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Meningite. Ragazza muore a Brescia. La Regione: “Nessun  allarme”. Ma sette medici risulterebbero comunque indagati
La ragazza, 19 anni, residente nella provincia di Bergamo, è deceduta nelle scorse ore all’Ospedale di Brescia per meningite da meningococco. Sono in corso gli accertamenti per individuare il ceppo di riferimento. Era stata ricoverata con sintomi lievi, ma nel corso della ore il quadro clinico si è aggravato. Attivata la profilassi tra i contatti stretti. Gallera: “Nessun allarme se non c’è stato contatto diretto o presenza nella stessa stanza”. La Procura ha aperto un'inchiesta.
04 DIC - Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, esprimono cordoglio e vicinanza, a nome della Regione, alla famiglia della ragazza di 19 anni della provincia di Bergamo, deceduta nelle scorse ore all’Ospedale di Brescia per meningite da meningococco. È quanto si legge in una nota della Regione in cui si spiega che sono in corso gli accertamenti per individuare il ceppo di riferimento.

“Questa notizia – commentano Fontana e Gallera – ci riempie di dolore. La giovane era stata ricoverata ieri agli Spedali Civili di Brescia, con sintomi lievi, ma nel corso della serata il quadro clinico si è drammaticamente aggravato”.

“Abbiamo attivato, attraverso le Ats competenti – spiega Gallera – la profilassi antibiotica precauzionale nei confronti dei familiari, di 90 studenti universitari della ‘Cattolica’ di Brescia e delle persone che sono state a contatto con la ragazza nei giorni scorsi”.

“Non c’è nessun allarme – assicura Gallera – la meningite non viene trasmessa per semplice contatto diretto o tramite la presenza nella stessa stanza”.
 
Nel corso della giornata si è poi appreso che sette persone, risulterebbe siano tutti medici, sono comunque indagate per omicidio colposo nell’inchiesta aperta dal pubblico ministero di Brescia Lorena Ghibaudo a seguito del decesso della giovane.
 
Le persone sotto inchiesta - a quanto riporta il Corriere della Sera - sarebbero tutte in servizio al Civile di Brescia e in particolare si tratterebbe di "due medici del pronto soccorso, due cardiologi, una specialista del reparto Malattie infettive, un medico dell’Emodinamica, uno della Rianimazione cardiochirurgica e una collega della seconda Rianimazione".
 
L’obiettivo delle indagini - scrive sempre il Corriere - "non è scoprire le cause del decesso, che appaiono drammaticamente chiare. Ma capire se possano esserci state disattenzioni o negligenze da parte del personale medico". 
04 dicembre 2019
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