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Infezioni delle vie urinarie: il trimetoprim aumenta il rischio di danno renale acuto e di iperkaliemia negli anziani
Uno studio pubblicato su British Medical Journal rivela che la somministrazione del trimetoprim, uno dei farmaci più comunemente usati nelle infezioni del tratto urinario, rispetto ad altri antibiotici come l’amoxicillina,  aumenta il rischio di episodi di iperpotassiemia e di insufficienza renale acuta negli ultra-65enni. Rischio che aumenta in maniera consistente nei soggetti in trattamento con inibitori dell’asse renina-angiotensina e diuretici risparmiatori di potassio
12 FEB - Ci sono abitudini inveterate, che per i pazienti potrebbero essere pericolose. Come la prescrizione di trimetoprim per le infezioni delle vie urinarie negli anziani. Uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine, pubblicato sul BMJ,  è andato a setacciare il registro dei pazienti afferenti al Clinical Practice Research Datalink, nel periodo compreso tra Aprile 1997e Settembre 2015,per valutare l’outcome dei soggetti ai quali venivano prescritti una serie di antibiotici (trimetoprim, amoxicillina, cefalexina, ciprofloxacina, nitrofurantoina) entro i primi tre giorni da una diagnosi di infezione delle vie urinarie.
 
Endpoint dello studio era la valutazione dell’insorgenza di un danno renale acuto, iperkaliemia o di mortalità entro 14 giorni da un’infezione delle vie urinarie trattata con antibiotico-terapia. 
 
Dall’analisi di questo vasto database (comprendente 1,2 milioni circa di soggetti sopra i 65 anni) sono stati selezionati  178.238 individui ai quali, nel periodo esaminato, era stata diagnosticata almeno un’infezione del tratto urinario trattata con antibiotici, per un totale complessivo di 422.514 episodi.
 
Entro le prime due settimane dall’avvio di una terapia antibiotica il rischio di incorrere in un episodio di insufficienza renale acuta era aumentato del 72% nei soggetti trattati con trimetoprim e  del 48% in quelli trattati con ciprofloxacina, rispetto ai pazienti trattati con amoxicillina.  Il rischio di iperkaliemia è risultato aumentato del 227% nei soggetti trattati con trimetoprim, rispetto ai pazienti sottoposti ad un ciclo diamoxicillina. Non sono emerse differenze statisticamente significative rispetto alla mortalità nei vari gruppi di pazienti trattati con differenti antibiotici .
 
Per ogni 1000 infezioni delle vie urinarie trattate con antibiotici nella popolazione over-65 – commentano gli autori -  l’impiego di trimetoprim al posto dell’amoxicillina, provoca 1-2 casi in più di iperkaliemia e due ricoveri in più per insufficienza renale acuta.
Ma nei soggetti in terapia anche con inibitori dell’asse renina-angiotensina e spironolattone, quando la scelta del trattamento dell’UTI cade sul trimetoprim, anziché sull’amoxicillina, si verificano, sempre per ogni 1000 casi trattati, 18 casi in più di iperkaliemia e 11 ricoveri in più per danno renale acuto.
 
Gli autori concludono dunque che nei gruppi ad alto rischio di danno renale acuto e iperpotassiemia, andrebbe considerato l’uso antibiotici alternati al trimetoprim, ma laddove questo non fosse possibile, sarebbe quanto meno opportuno monitorare con attenzione i livelli di potassiemia e la funzionalità renale di questi pazienti.
 
Maria Rita Montebelli
12 febbraio 2018
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