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Vaccino covid. Baggiovara (Modena), avanzano 6 dosi, gli operatori chiamano i parenti. Intervengono i Nas 
Qualcuno non si era presentato all’appuntamento per la somministrazione, ma invece di convocare altri operatori sanitari, come previsto dalle procedure, gli operatori del punto vaccinale di Baggiovara hanno pensato di chiamare i loro parenti. “Un reato contro la Salute e contro la morale”, lo definisce il commissario Arcuri. Anche l’assessore Donini stigmatizza l’accaduto: “Nella campagna vaccinale non possiamo permetterci nessun comportamento che non sia adeguato alla situazione”. La Ausl di Modena si scusa e avvia un’istruttoria urgente. A Baggiovara arrivano anche i Nas.
08 GEN - Sei operatore sanitari non si era presentati all’appuntamento per la vaccinazione anticovid o comunque non avevano potuto ricevedere il vaccino. E così, alcuni operatori che martedì 5 gennaio erano di turno al centro unico vaccinale di Baggiovara, a Modena, hanno deciso di chiamare i parenti per somministrare a loro le dosi avanzate. Una condotta che ha sollevato aspre polemiche e dato avvio a una istruttoria urgente da parte delle Asl nonché a una ispezione da parte dei Nas per chiarire le responsabilità e ristabilire la chiarezza e trasparenza delle procedure.

Queste prevedono, come spiega l’Asl di Modena in una nota che ricostruisce l’acceduto che, quando alla fine della giornata di vaccinazione rimangono alcune dosi già ricomposte, poiché la loro durata è di sole sei ore e non possono dunque essere utilizzate il giorno successivo, vengano contattati operatori sanitari che hanno dato la disponibilità ad essere vaccinati (persone già presenti in ospedale oppure già prenotate in altre giornate) al fine di non sprecare nessuna dose. "Ciò può avvenire perché alcune delle persone prenotate non si presentano, o non vengono ritenute idonee alla vaccinazione da parte del medico competente, o ancora, dallo stesso medico inviate alla vaccinazione in altra data per la presenza di situazioni cliniche transitorie” ,spiega la Asl.

Questa è la procedura, che la Asl assicura fosse "già chiaramente esplicitata a tutti”, è “stabilita nell’ambito del gruppo di lavoro per un utilizzo efficiente delle dosi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali: non sprecarne nessuna invitando alla somministrazione persone aventi diritto al vaccino”. Quanto avvenuto il giorno 5 gennaio, dunque, “non risponde ad alcuna direttiva o indicazione fornita dall’Azienda”, tiene a precisa le Asl.

Cosa è accaduto, invece, a Baggiovara? Secondo una prima ricostruzione dei fatti, “a fine seduta vaccinale pomeridiana, avendo espletato la procedura prevista e avanzando ancora alcune dosi inutilizzate – sei in tutto – alcuni operatori al lavoro nel punto vaccinale, in totale autonomia, hanno pensato di contattare alcuni propri congiunti, con l’idea di non sprecare dosi che non avrebbero potute essere utilizzate il giorno successivo. Appena venuti a conoscenza di ciò, gli altri professionisti presenti hanno subito informato il responsabile del Punto vaccinale e la Direzione aziendale, che hanno dato perentorie indicazioni di bloccare immediatamente qualsiasi iniziativa in tal senso.  Purtroppo però i vaccinatori, assolutamente non al corrente di quanto stava accadendo, avevano già somministrato alcuni vaccini. Dunque si è venuti a conoscenza che le persone contattate non erano tra gli aventi diritto soltanto a vaccinazione già avvenuta”, spiega la Asl.  

I vertici aziendali fanno sapere che “appena venuta a conoscenza dell’accaduto, l’Azienda USL ha avviato un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta, operatori sanitari o altre figure impegnate nel coadiuvare i team vaccinali in qualità di volontari. Questo per giungere a una verifica completa dei fatti e poter procedere alle necessarie azioni, a tutela propria e di tutti coloro che ogni giorno, in questa campagna vaccinale, sono impegnate a garantire la vaccinazione nel massimo rispetto di tutte le procedure. Al fine di avere assoluta certezza del rispetto di tutte le procedure previste, inoltre, l’Azienda USL ha ulteriormente ribadito a tutti i professionisti impegnati nell’attività vaccinale le procedure previste e l’assoluto divieto di iniziative autonome che escano da quelle previste per l’erogazione dei vaccini”.
 
“Consapevole della gravità dell’errore commesso, e dell’impatto che ciò può generare sulla popolazione che attende il vaccino", l’Ausl ha quindi voluto rivolgere le proprie scuse “a tutti i cittadini” e ribadito il proprio impegno a “garantire la massima trasparenza, così come è stato fatto fin dall’inizio, nelle procedure di somministrazione e utilizzo del vaccino”.  

La vicenda rischia comunque di gettare un’ombra sulla campagna vaccinale. Per il commissario straordinario all'emergenza Covid, Domenico Arcuri, quello è avvenuto al Punto Univo di Baggiovara è “un reato contro la salute e contro la morale”. Un “reato supremo del quale non per forza si deve occupare il codice penale”, ha detto nel corso del punto stampa settimanale di ieri sera.

Anche l'assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna Raffaele Donini, stigmatizza l’accaduto: “Per la campagna vaccinale in corso non possiamo permetterci nessun comportamento che non sia adeguato alla situazione. I margini di errore, anche qualora fossero in buona fede, vanno assolutamente ridotti a zero”, sono le sue parole riprese dall’Ansa. “Abbiamo definito insieme alle aziende sanitarie procedure chiare per l'intera gestione della campagna, compresa quella delle eventuali dosi rimaste”, spiega Donini. “Dunque, bene ha fatto l'Azienda Usl di Modena ad avviare subito una verifica interna su quanto accaduto”.

“In Emilia-Romagna - ha proseguito l'assessore - la campagna vaccinale sta procedendo a un ritmo fra i più alti in Italia. Che intensificheremo ulteriormente dopo aver completato questa prima fase dedicata al personale sanitario, agli operatori e ai degenti delle Cra. L'obiettivo è infatti quello di completare la copertura vaccinale della popolazione entro settembre 2021, ovviamente disponendo delle dosi previste e necessarie. Un'operazione di salute pubblica, che sta vedendo ancora una volta la sanità regionale dare grande prova di sé, anche con l'apporto di professionisti che volontariamente si mettono a disposizione e che non smetteremo mai di ringraziare”.
08 gennaio 2021
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