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Terremoto nella Asl Napoli 1 per presunte infiltrazioni camorristiche. Si valuta il commissariamento
Gli esiti dell’indagine condotta dalla Commissione d'accesso alla Asl Napoli 1 confermerebbero l’influenza dei clan nella gestione degli ospedali aziendali. Il M5S invoca il commissariamento della Asl, il sindaco di Napoli De Magistris chiede chiarimenti e trasparenza, ma dal Viminale ancora nessuna decisione. Il Dg Verdoliva si prepara a “difendere l’Azienda e la mia professionalità”, e parla di “ricostruzioni parziali e sommarie proposte in questi giorni per demolire l’immagine dell’Asl".
03 GIU - Terremoto nella Asl Napoli 1 a seguito della conclusione delle attività di indagine della Commissione d'accesso alla Asl Napoli 1, istituita nel luglio 2019 della prefettura su delega dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’indagine, infatti, confermerebbe il peso dei clan camorristici sulla gestione della Asl. Nell’occhio del ciclone, in particolare, ci sarebbero alcuni ospedali, a cominciare dal San Giovanni Bosco.
 
La capogruppo del M5s in consiglio regionale, Valeria Ciarambino, chiede il commissaiamento della Asl: “Cosa aspetta il Ministero degli Interni a proporlo?”, si domanda Ciarambino che “da cittadina campana - afferma - mi aspetto che, se nella relazione sono stati acclarati elementi fortemente critici, peraltro già emersi dalle indagini della magistratura, il Ministero non si prenda altri mesi per decidere ma proceda immediatamente a ripristinare la legalità. Ne va del diritto alla salute dei miei concittadini”. La capogruppo del M5S evidenzia come in questa fase di emergenza sanitaria, legata al coronvirus, “le Asl stanno gestendo miliardi di soldi pubblici. E io mi aspetto che non ci debba essere nessuna ombra sull'Asl che li gestisce. Specie se si tratta dell'ombra della camorra”.
 
Anche il sindacato di Napoli, Luigi De Magistris, chiede chiarezza e trasparenza. “Mi risulta che il lavoro fatto dalla commissione d'accesso sia finito almeno tre mesi fa. La pratica si trova ora al ministero dell'Interno e io, come sindaco di Napoli, ho il diritto di sapere tempestivamente, non certo a dicembre o a campagna elettorale conclusa”, sono le parole di De Magistris rilanciate dall’Agenzia Dire. “Non è il maxi processo a Cosa nostra - ha rimarcato il sindaco -, ho il diritto di sapere adesso chi sta gestendo decine e decine di milioni di euro con poteri assolutamente speciali, tutti commissariali, di cui non sappiamo nulla. Non siamo stati mai chiamati o compulsati su alcuna scelta. Vorremmo sapere se queste risultanze, che mi risultano essere molto serie, sui motivi che possono portare a uno scioglimento per infiltrazione della camorra nella principale azienda sanitaria del Mezzogiorno, una delle più grandi d'Europa siano fondate oppure no”.
 
Il sindacato di Napoli chiede “trasparenza. Sono convinto, perché conosco la sensibilità e la correttezza della ministra Lamorgese, che la citta' di Napoli saprà nel più beve tempo possibile se possiamo stare tranquilli. Io, intanto, non sono tranquillo, ma sono davvero molto preoccupato”.
 
Al 30 maggio, al Viminale non era stato però deciso ancora nulla. Le Agenzia di stampa parlano di fonte ministeriali che precisano che “nessuna decisione è stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell'Interno in merito alla proposta di scioglimento della ASL Napoli 1”.
 
È ancora in corso al Viminale, spiegano le fonti, la fase istruttoria affidata agli uffici competenti. Si segnala peraltro che, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovrà eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei Ministri entro il prossimo mese di dicembre.
 
Intanto Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, risponde con una nota a quanti gli chiedono un commento rispetto agli attacchi che negli ultimi giorni stanno investendo l’Azienda. “Esprimere un giudizio a caldo - dichirara il manager - non sarebbe giusto. Ma ho dato mandato al mio legale - per il contenuto dei fatti, anche per come sono stati raccontati - di tutelare, anche in sede giudiziaria, l’onorabilità dell’Azienda e mia personale".
 
La nota riferisce che Verdoliva è “amareggiato per le ricostruzioni parziali e sommarie proposte in questi giorni nel tentativo di demolire l’immagine dell’ASL Napoli 1 Centro”. Il Dg ricorda invece come l’impegno sia stato sin da subito teso a "contrastare i fenomeni di illegalità e i comportamenti sbagliati dei singoli che vengono alla luce. Un lavoro portato avanti con dedizione e passione per offrire ai cittadini un servizio sanitario di qualità. Ogni minuto impiegato a difenderci dalla macchina del fango che è stata azionata - dice - è un minuto sprecato. Ciò non toglie che fa male, umanamente e professionalmente, assistere a spettacolarizzazioni che con fake news miste a pochi contenuti veri, decontestualizzati e montati ad arte, hanno il solo obiettivo di danneggiare qualcuno”.
 
“Penso – conclude Verdoliva – sia necessario e doveroso difendere l’impegno di quanti, mettendo a rischio concreto la propria integrità fisica, hanno reso possibile una resistenza all’emergenza con risultati inconfutabili che sono sotto gli occhi di tutti”.
03 giugno 2020
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