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Con caregiver depressi, più visite al PS i pazienti con demenza
La depressione del caregiver si riflette pesantemente nella gestione del paziente con demenza e si traduce in un maggior numero di visite al pronto soccorso dell’assistito. Ma anche il caregiver vede compromettersi la qualità di vita, instaurando quindi un circolo vizioso tra assistente ed assistito
10 LUG - (Reuters Health) – Se i caregiver sono depressi, i pazienti affetti da demenza si rivolgono con maggiore frequenza al pronto soccorso. Questa evidenza emerge da uno studio condotto negli USA e pubblicato da Jama Neurology.
 
I ricercatori - guidati da Elan Guterman, dell’Università della California di San Francisco – hanno osservato 663 pazienti con demenza e i loro caregiver – generalmente coniugi, partner domestici e altri parenti – per sei mesi. All’inizio dello studio, 84 caregiver, quasi il 13%, presentavano sintomi di depressione. La depressione dei caregiver si associava a un aumento del 73% delle visite in pronto soccorso dei pazienti con demenza.
 
Sulla base dei sei mesi di osservazione, i ricercatori hanno stimato che i pazienti con demenza che avevano un caregiver depresso si recavano in pronto soccorso in media 1,5 volte all’anno, rispetto alle 0,8 visite annuali dei pazienti con un caregiver non depresso. In termini assoluti, la depressione dei caregiver era correlata a ulteriori 0,7 visite in pronto soccorso per paziente con demenza all’anno.
 
I caregiver in questo studio avevano in media 64 anni e per la maggior parte erano donne. I pazienti con demenza avevano in media 77 anni e poco più della metà erano di sesso femminile. La depressione era più comune nei caregiver più giovani e nel caso in cui i pazienti con demenza erano giovani o avevano una forma più grave della patologia.

Anche il recarsi in pronto soccorso non faceva bene alla salute mentale dei caregiver. Ogni ulteriore visita in pronto soccorso si associava a 1,26 volte le probabilità di depressione del caregiver dopo sei mesi.

Anche così, i risultati offrono nuove evidenze che la cura della demenza dovrebbe prevedere un supporto ai caregiver familiari, ha dichiarato.
“I familiari combattono con la vista del declino fisico e cognitivo di una persona cara, sono impreparati a riconoscere cambiamenti che sono significative minacce alla salute e quindi tendono a sovracompensare cercando assistenza quando potrebbe non essere necessaria”, ha osservato Given, non coinvolto nello studio.

“I caregiver familiari devono accedere alle cure primarie per i loro pazienti quando sono in grado di descrivere il problema e ricevere consigli su cosa fare, quali sintomi osservare e possibilmente affrontare a casa”, osserva Charles Given, professore emerito presso la scuola per infermieri della Michigan State University di East Lansing, non coinvolto nello studio “Il sistema sanitario deve essere attento ai segni di depressione nei caregiver ed aiutarli a ricevere il supporto e l’assistenza psicologica di cui hanno bisogno”.

Fonte: JAMA Neurology 2019

Lisa Rapaport
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
10 luglio 2019
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