delle popolazioni; il livello convivenza fisica sul lavoro e nel tempo libero; i viaggi internazionali; la diffusione della vaccinazione sia per il COVID-19 che per l'influenza; l’interruzione di altri servizi sanitari e l’incidenza del cosiddetto Long COVID.

Per questo è fondamentale predisporre piani e misure di contenimento a tutti i livelli per, spiega l’Oms, ottimizzare l'uso di risorse sanitarie pubbliche e garantire che tutti i servizi sanitari siano comunque mantenuti attivi anche durante gli eventuali picchi pandemici.

L’Oms individua quindi cinque mosse per “stabilizzare” la pandemia e proteggere la popolazione:

  1. aumento della diffusione del vaccino nella popolazione generale;
  2. somministrare dosi di vaccino aggiuntive a gruppi prioritari;
  3. promuovere l'uso della mascherina all'interno e sui mezzi pubblici;
  4. ventilare spazi pubblici e affollati (quali scuole, bar e ristoranti, open space uffici e trasporti pubblici);
  5. applicare rigorosi protocolli terapeutici a soggetti a rischio di malattia grave.

La priorità per l’Oms va comunque alla protezione delle persone più vulnerabili (ad es. i pazienti delle strutture sanitarie e di assistenza a lungo termine; i target con bassi livelli di adesione alla vaccinazione; migranti, rifugiati e altre popolazioni vulnerabili).

Prioritari anche interventi mirati negli ambienti più a rischio di assembramenti (ad es. bar, ristoranti, trasporti pubblici e scuole).

E infine grande importanza alla promozione di comportamenti individuali corretti quale fattore determinante per il controllo della diffusione del virus.

L'OMS non raccomanda più invece il contact tracing, la quarantena e il follow-up per tutte le persone che siano state in contatto con una persona positiva o con un probabile caso di infezione da SARS-CoV-2.

Mentre si conferma la necessità del tracciamento e della quarantena per gli individui a rischio di malattia grave, negli ambienti ad alto rischio (assistenza sanitaria, case di cura e strutture di assistenza a lungo termine) e nelle situazioni di preoccupazione (ad es. nuove varianti aggressive).

L’Oms valuta anche positivamente la valutazione di un accorciamento del periodo di isolamento raccomandato dopo la scomparsa dei sintomi acuti e in combinazione con uno o più risultati negativi del test SARS-CoV-2, in caso di forti necessità in determinati comparti di lavoro essenziali.

Ma fondamentale resta il vaccino e l’Oms raccomanda la prosecuzione delle campagne vaccinali per raggiungere una copertura elevata del ciclo primaria e dei richiami.

Da prendere in considerazione anche la vaccinazione simultanea Covid e influenza integrando la vaccinazione nei programmi dell’assistenza sanitaria di base.

Importante anche rendere disponibili le terapie appropriate e ormai consolidate, compresi gli antivirali.

 

28 luglio 2022
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