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Covid. La Ue desecreta il contratto di Curevac. Ma restano molti punti oscuri. Gli indennizzi per eventuali danni saranno a carico degli Stati
Nonostante l'operazione 'trasparenza', non mancano però anche in questo contratto alcuni punti rimasti oscuri, quali ad esempio il prezzo reso non visibile, così come altre informazioni sensibili. Risulta illegibile anche la calendarizzazione dei rifornimenti, mentre si conferma l'acquisto di 225 milioni di dosi. Anche in questo caso si parla quindi sempre e soli di dosi, e mai di fiale. In caso di ritardo nella fornitura, il fornitore informerà la Commissione europea e proporrà una nuova calendarizzazione. L’azienda resta l’unica proprietaria del vaccino. IL CONTRATTO
27 GEN - L'azienda farmaceutica tedesca CureVac è l'unica ad aver al momento accettato di rendere pubblico il suo contratto con l’Unione europea per la fornitura del sul suo vaccino (ancora in fase sperimentale) contro il Covid. Nonostante l'operazione 'trasparenza', non mancano però anche in questo contratto alcuni punti rimasti oscuri, quali ad esempio il prezzo reso non visibile, così come altre informazioni sensibili quali, ad esempio, la responsabilità dell’azienda in caso di danni dovuti al vaccino.
 
Risulta illegibile anche la calendarizzazione dei rifornimenti ai 27, mentre si conferma l'acquisto di 225 milioni di dosi, compresa la possibilità di effettuare un ordine aggiuntivo per un massimo di 180 milioni di dosi. Anche in questo caso si parla quindi sempre e soli di dosi, e mai di fiale. Informazione utile alla luce delle polemiche registrate in questi ultimi giorni riguardo la fornitura di vaccini da parte di Pfizer alla luce della sesta dose ricavabile da ogni fiala.
 
Anche i dati sulla distribuzione (aggregati per trimestre fino alla fine del 2022) sono stati cancellati. Si legge poi come ”le parti si sono accordate perché le dosi vengano distribuite se e quando i lotti saranno pronti e non alla fine del trimestre”. Inoltre, “le parti sono consapevoli che ci sono rischi sulla calendarizzazione per l’immissione in commercio e per la produzione e che il prodotto potrebbe subire ritardi. In caso di ritardo nella fornitura, il fornitore informerà la Commissione il prima possibile, spiegando le ragioni del ritardo e proponendo una nuova calendarizzazione”.
 
Quanto alla responsabilità reciproca dei contraenti si legge: “La Commissione dichiara che l’uso dei prodotti consegnati avverrà in condizioni epidemiche che richiedono tale utilizzo e che l’amministrazione dei prodotti sarà pertanto condotta sotto la sola responsabilità degli Stati membri partecipanti. Le parti dichiarano inoltre che le disposizioni contenute nella presente clausola di indennizzo, comprese le eccezioni agli impegni di indennizzo, riflettono le circostanze eccezionali della pandemia Covid-19 e la necessità di sviluppare nuovi vaccini a una velocità senza precedenti per consentire un’immunizzazione su larga scala”.
 
Alla luce di questo, gli Stati membri dovranno indennizzare e tenere "indenne il contraente, le sue affiliate, subappaltatori e sub-licenziatari, compresi i partner contrattuali coinvolti nella ricerca, sviluppo (compresi test preclinici e clinici), produzione e/o consegna e funzionari, direttori, dipendenti e altri agenti, rappresentanti e fornitori di servizi di ciascuno per responsabilità sostenute" da loro in relazione a danni derivanti dall’uso e dalla distribuzione dei vaccini. 
 
Sempre in tema di responsabilità, si citano anche “terze parti” qualora queste dovessero subire danni a causa del prodotto commercializzato. Nel caso di contenzioso tra Stato e azienda, lo Stato può nominare una figura esterna e imparziale per avere accesso alle informazioni necessarie. Tuttavia se l’azienda sospettasse di un possibile conflitto di interessi, entro 30 giorni può notificare il rifiuto dell’accettazione di questa figura, costringendo l’altra parte a convergere su un’altra scelta.
 
Inoltre, “il contraente informerà prontamente lo Stato membro partecipante interessato di qualsiasi richiesta di risarcimento danni intentata contro una qualsiasi delle Persone indennizzate (una “rivendicazione di terzi”), indicando la natura e la base della richiesta di risarcimento in questione e, se possibile, l’importo stimato dei danni. Il contraente farà ogni ragionevole sforzo per tenere informato lo Stato membro partecipante di eventuali sviluppi relativi a tale Reclamo di terzi, inclusi gli aggiornamenti sull’ammontare stimato dei danni”.
 
“Il contraente può richiedere, per quanto possibile ai sensi delle norme procedurali applicabili allo Stato membro partecipante di assumere (con i propri consulenti e a proprie spese) il controllo esclusivo della difesa o della risoluzione del credito di terzi. A condizione che lo Stato membro partecipante prenda ragionevolmente in considerazione gli interessi del contraente e non risolva tale reclamo di terzi senza il previo consenso scritto del contraente (tale consenso non deve essere irragionevolmente condizionato, negato o ritardato) e che il contraente avrà il diritto, ma non l’obbligo, di partecipare alla difesa o alla risoluzione del reclamo di terzi e di mantenere a proprie spese il proprio consulente in relazione a tale reclamo di terzi”.
 
L’azienda, come scritto, è l’unica proprietaria del vaccino. I Paesi membri possono rivendere i prodotti a un Paese terzo previa sottoscrizione da parte dei compratori delle parti del contratto inerenti all’indennizzo.
 
G.R.
27 gennaio 2021
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