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Farmaci. Tour di Farmindustria in 5 tappe. "Un valore che l'Italia non può perdere"
 
Primo appuntamento oggi in Toscana, e poi Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. Sono queste le tappe del tour promosso da Farmindustria per comunicare, ai cittadini e alle istituzione, il valore dell'industria farmaceutica.
 
11 MAG - E' partito oggi da Sesto Fiorentino (Toscana), dalla sede della multinazionale america Eli Lilly, il tour promosso da Farmindustria per comunicare il valore dell'industria farmaceutica italiana. Un valore "che l'Italia non può perdere".
 
Dinamica e competitiva. Per Farmindustria così può essere definita l'industria farmaceutica, che grazie alla sua capacità manifatturiera, seconda in Europa nella produzione solo alla Germania, e alle sue eccellenze territoriali, contribuisce allo sviluppo del Paese. "Come dimostrano gli importanti e recenti investimenti di aziende internazionali sia a capitale estero sia a capitale nazionale, con l'apertura di centri di ricerca e l'ampliamento di altri impianti. E come dimostra l'export, 15 miliardi nel 2011, che ormai raggiunge il 60% della produzione, quasi il doppio rispetto alla media dell'industria manifatturiera".

Risultati ottenuti, sottolineano le imprese del Farmaco, "malgrado la crisi economica e i cambiamenti del settore a livello globale, grazie all'elevata qualità delle risorse umane (per il 90% laureati o diplomati) e a relazioni industriali improntate alla massima collaborazione tra le parti, con attenzione alla competitività e al welfare dei lavoratori. Presentare il valore di questa industria per il nostro Paese e per i singoli territori è lo scopo della serie di incontri promossi da Farmindustria, in alcune delle regioni a più alta presenza farmaceutica".  
 
Dopo la Toscana, il tour toccherà Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. L'obiettivo, appunto, è "presentare il valore di questa industria per il nostro Paese e per i singoli territori". L'importanza del farmaco, d'altra parte, è facilmente percepibile dal cittadino. Che però non sempre sa quali altri valori, e difficoltà, si nascondono dietro al farmaco. "Le imprese del farmaco - sottolinea Farmindustria - possono rimandere competitive e offrire nuove opportunità di sviluppo. Essere quindi parte della soluzione per la crescita del Paese".   Ad oggi, il valore delle industrie farmaceutiche sta, in Italia, in 165 fabbriche, 65 mila addetti diretti e 64 mila nell'indotto, 25 miliardi di produzione, 2,4 miliardi di investimenti in produzione e ricerca nel 2011.   Le espertoazioni rappresentano il 60% del fatturato ed è cresciuto. "Esportazioni in aumento anche grazie a importanti investimenti effettuati negli ultimi anni".
 
Non solo, "nel 2011 le industrie farmaceutiche hanno portato allo Stato, in termini di investimenti, occupazione e tasse pagate, un apporto di 12,5 miliardi di euro, contro una spesa pubblica per medicinali pari a 12,1 miliardi di euro misurata a ricavo industria". Tuttavia, le diverse manovre che si sono succedute, le scadenze brevettuali, la crescente domanda di salute con le restrizioni nei bilanci pubblici, l'aumento della concorrenza tra Paesi per la localizzazione degli impianti produttivi e di ricerca stanno mettendo in pericolo tutto questo, costringendo le aziende a forti ristrutturazioni.   Eppure, ribadisce Farmindustria, "l'industria in Italia è ancora in grado di crescere e investire". Ma lo sviluppo, avverte, "non può essere basato solo sull'export". Per questo Farmindustria chiede misure per migliorare le condizioni del settore nel nostro Paese e "in tempi brevi, perché l'Italia resti attrativa per gli investimenti. Se così non fosse - avverte Farmindustria - si andrebbe incontro alla possibile deindustrializzazione del settore in Italia, con il crollo anche della stessa capacità di esportare".
 
11 maggio 2012
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