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19 NOVEMBRE 2017
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Le proposte di Meridiano Sanità 2017: prevenzione + innovazione = valore
14 NOV - Il Rapporto Meridiano Sanità 2017 oltre l'analisi del sistema salute italiano acìvanza alcune proposte- soluzione per milgiorarlo.

Sulla spesa ad esempio sottolinea che è necessario indirizzare gli investimenti in sanità negli ambiti che promettono di generare maggiori risultati di salute a fronte delle risorse investite, secondo l’equazione di Meridiano Sanità: Prevenzione + Innovazione = Valore.

Ecco le principlai proposte.

Immunizzazione e prevenzione vaccinale

- Realizzare campagne di informazione, basate sulle evidenze scientifiche, a livello di società e di comunità degli operatori sanitari, attivando nuove modalità e canali di comunicazione nei vari ambiti della vita dei cittadini: la famiglia, la scuola, il lavoro e la comunità locale;

- aumentare le coperture vaccinali degli operatori sanitari con interventi mirati come la definizione di obiettivi specifici di copertura degli operatori tra gli obiettivi di performance dei Dg delle Asl e dei Dirigenti di tutte le Unità operative e dei Distretti;

- aggiornare gli indicatori Lea includendo tutte le vaccinazioni del PNPV 2017-2020 e aggiornare i pesi della prevenzione per il monitoraggio Lea delle Regioni;

- migliorare, a livello organizzativo, il sistema di programmazione degli interventi e quello per il monitoraggio dei risultati delle campagne vaccinali, accelerando l’implementazione di un’Anagrafe Vaccinale nazionale;

- scorporare dal perimetro della spesa corrente la spesa sanitaria per prevenzione vaccinale in quanto rappresenta un vero e proprio investimento i cui benefici si manifestano anche nel medio e lungo periodo e ricadono in ambiti anche diversi dal sanitario, a partire dal sistema economico-produttivo e dal sistema sociale di welfare;

- rendere operativo il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza 2017-2020 dotandolo delle risorse economiche adeguate per l’implementazione degli interventi in esso individuati, come da indicazioni dell’Oms condivise nel G7 Salute del 5-6 novembre 2017.

Prevenzione e gestione delle malattie croniche

- Promuovere la salute, la prevenzione e il controllo delle malattie cronico-degenerative, sia nella popolazione generale sia nell’individuo sano o a rischio, attraverso il rafforzamento della capacità degli individui (empowerment) da un lato e specifici interventi sul contesto di vita delle persone dall’altro, con particolare riferimento ai principali fattori di rischio modificabili di malattie croniche: alimentazione scorretta (e le sue conseguenze tra cui in primis l’ipercolesterolemia), sedentarietà, tabagismo, abuso di alcol. Occorre coinvolgere trasversalmente tutti i soggetti e gli attori che hanno capacità di incidere sulla salute stessa, individuando i rischi, ma anche le opportunità per la salute negli ambienti di vita, scuola e lavoro, secondo i principi della “Salute in tutte le politiche” (Health in all policies);

- proseguire nell’azione di riorganizzazione e di razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera e spostamento sul territorio del trattamento socio-sanitario delle principali patologie croniche, attraverso le Aggregazioni Funzionali Territoriali - AFT, le Unità Complesse di Cure Primarie - UCCP, le diverse forme di medicine di gruppo integrate e cooperative mediche, ecc., secondo il nuovo modello di sistema integrato previsto dal Piano Nazionale delle Cronicità;

- occorre accelerare l’organizzazione e l’attivazione, da parte delle Regioni, di percorsi di presa in carico delle persone fragili, con patologie croniche e non autosufficienti. Il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale ha l’obiettivo di garantire la continuità dell’assistenza, prevedendo l’applicazione di PDTA condivisi e costruiti con la logica dell’Health Pathway Design, ovvero organizzando l’erogazione dei servizi e delle prestazioni in modo da massimizzare il valore per il paziente, ossia il rapporto fra outcome e costi riferibili al percorso (e non al singolo episodio di cura o alla singola tecnologia). In questo ambito si auspicano anche maggiori esempi di collaborazione pubblico-privato, con regole chiare e trasparenti sui requisiti di accreditamento delle strutture e sui percorsi di cura, al fine di garantire standard di qualità dei servizi e risultati in termini di salute;

- favorire la collaborazione delle diverse professionalità coinvolte nella gestione delle patologie croniche, alla cui interazione potrà dare un impulso decisivo l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione, in particolare attraverso programmi di telemedicina;

- verificare l’efficacia del nuovo modello di sistema integrato, attraverso la ricognizione dei risultati con adeguati strumenti di monitoraggio e la valutazione dell’erogazione dell’assistenza primaria in termini di qualità ed equità su tutto il territorio italiano, inclusi aspetti come l’accesso effettivo all’innovazione farmacologica. Occorre in particolare definire modelli di interrogazione, integrazione e interconnessione delle fonti informative, necessari per costruire idonei e validi sistemi di indicatori;

- implementare modelli sperimentali di finanziamento a carattere pubblico-privato (tra cui ad esempio gli Health Impact Bond) per consentire la diffusione di soluzioni innovative nella gestione delle cronicità.

Ricerca clinica e sanità digitale

- Continuare nel processo di semplificazione e omogeneizzazione delle regole e dei processi da parte degli enti regolatori e identificare strumenti fiscali al fine di attrarre maggiori investimenti;

- migliorare l’organizzazione delle strutture dedicate alla ricerca clinica per accelerare l’avvio degli studi clinici e l’arruolamento dei pazienti;

- favorire le sinergie tra tutti gli attori coinvolti nella ricerca clinica e la nascita di centri di ricerca, quali catalizzatori e incubatori di idee e progetti per aumentare la competitività e attrattività del nostro ecosistema della ricerca clinica;

- identificare e adottare piattaforme e soluzioni ICT capaci di supportare il nuovo modello di servizio sanitario basato sui pilastri della continuità assistenziale, del care management, della deospedalizzazione e della piena cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera della salute e del benessere;

- porre in essere azioni per superare gli ostacoli allo sviluppo di tali piattaforme e soluzioni, tra cui quelli di tipo economico (rapporto costi-benefici dei nuovi servizi), di tipo professionale (condivisione di responsabilità) e infine di tipo culturale (formazione e aggiornamento degli operatori sanitari);

- definire nuovi sistemi di rimborsabilità (a partire dalla telemedicina), che possano consentire di andare oltre i progetti pilota;

- considerare la digitalizzazione non solo come un cambiamento progressivo del modo di fare assistenza, ma come una vera e propria opportunità di miglioramento dell’appropriatezza, dell’efficienza e dell’efficacia - e quindi di efficientamento delle risorse oggi utilizzate in sanità, e anche, più in generale, come uno stimolo allo sviluppo economico e imprenditoriale del Paese. 
14 novembre 2017
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