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Covid. In Alto Adige screening a tappeto: 350 mila test in 3 giorni
L’obiettivo è testare 350.000 persone sulle circa 533.000 residenti. “Così possiamo individuare un numero sufficiente di asintomatici” ed “evitare un lockdown continuativo fino in primavera”. Per effettuare gli screening saranno attivi, da oggi a domenica, 184 postazioni. Da martedì 24 novembre torneranno a scuola i bambini delle materne ed elementari. Dagli assessori all’Istruzione, dai sindacati della scuola e al corpo docente l’appello alla popolazione a sottoporsi al test rapido. L'ORDINANZA e TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI
20 NOV - Tre minuti per fare il tampone, tre per avere l'esito. Si svolgerà “in modo veloce e non burocratico” la grande campagna di screening per il rilevamento delle infezioni da Covid-19 che l’Alto Adige ha avviato a partire da oggi,  20 novembre, a tutto il weekend, 22 novembre. In 184 diverse postazioni e con 646 linee di test saranno effettuate le indagini rapide dell'antigene per la rilevazione del Coronavirus. Nel weekend tutti i cittadini sono chiamati a recarsi nel luogo più vicino alla propria abitazione per sottoporsi allo screening, secondo modalità diverse in base al Comune di residenza. Nei centri abitati più grandi, come ad esempio Bolzano, la suddivisione avviene a seconda della via in cui si risiede, mentre in molti Comuni è possibile prenotarsi.

Per sottoporsi all'indagine basta portare con sé la carta d'identità, possibilmente anche la tessera sanitaria, ma soprattutto è importante avere già compilati i moduli per la registrazione che sono scaricabili dal sito internet del proprio Comune e dal portale web www.provincia.bz.it/coronatest.

Nel modulo si può anche indicare se è necessario il congedo per malattia in caso di risultato positivo. L’esito verrà inviato circa entro breve, dopo aver fatto il tampone, tramite e-mail e per accedervi si riceverà un codice di accesso. Se il risultato del test è positivo, la persona dovrà restare in quarantena per dieci giorni, a condizione che non sviluppi alcun sintomo della malattia (in quel caso dovrà subito avvisare il proprio medico di famiglia).

Per effettuare il test saranno operativi da oggi, per ogni giorno, 900 tra medici e infermieri e operatori della Croce bianca e Croce rossa. Tenendo conto anche del personale amministrativo e di quello messo a disposizione dei Comuni, nelle operazioni saranno coinvolte circa 1.500 persone al giorno.

“Uno screening su scala provinciale come questo – spiega il presidente Arno Kompatscher in una nota- permette di identificare le fonti di infezione ancora sconosciute ed è quindi una grande opportunità per fermare la diffusione del contagio”. Il presidente ha quindi rivolto un appello alla popolazione. “E’ vero - ha detto - che sussiste il rischio di essere individuati come positivi e dover restare in quarantena, ma è un rischio ben più grave quello di infettare involontariamente i propri cari o i colleghi. Fare il test è una scelta di responsabilità verso la collettività”, ha aggiunto, precisando che il risultato dello screening sarà fondamentale per le decisioni che saranno prese nelle prossime settimane e "per poter tornare a rendere possibili l’assistenza all’infanzia, le lezioni in presenza a scuola, il lavoro, e il ritorno alle proprie abitudini”.

Più sarà massiccia la partecipazione, è il messaggio, più presto sarà possibile piegare la curva dei contagi. “Se riusciamo a testare 350.000 persone - ha spiegato l’assessore alla salute Thomas Widmann  - possiamo individuare un numero sufficiente di asintomatici”. In questo modo "possiamo evitare un lockdown continuativo fino in primavera”, ha aggiunto.

Le basi giuridiche per lo svolgimento dello screening sono state gettate con l’ordinanza n.70 firmata dal presidente Kompatscher. Durante lo svolgimento delle operazioni la Protezione civile altoatesina sarà nello stato di preallarme. Con la Protezione Civile collaboreranno l’Azienda sanitaria, Comuni e le organizzazioni di volontariato.

In riferimento allo screening per tutti gli altoatesini di età superiore ai cinque anni "che non hanno sintomi di malattia o che non hanno ancora sofferto di Covid-19" il coordinatore del progetto, Patrick Franzoni, ha parlato di “un’operazione molto ambiziosa". “Il test rapido dell’antigene - ha aggiunto - è l'unico modo per fermare il processo di infezione identificando e isolando le persone infette asintomatiche".

“In tutti i Comuni ci sarà almeno una postazione attiva”, ha riferito il presidente Consorzio dei Comuni, Andreas Schatzer. “Sono stati selezionati luoghi  - ha aggiunto - che soddisfano i requisiti di sicurezza. Particolarmente grande è la sfida organizzativa per i Comuni grandi. A Bolzano, ad esempio, sono previste 20 postazioni diverse con 120 linee di test”.

La super campagna di screening è stata avviata anche in considerazione della ripresa delle lezioni in presenza, a partire da martedì 24 novembre, per le scuole elementari.

Nella giornata di lunedì 23 novembre, Giunta provinciale e amministrazione scolastica avranno ancora il tempo di valutare le questioni logistiche e organizzative legate alla ripresa delle lezioni in presenza, soprattutto alla luce dell’esito del progetto Test rapidi in Alto Adige, e potranno prendere eventuali ulteriori decisioni. “Ciò potrebbe riguardare - spiega una nota della Provincia Autonoma -, ad esempio, la presenza di personale insegnante in isolamento, oppure l’insorgere di situazioni che, a livello di singoli comuni o di singole scuole, richiede ulteriori interventi”.

Contemporaneamente, l’amministrazione provinciale sta lavorando affinché il personale insegnante, al di là dello screening diffuso di questo fine-settimana, abbia la possibilità di svolgere dei test a cadenza periodica, in modo tale da ridurre il rischio di infezioni non solo per docenti, collaboratori e collaboratrici, ma anche per gli stessi bambini e scolari.

Con un appello congiunto, i tre assessori dell'Istruzione, Giuliano Vettorato (Scuola italiana, Formazione professionale italiana), Philipp Achammer (Istruzione e Cultura tedesca, Diritto allo Studio) e Daniel Alfreider (Formazione e Cultura ladina), i rappresentanti dei sindacati della scuola e il corpo docente hanno inviato la popolazione altoatesina, in particolare il personale educativo, a partecipare al progetto Test rapidi.
20 novembre 2020
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