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Frenulo corto. Un fattore di rischio per disturbi respiratori del sonno nei bimbi
Nei bambini c’è un rapporto tra la lunghezza del frenulo della lingua e l’insorgenza di disturbi respiratori del sonno. A evidenziarlo è uno studio italiano, condotto da ricercatori dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, che raccomandano un approccio multidisciplinare precoce e l’effettuazione dello screening per i disturbi respiratori del sonno
25 NOV - (Reuters Health) – Il frenulo linguale corto, anche detto anchiloglossia, è associato a un aumento significativo del rischio di disturbi respiratori del sonno (SDB) in bambini in età scolare. Questa evidenza emerge da uno studio condotto da ricercatori dell’Università Sapienza di Roma e pubblicato da Sleep Medicine. Lo studio, online il 23 ottobre su Sleep Medicine, mostra che il 23% dei bambini con anchiloglossia aveva il triplo delle probabilità rispetto agli altri di avere risultanze riconducibili a SDB.
 
“Ipotizziamo che un frenulo linguale corto favorisca cambiamenti craniofacciali che, in ultima istanza, limitano la dimensione del lume delle vie aeree superiori e predispongono i bambini a SDB”, dice Maria Pia Villa, autrice principale dello studio. “Un approccio multidisciplinare precoce e lo screening per SDB sono utili per riconoscere questa anomalia anatomica”.

L’anchiloglossia è un’anomalia congenita definita come lunghezza della lingua libera pari o inferiore a 16 mm. La patologia restringe il movimento della lingua, alterandone la funzionalità, la forma delle arcate dentali e la loro occlusione.

Lo studio. 
Lo studio ha reclutato 504 bambini (età dai 6 ai 14 anni, età media 9,6) di una scuola di Roma. Per ogni partecipante, i ricercatori hanno completato uno sleep clinical record (SCR) includendo punteggio OSAS, anomalie del naso, dell’orofaringe, occlusione dentale e craniofacciale e sintomi di disattenzione e iperattività.

Un punteggio SCR pari o superiore a 6.5 era considerato “positivo” ed associato a un rischio elevato di OSAS, un indice di apnea-ipopnea ostruttiva di più di un episodio all’ora.
42 partecipanti (l’8,3%) avevano un punteggio SCR positivo. Questi bimbi avevano prevalenze più elevate di malocclusione, deviazione del setto nasale, palato arcuato, respirazione con la bocca, ipertrofia adenotonsillare e frenulo linguale corto rispetto ai soggetti con punteggi SCR più bassi.

Dopo l’aggiustamento per altri fattori di rischio per OSAS come età, sesso, forza della lingua e obesità, i bambini con un frenulo linguale corto presentavano probabilità 2,98 volte superiori di SCR positivo rispetto a quelli con un frenulo di lunghezza normale (P=0,012).

Maria Pia Villa, a capo del Centro regionale per i disturbi del sonno dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, ricorda che a seconda della gravità dell’anchiloglossia, l’odontoiatria pediatrica offre varie opzioni di trattamento, come osservazione, logopedia, frenotomia e frenectomia.

Fonte: Sleep Medicine 2019

 
Scott Baltic
 

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
25 novembre 2019
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