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Giovedì 29 OTTOBRE 2020
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Banco Farmaceutico in udienza dal Papa. Francesco: “Non discriminare sui farmaci, l’accesso alle cure sia per tutti”
Il Papa ha ricevuto in udienza i volontari del Banco Farmaceutico. Presente anche il presidente della Fofi Andrea Mandelli. Per il Santo Padre i farmacisti sono chiamati a svolgere un servizio di cura in prossimità alle persone più bisognose, e in scienza e coscienza operano per il bene. La proposta del Papa: “Globalizzare la cura” dando possibilità a chiunque di usare “farmaci che potrebbero salvare tante vite”. E il vaccino anti Covid 19 “Dovrà essere universale, per tutti”
21 SET - “Conosciamo il pericolo della globalizzazione dell’indifferenza. La globalizzazione dell’indifferenza. Vi propongo invece di globalizzare la cura, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni. Per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti. E voi siete l’esempio di questo sforzo comune. L’impegno di tutti”.
 
Queste le parole di Papa Francesco ai 200 volontari del Banco Farmaceutico ricevuti in udienza sabato scorso alla quale ha partecipato anche il Presidente della Fofi, Andrea Mandelli. Un appuntamento importante per una realtà che celebra quest’anno i sui vent’anni di attività in favore dei più deboli, come raccontato nei giorni scorsi da Sergio Daniotti Presidente della Fondazione Banco farmaceutico Onlus. Un’attività che culmina ogni anno con la Giornata di Raccolta del Farmaco per i più poveri e che il Pontefice ha definito un esempio importante di come la generosità e la condivisione dei beni possono migliorare la nostra società e testimoniare quell’amore nella prossimità che ci viene richiesto dal Vangelo.
 
Ancora una volta il Santo Padre ha voluto ricordare come siano tante marginalità alla base delle ingiustizie tra nazioni e popoli e tra queste c’è anche una “marginalità farmaceutica”. Un’ingiustizia che non consente a tante troppe persone di poter accedere a delle opportunità farmaceutiche “Troppe persone, troppi bambini muoiono ancora nel mondo perché non possono avere quel farmaco che in altre regioni è disponibile, o quel vaccino”
“Chi vive nella povertà, è povero di tutto, anche di farmaci, e quindi la sua salute è più vulnerabile – ha detto Francesco – a volte si corre il rischio di non potersi curare per mancanza di soldi, oppure perché alcune popolazioni del mondo non hanno accesso a certi farmaci. C’è anche una ‘marginalità farmaceutica’, e questo dobbiamo dirlo. Questo crea un ulteriore divario tra le nazioni e tra i popoli. Sul piano etico, se c’è la possibilità di curare una malattia con un farmaco, questo dovrebbe essere disponibile per tutti, altrimenti si crea un’ingiustizia”.
 
Il papa ha poi auspicato che “la ricerca scientifica possa progredire per cercare sempre nuove soluzioni a problemi vecchi e nuovi. Il lavoro di tanti ricercatori è prezioso e rappresenta un magnifico esempio di come lo studio e l’intelligenza umani siano capaci di far crescere, per quanto possibile, nuovi percorsi di guarigione e di cura”.
 
Per il Pontefice, le aziende farmaceutiche “sostenendo la ricerca e orientando la produzione, generosamente possono concorrere ad una più equa distribuzione dei farmaci”.
I farmacisti “sono chiamati a svolgere un servizio di cura in prossimità alle persone più bisognose, e in scienza e coscienza operano per il bene integrale di quelli che a loro si rivolgono”.

Il pensiero del Papa è andato poi ai governanti che “attraverso le scelte legislative e finanziarie, sono chiamati a costruire un mondo più giusto, in cui i poveri non vengano abbandonati o, peggio ancora, scartati”.
“La recente esperienza della pandemia, oltre a una grande emergenza sanitaria in cui sono già morte quasi un milione di persone – ha aggiunto Francesco – si sta tramutando in una grave crisi economica, che genera ancora poveri e famiglie che non sanno come andare avanti. Mentre si opera l’assistenza caritativa, si tratta di combattere anche questa povertà farmaceutica, in particolare con un’ampia diffusione nel mondo dei nuovi vaccini. Ripeto che sarebbe triste se nel fornire il vaccino si desse la priorità ai più ricchi, o se questo vaccino diventasse proprietà di questa o quella Nazione, e non fosse più per tutti. Dovrà essere universale, per tutti”.
 
Banco Farmaceutico ha donato al Santo Padre una riproduzione dell’Incoronazione di Spine di Bernardo Luini; si tratta di una copia dell’affresco che occupa la parete più ampia dell’Aula Leonardi della Pinacoteca Ambrosiana. Fu commissionato, nel 1522, dalla Confraternita della Santa Corona, istituita da 12 nobiluomini che, stanchi di servire Ludovico il Moro, scelsero di dedicarsi alle opere spirituali e materiali (i 12 sono rappresentanti nell’affresco). Questi misero a disposizione capacità e risorse economiche per fornire gratuitamente ai poveri infermi della città farmaci e prestazioni mediche. La Confraternita operò per quasi 3 secoli e rappresentò una sorta di Banco Farmaceutico ante litteram; e la spezieria, in cui realizzava rimedi medicamentosi, l’antesignana della moderna farmacia. Nel 2019, Philippe Daverio, scomparso di recente, raccontò la storia di quegli uomini e dell’affresco, in un filmato realizzato apposta per Banco Farmaceutico.
 
“Le risorse e i soldi che farmacie, aziende, cittadini e altre realtà della società civile donano a Banco Farmaceutico non sono per i poveri ma dei poveri; pertanto, va fatto tutto il necessario per gestirli nel modo migliore. Tenendo a mente che il farmaco è una risorsa preziosa, che non va sprecata. E che, se vogliamo realmente fare del bene per gli indigenti, il cui numero è destinato ad aumentare a causa dell’emergenza Covid-19, dovremo svolgere sempre meglio il nostro lavoro. Che non sarebbe possibile senza farmacisti e volontari: invitano al dono e svolgono un compito delicato. Chi entra in farmacia, infatti, spesso, soffre o è preoccupato per la sua salute o di un suo caro; l’invito va fatto incontrando tale sofferenza” ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente di Banco Farmaceutico, ringraziando il Santo Padre. Daniotti ha, infine, espresso al Papa “il desiderio di poter offrire l’aiuto del Banco ad una realtà che Lei ritiene abbia particolare bisogno di una donazione farmaci”.



 
21 settembre 2020
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