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Consumare troppe bevande alcoliche accorcia la vita anche di 4-5 anni. Gli esperti: non superare i 100 grammi di alcol a settimana, ovvero meno di un litro di vino o tre litri di birra a settimana
Un grande studio di salute pubblica condotto in Gran Bretagna suggerisce che gli attuali limiti di sicurezza relativi al consumo di bevande alcoliche dovrebbero essere ritoccati verso il basso. Gli autori suggeriscono di non superare i 100 grammi di alcol a settimana equivalenti a poco meno di un litro di vino, a poco più di 3 litri di birra e a circa 300 millilitri di superalcolici. Al di sopra di questa soglia aumenta il rischio di patologie cardiovascolari (in particolare di ictus e ipertensione) e si riduce l’aspettativa di vita (anche di 4-5 anni per chi supera i 350 grammi di alcol a settimana)
14 APR - Sarebbero tutte da rivedere al ribasso le attuali soglie di sicurezza per il consumo di bevande alcoliche, stando ai risultati di una ricerca appena pubblicata su Lancet. E forse andrebbero anche uniformati visto che gli attuali limiti raccomandati per il consumo di alcol sono molto diversi tra una nazione e l’altra.
 
Angela Wood (Dipartimento di Salute Pubblica, Università di Cambridge) e colleghi, allo scopo di definire meglio le soglie di sicurezza per il consumo di bevande alcoliche, cioè quelle associate al minor rischio di mortalità per tutte le cause e di malattie cardiovascolari, hanno analizzato i dati relativi a circa 600 mila bevitori attivi residenti in 19 nazioni ad alto reddito e senza pregresse patologie cardiovascolari.
 
Gli autori sono andati a caratterizzare le associazioni dose-risposta, calcolando i rapporti di rischio (HR) per l’assunzione di 100 grammi di alcol a settimana (12,5 unità di alcol/settimana*), aggiustati per età, genere, presenza di diabete e abitudine al fumo, confrontandoli con fasce di consumo superiori (100-200 grammi, 200-350 grammi, oltre 350 grammi a settimana).
 
Tra i circa 600 mila bevitori attivi inclusi nell’analisi i ricercatori inglesi hanno registrato oltre 40 mila decessi e 39 mila casi di patologie cardiovascolari di nuova comparsa, durante un follow-up di 5,4milioni di anni-persona. Rispetto alla mortalità per tutte le cause, questa analisi ha evidenziato la presenza di una relazione curvilinea con il consumo di alcol, dove il rischio minore è stato registrato per i consumi inferiori a 100 grammi/settimana. L’alcol è risultato associato soprattutto ad un aumentato rischio di ictus (+14% per i consumi settimanali di alcol superiori a 100 gr), di coronaropatia (ma non di infarto) (+ 6%), di scompenso cardiaco (+9%), di ipertensione maligna (+24%), di aneurisma aortico fatale (+15%).
Per contro, un consumo di alcol superiore a 100 grammi a settimana è risultato associato ad un ridotto rischio di infarto (-6%).
 
Ma il dato di certo più impressionante è stato tra tutti quello relativo alla ridotta aspettativa di vita. Chi consuma 100-200 grammi di alcol a settimana, rispetto a chi beve meno di 100 grammi a settimana, ha a 40 anni un’aspettativa di vita ridotta di circa 6 mesi; chi beve 200-350 grammi di alcol a settimana, ha un’aspettativa di vita ridotta di 1-2 anni, mentre chi indulge pesantemente nel consumo di bevande alcoliche (oltre 350 grammi di alcol a settimana) vede la propria aspettativa di vita ridursi di 4-5 anni.
 
Lo studio è stato realizzato con finanziamenti di UK Medical Research Council, British Heart Foundation, National Institute for Health Research, European Union Framework 7 e European Research Council.
 
*Una unità alcolica corrisponde a circa 8 grammi di etanolo secondo i criteri inglesi, ovvero a:
· 76 millilitri di vino di media gradazione (13°)
· 250 ml di birra a 4°
· 25 ml di superalcolico (40°)
 
Maria Rita Montebelli
14 aprile 2018
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