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Vaccini Covid. Fontana: “Lombardia pronta a un progetto di solidarietà internazionale”
Fontana, Moratti e Bertolaso presentano il piano per la somministrazione della terza dose di vaccino contro il Covid ai soggetti fragili e vulnerabili, ma annunciano anche che la Lombardia è pronta ad aiutare i Paesi africani: “Proporremo al Governo di avviare una campagna di vaccinazioni. Speriamo di essere da esempio a tutti gli altri Paesi. Proveremo a recuperare i vaccini necessari così da organizzare la distribuzione in Sierra Leone, a partire dalla capitale”.
21 SET - Parte con la vaccinazione di 2.500 immunocompromessi la ‘fase 3’ della campagna vaccinale lombarda, che prevede la somministrazione della dose aggiuntiva e di quella di richiamo per i soggetti fragili e vulnerabili". Il piano è stato illustrato ieri nei dettagli dal presidente della Regione, Attilio Fontana, dal vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, e dal coordinatore della campagna vaccinale della Lombardia, Guido Bertolaso, che ha definito “saggia” la decisione del Governo di parlare di “dose addizionale e non di richiamo”.

In apertura, Fontana ha voluto evidenziare “con grande soddisfazione” come “circa l’87 per cento dei lombardi ha già ricevuto almeno la prima dose e circa l’82 per cento ha completato il ciclo vaccinale. Un risultato straordinario raggiunto grazie a una perfetta macchina organizzativa coordinata dal dottor Bertolaso, dalla struttura Welfare della vice presidente, con il contributo dei volontari della Protezione civile, guidati dall’assessore al Territorio”.

“Sicuramente un obiettivo che è stato possibile raggiungere - ha detto ancora - grazie al grande senso civico e di responsabilità dei lombardi che hanno aderito. Le conseguenze di questa grande operazione hanno prodotto risultati confortanti anche dal punto di vista del contenimento del virus, non a caso la nostra regione ha superato il terzo mese in zona bianca e ha un tasso di incidenza di positivi su 100 mila abitanti, tra i più bassi a livello nazionale”.

Ora, però, tocca alla Fase 3. Che, ha spiegato Moratti, “sarà temporalmente sovrapposta alla Fase di transizione e alla Fase di vaccinazione antinfluenzale. Impiegherà, infatti,  le stesse strutture e risorse con il coordinamento di tutti gli attori coinvolti. Si passa quindi, progressivamente, da una situazione di emergenza ad una di normale operatività. Tutto ciò attraverso una logica di razionalizzazione ed efficientamento”. Peraltro, ha spiegato da Moratti, “le nuove disposizione sul green pass hanno fatto sì che si rendessero disponibili nuove vaccinazioni per  le prime dosi. Perciò cui è prevista dal 1 ottobre al 30 ottobre una ‘fase di Transizione’”.

Partirà, infatti, dopo il ‘via libera’ del commissario del Governo per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, anche il richiamo con una 3° dose per i 680.00 over80 della Lombardia, gli 80.000 ospiti delle Rsa e i 396.000 operatori sanitari (per queste categorie, il richiamo è previsto dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose e sarà utilizzabile indifferentemente uno dei vaccini mRNA). Ma le Regioni si stanno già preparando per essere pronte da subito.

“Il sistema di prenotazione e registrazione - ha illustrato l’assessore al Welfare - sarà sempre gestito da Poste tramite ‘agenda dedicata’. È comunque possibile effettuare la prenotazione presso le farmacie aderenti. La somministrazione al personale sanitario sarà effettuata presso la propria struttura ospedaliera. Gli ospiti delle Rsa riceveranno la somministrazione presso la struttura in cui si trovano”.

“Si tratta di un’operazione preventiva” ha chiarito Bertolaso. “Non c’è una nuova ondata che ci aspetta domani mattina, ma è un modo per cautelare i soggetti più a rischio”.

Bertolaso ha spiegato, inoltre man mano si ridurrà l’utilizzo dei grandi centri vaccinali, aumenteranno le somministrazioni negli ospedali e le Rsa che, entro novembre, saranno tutte pronte e disponibili. Allo stesso tempo, le 21 attuali farmacie, diventeranno 668 entro novembre.

“Abbiamo parametrato la capacità produttiva della ‘fase 3’ – ha continuato Bertolaso – su una capacità media che varia fra 20.000 e 65.000 somministrazioni al giorno. Siamo cioè in grado di coprire qualsiasi esigenza”.

Inoltre, hanno annunciato i vertici della Regione, la Lombardia si prepara a proporre al Governo anche un progetto di solidarietà internazionale, per avviare una campagna di vaccinazione anche in Sierra Leone.  “Non sarà sfuggito – ha detto Bertolaso – l’appello dell’Oms. Non è giusto, disse, partire con la terza dose se in Africa non è stata fatta neanche la prima.  Noi non siamo rimasti indifferenti neanche alle parole del premier Draghi che, in occasione del G20, aveva detto che ‘bisognava fare di più per i Paesi poveri’.

“In Sierra Leone ci sono numeri terribili. Muoiono di parto in media 1.950 mamme su 100.000. Credo che un ruolo della Lombardia sarebbe da esempio e una sfida a tutti gli altri Paesi del mondo. La Sierra ha dimensioni simili a quelle della Lombardia, anche come popolazione. Proveremo a recuperare i vaccini necessari così da organizzare la distribuzione a partire dalla capitale. ‘Sfruttiamo’ una campagna di emergenza vaccinale per dare un impulso importante alla vita di queste persone”, ha concluso Bertolaso.
21 settembre 2021
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