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Demenze. Iss: ne soffre 1 mln di italiani. Il 4 giugno l’open day
Secondo i dati dell’Osservatorio Demenze dell’ISS in Italia un milione di persone sono affette da demenza, 600mila sono colpite da Alzheimer e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Colpisce in numero maggiore le donne. Domani nei giardini dell’ISS saranno organizzati dagli 11 Centri e Dipartimenti 12 stand tematici con cinque percorsi dedicati ai fattori di rischio e di prevenzione, terapie, biotecnologie, servizi per il cittadino, giochi e scienza. IL PROGRAMMA
03 GIU - “Una mappa online dei servizi assistenziali, individuazione dei fattori di rischio, studi sui biomarker diagnostici, un progetto per identificare la malattia tra gli immigrati. Sono queste le azioni principali che l’Istituto Superiore di Sanità sta rafforzando per la prevenzione, la diagnosi, la ricerca e la gestione dei disturbi cognitivi, delle demenze e della malattia di Alzheimer”. Sono anche i temi di cui si parlerà durante l’open day “ISS e malattia di Alzheimer: prevenzione oltre la diagnosi” che si terrà domani, 4 giugno dalle 17.00 alle 21.00.
 
Nei giardini dell’ISS saranno organizzati dagli 11 Centri e Dipartimenti 12 stand tematici con cinque percorsi dedicati ai fattori di rischio e di prevenzione, terapie, biotecnologie, servizi per il cittadino, giochi e scienza. Questi stand saranno gestiti da ricercatori dell’ISS, medici, psicologi, terapisti, associazioni di volontari per presentare tematiche collegate alla diagnosi e alla prevenzione della malattia di Alzheimer con il coinvolgimento dei giovani dell’Alternanza Scuola-Lavoro.
 
Secondo i dati dell’Osservatorio Demenze dell’ISS in Italia un milione di persone sono affette da demenza, 600mila sono colpite da Alzheimer e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Colpisce in numero maggiore le donne.
 
“L’Istituto Superiore di Sanità – dice Nicola Vanacore coordinatore dell’Osservatorio Demenze dell’ISS finanziato dal Ministero della Salute – è in prima linea nel condurre e sostenere la ricerca e la trasferibilità immediata dei risultati alla pratica clinica corrente del sistema socio-sanitario del Paese. Per la prima volta tutti i Centri e Dipartimenti hanno offerto supporto sinergico per individuare i fattori di rischio collegati all’insorgenza della malattia, poiché è ormai noto che alcuni di questi fattori di rischio sono legati allo stile vita, come l’abitudine al fumo, l’alimentazione o l’attività fisica, e pertanto sono potenzialmente modificabili”.

L’open day vuole essere un momento di incontro e di confronto tra la comunità dei ricercatori e la cittadinanza per promuovere un nuovo approccio di sanità pubblica nell’affrontare una malattia che impatta nelle vite di centinaia di migliaia di persone e delle loro famiglie.

“L’obiettivo della giornata – dice Annamaria Confaloni, responsabile dell’open day e ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze – un nuovo rapporto tra le generazioni nella lotta allo stigma della malattia che ha un enorme impatto economico e sociale con un costo annuo stimato di 12 miliardi di euro. Questa malattia è ormai considerata da tutte gli organismi nazionali ed internazionali una vera e propria emergenza socio-sanitaria”.

“Grazie all’Osservatorio Demenze  – conclude Nicola Vanacore – l’ISS ha aggiornato la mappa online che offre un servizio pubblico a tutti i cittadini e gli operatori socio-sanitari riportando i Centri per la diagnosi (CDCD – centri per i disturbi cognitivi e demenza), i Centri Diurni e le strutture residenziali presenti in ogni provincia italiana. Tali servizi forniscono l’assistenza socio-sanitaria a tutti i pazienti ed ai loro familiari nell’intera storia naturale della malattia”.

Dalla ricerca di base allo studio delle mutazioni genetiche
L’attività di ricerca del Dipartimento Neuroscienze sulla malattia di Alzheimer e le altre demenze, si articola su vari piani. L’attività sperimentale riguarda lo studio dei meccanismi molecolari che modulano i processi neurodegenerativi e l’utilizzo di sostanze terapeutiche in grado di modificarli utilizzando sia modelli animali che cellulari. Queste attività vengono svolte in collaborazione con il Centro di riferimento Scienze Comportamentali e Salute Mentale e il Centro nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci. Inoltre, grazie ad una attiva collaborazione con centri clinici nazionali ed internazionali per il reperimento dei campioni biologici, l’unità operativa è impegnata nella ricerca di nuovi possibili marcatori diagnostici e prognostici, con lo scopo di migliorare la caratterizzazione clinica dei pazienti.

Un ulteriore tema di indagine, riguarda l’individuazione delle variabili genetiche che causano o predispongono all’insorgenza delle forme familiari nella demenze di Alzheimer e Frontotemporale.

La collaborazione con il Centro di Riferimento di Medicina di Genere si è concentrata sulle differenze di genere nella ricerca di biomarcatori per le patologie neurodegenerative.
Infine, il gruppo collabora da anni con il Centro nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute nell’ambito dell’epidemiologia molecolare.

Osservatorio Demenze e riflettori sulla popolazione immigrata
Il gruppo di lavoro del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) si occupa del sito dell’Osservatorio Demenze che da anni aggiorna la mappa online dei servizi assistenziali sul territorio. Partecipa al Piano Nazionale demenze per lo sviluppo di raccomandazioni etiche relative ai diritti, all’autonomia e alla dignità delle persone affette da demenza. I ricercatori ISS sono coinvolti, inoltre, nello studio “Interceptor” dell’Agenzia Italiana del Farmaco con l’obiettivo di identificare biomarker in grado di prevedere con maggiore precisione la conversione della diagnosi di deficit cognitivo lieve in malattia di Alzheimer dopo 2 o 3 anni di follow-up. II gruppo partecipa anche al progetto Immidem, il primo progetto dedicato in Italia alla prevalenza della demenza nella popolazione di immigrati e nelle minoranze etniche.

Influenza dell’ambiente
Il Dipartimento Ambiente e Salute promuove la ricerca per identificare i possibili fattori di rischio ambientali coinvolti nell’insorgenza delle demenze e approntare opportune strategie di prevenzione

Disturbi cognitivi e anziano fragile
Il Dipartimento malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento è in prima linea per la prevenzione dei disturbi cognitivi nell’ anziano fragile. E’ impegnato nello studio dei fattori protettivi e di rischio associati alle principali patologie e alterazioni funzionali età-correlate, tra cui il deterioramento cognitivo e la fragilità nell’anziano, al fine di individuare profili di rischio favorevoli al mantenimento dell’autosufficienza, per un invecchiamento attivo e in buone condizioni psico-fisiche e relazionali.

Attività assistite con animali
Il Centro di Riferimento per le Scienze comportamentali e la Salute mentale (SCIC) si occupa di interventi innovativi in salute mentale per la promozione dell’invecchiamento in buona salute, anche attraverso la valutazione di biomarcatori e delle risposte comportamentali.

Attività fisica e riabilitazione
Il gruppo che si occupa di attività fisica e riabilitazione afferente al Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento (MACA) è impegnato nell’analisi del movimento e biomeccanica dell’apparato locomotore anche su pazienti con malattia di Alzheimer o altre demenze.

Nuove tecnologie innovazione
Valutare i nuovi ausili tecnologici per la riabilitazione dell’anziano fragile. Questo l’obiettivo del Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica (TISP) che partecipa al progetto di Ricerca Finalizzata “High-end and Low-End Virtual Reality Systems for the Rehabilitation of Frailty in the Elderly” con il compito di valutare l’usabilità della tecnologia per la riabilitazione dell’anziano fragile con disturbi cognitivi e fisici, e di misurare l’aderenza terapeutica ai protocolli riabilitativi proposti.

Bioetica
Il declino cognitivo della persona con demenza presenta problemi anche a livello etico, deontologico e giuridico. Per questo L’Unità di Bioetica dell’ISS da anni si occupa di predisporre documenti di riferimento condivisi. L’Unità, infatti, collabora a diverse attività interne ed esterne all’ISS nell’ambito delle demenze, tra cui la partecipazione al Working Group on Ethical Issues di Alzheimer Europe (2009-2011), la partecipazione al Comitato Nazionale per la Bioetica e alla stesura dei relativi documenti, tra cui “Le demenze e la malattia di Alzheimer: considerazioni etiche” sugli gli aspetti etici e relativi al consenso informato. Attualmente l’Unità di Bioetica partecipa al gruppo di lavoro “Etica e demenze” del Ministero della Salute previsto dal piano nazionale per le demenze e alla Struttura di Missione Temporanea dell’ISS sulle demenze.
03 giugno 2019
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