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Arbovirosi: pronto il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta 
L'intesa sul Piano ha avuto il via libera della Commissione Salute delle Regioni e approda in Stato Regioni. Il Piano si articola su un orizzonte temporale di sei anni per permettere azioni strategiche di più lungo respiro e individua attività che devono essere attuate immediatamente e attività da implementare più gradualmente. IL PIANO.
 
15 GEN - Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi: il testo approda in Stato Regioni per l’intesa dopo che la Commissione salute ha espresso all’unanimità parere favorevole.

Il Piano si è reso necessario perché tra le malattie trasmesse da vettori, un importante gruppo è costituito dalle arbovirosi, le infezioni virali cioè trasmesse da artropodi.

Esistono infatti oltre 100 virus classificati come arbovirus in grado di causare malattia umana. In Italia sono presenti sia arbovirosi autoctone, tra cui la malattia di West Nile, l’infezione da virus Usutu, l’infezione da virus Toscana e l’encefalite virale da zecche, sia arbovirosi prevalentemente di importazione, come le infezioni causate dai virus Chikungunya, Dengue e Zika.

Sempre più spesso, tuttavia, sia a livello nazionale che internazionale, si assiste a eventi epidemici, anche di dimensioni rilevanti.
Il Piano si articola su un orizzonte temporale di sei anni per permettere azioni strategiche di più lungo respiro e individua attività che devono essere attuate immediatamente e attività da implementare più gradualmente.

Il Piano è organizzato in otto capitoli.

1. Integrazione della prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi in altre politiche: permette una visione più ampia delle problematiche relative alle arbovirosi, individuando sia i documenti prodotti dal ministero della Salute,  sia  le  strategie implementate da altre amministrazioni, con particolare riferimento  al  ministero dell’Ambiente,  all’Istituto  Superiore  di  Sanità, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise "G. Caporale" e alla rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, alla Rete Città Sane dell’Oms e al ministero dell’Istruzione e a quello dell’Università, con cui è possibile attivare sinergie e promuovere interventi congiunti.

2. Prevenzione: individua i  principali  interventi  di  prevenzione  da  attuare  per  tutte  le arbovirosi descritte nel Piano,  suddividendoli  in:  comunicazione  del  rischio,  formazione, misure  ambientali,  misure  di  contrasto   ai   vettori,   vaccinazione,   raccomandazioni organizzative.

E nella prevenzione prevede la comunicazione dei rischi i cui  principali obiettivi sono:

- divulgare informazioni tempestive e accurate sui  virus e  la loro circolazione  per soddisfare le esigenze di trasparenza e contribuire alla protezione individuale e della comunità;
- incoraggiare comportamenti attivi individuali e nella comunità adottando  le  misure preventive e di controllo dei vettori e dei siti in cui i vettori si riproducono;
- tenere informato il pubblico sul rischio e spiegare cosa è noto e quali sono  gli  sforzi intrapresi per identificare ciò che non è noto del virus e il suo impatto  sulla  salute  di specifici gruppi di popolazione;
- mantenere la credibilità e la fiducia del pubblico diffondendo materiale scientifico accurato;
- creare un sistema di monitoraggio per identificare il più rapidamente possibili false notizie e correggere informazioni errate;
- creare un sistema di coordinamento in grado di garantire coerenza nei messaggi emessi da rappresentanti del governo regionale, dei servizi sanitari e delle autorità sanitarie locali.

Nell’ambito della prevenzione rientra anche la formazione degli operatori che prevede di rendere:

- i medici (con  particolare  riferimento  a  medici  di  emergenza/urgenza,  del  Pronto Soccorso, di medicina interna, Mmg, infettivologi, pediatri, geriatri) in grado di riconoscerne tempestivamente i sintomi di arbovirosi,  di  fornire  un  counselling  e  un'assistenza  medica  adeguata ai paz ie nti, e di segnalare i casi;
- gli operatori del Dipartimento di prevenzione delle ASL e degli IIZZSS consapevoli del rischio ed epidemiologia delle arbovirosi e in grado di dare indicazioni sugli interventi preventivi ed effettuare una sorveglianza epidemiologica , monitoraggi entomologici, comunicazione del rischio e valutazioni degli interventi di controllo, tenendo conto della pluralità di soggetti interessati;
- il personale dei Comuni consapevole del rischio e della epidemiologia delle arbovirosi e in grado di pianificare interventi di controllo preventivi diretti contro potenziali  vettori di arbovirosi e interventi emergenziali nel caso di documentata trasmissione di patogeni, e di mobilizzare la popolazione al fine di ottimizzare gli interventi e le misure di protezione personale;
- la dirigenza ed il personale delle ditte di disinfestazione consapevoli del rischio ed epidemiologia delle arbovirosi, della biologia delle specie vettrici , dei regolamenti sui biocidi in vigore, e quindi in grado di pianificare e svolgere secondo le norme vigenti  interventi  di controllo dei vettori in modo efficace, salvaguardando la salute umana e ambientale;
- la popolazione consapevole dell'esistenza delle arbovirosi  e  della  trasmissione attraverso artropodi vettori in modo che possa svolgere consapevolmente attività atte a prevenirne la riproduzione in sinergia con le autorità competenti del controllo antivettorialc e, in caso di documentata trasmissione, di attivare misure di protezione personale.

3. Sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu: aggiorna le indicazioni fornite con la circolare ministeriale n. 10381 del 05 aprile 2019.

4, Sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive (Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika:  aggiorna  le  indicazioni fornite con la circolare ministeriale n. 6036 del 27 febbraio 2019.

5. Sorveglianza e risposta ai virus dell’encefalite virale da zecche, Toscana e ad altri arbovirus non sottoposti a specifici interventi di sorveglianza e risposta: aggiorna e amplia le indicazioni fornite con la circolare ministeriale n. 6036 del 27 febbraio 2019.

6. Sorveglianza di nuove specie invasive, potenziali vettori: istituisce la sorveglianza delle zanzare invasive a livello nazionale integrando le indicazioni fornite dalla Linee guida per l’identificazione e la sorveglianza dei siti a rischio di introduzione prodotte nell'ambito  del progetto CCM 2014 “Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione  pilota  di  strumenti  di  supporto”  con  i  provvedimenti  normativi   nazionali ed internazionali vigenti in materia di specie invasive.

7. Monitoraggio della resistenza agli insetticidi: fornisce indicazioni per attivare, nell’arco temporale coperto dal Piano, il monitoraggio.
Indicazioni temporali sull’implementazione del Piano e valutazione: fornisce indicazioni sui tempi entro cui devono essere implementate le misure previste dal Piano e include i criteri di valutazione che verranno adottati.

8. Indicazioni temporali sull'implementazione del Piano e valutazione: il Piano prevede anche che per motivi di sanità pubblica o epidemiologici, per nuove evidenze scientifiche  o  per disponibilità  di nuove misure di prevenzione, sorveglianza e controllo, il ministero della Salute potrà aggiornare il testo del Piano con proprio provvedimento e aggiornerà, se necessario, i contatti e gli indirizzi delle piattaforme web menzionati nel Piano.

Sempre il ministero poi provvederà ad aggiornare  gli  allegati,  quando  necessario e i dati relativi alla sorveglianza delle arbovirosi, saranno diffusi periodicamente sui siti istituzionali.
15 gennaio 2020
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