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La conferenza stampa di Brusaferro Locatelli e Rezza: "Situazione migliora ma non va abbassata minimamente la guardia"
20 NOV - "Negli ultimi giorni il numero dei casi comincia ad appiattirsi e questo indica il rallentamento dell'incidenza. Non dobbiamo cantar vittoria perché l'Rt è ancora sopra 1, l'obiettivo è arrivare sotto 1. Una crescita anche lenta non è un obiettivo da perseguire, vogliamo perseguire una decrescita rapida dei casi".
 
Così il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute illustrando i dati del monitoraggio settimanale sull'andamento della pandemia.
 
Il presidente dell'Iss spiega che il rischio "è alto in quasi tutto il paese anche se ci sono segnali di miglioramento, quindi bisogna mantenere con forza le misure adottate". 
 
L'età mediana dei casi è in lenta ma progressiva crescita. Superate soglie critiche ricoveri di area medica e terapia intensiva. "Questo vuol dire che l'attività ospedaliera programmata viene dilazionata per far fronte all'emergenza", sottolinea Brusaferro. Anche se "la probabilita di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un pò allontanata".
 
Presente alla conferenza stampa anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli: "Tutto indica come la strategia di diversificazione delle misure abbia avuto una sua efficacia, ma dico a chiarissime lettere che questi indicatori di miglioramento e decelerazione della curva devono essere un invito a essere ancora più stringenti e rigorosi. Bisogna scendere a Rt sotto 1. I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre ma questa è una ragione per insistere. Evitiamo di ripetere gli errori della scorsa estate".
 
Poi, commentando le polemiche sulla sicurezza dei prossimi vaccini contro il Covid: "Ho letto delle affermazioni sconcertanti di alcuni colleghi. Dico in maniera molto chiara che i profili di sicurezza dei vaccini che verranno resi commercialmente disponibili hanno seguito e seguiranno tutta una serie di step ineludibili dalle agenzie regolatorie più importanti".
 
"Se da una parte possiamo vedere uno spiraglio, dall'altro lato dobbiamo tener duro perché gli indici di occupazione delle terapie intensive non sono positivi e questa situazione puo durare anche a lungo nonostante l'abbassamento dell'Rt", ha aggiunto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.
 
Rezza ha infine ribadito che "è previsto che le regioni possano al loro interno, a livello comunale o provinciale, adottare zone rosse più restrittive. Ciò è ancora permesso. Nel Dpcm è pure previsto, ma mai messo in pratica, che zone possano essere esentate cioè ribassate o 'downgradate' nel livello della colorazione"
 

 
20 novembre 2020
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