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Farmaceutica. Nel 2018, in Piemonte, risparmiati 64 mln di euro con le gare aggregate. Pronto accordo con la Puglia
Sono state 17 le gare bandite dalla Scr Piemonte nel 2018 a cui si sono aggregate una o più regioni. Pronto anche un accordo con la Regione Puglia che, attraverso una apposita convenzione, si aggregherà alle procedure di gara che la Regione Piemonte bandirà in futuro attraverso la società di committenza Scr.
21 MAG - Il Piemonte e la Puglia sono pronti a stringere un accordo sulle gare di acquisto dei farmaci, con l’obiettivo di estendere l’apertura del mercato alla concorrenza e dunque ridurre i prezzi, consentendo di reinvestire le risorse risparmiate nella cura dei pazienti. Ad annunciarlo la Regione Piemonte in una nota. In pratica, attraverso un’apposita convenzione, la Regione Puglia si aggregherà alle procedure di gara che la Regione Piemonte bandirà in futuro attraverso la società di committenza Scr.

L’intesa generale con la Puglia va ad aggiungersi ad una serie di collaborazioni che il Piemonte ha avviato nei mesi scorsi con diverse regioni italiane per l’acquisto di farmaci biosimilari ed equivalenti o di dispositivi medici. Nel corso del 2018 Scr Piemonte ha infatti effettuato 17 gare a cui si sono aggregate una o più regioni (in tutte la Valle d’Aosta, 16 volte il Lazio, 4 volte la stessa Puglia, in 3 casi il Molise, 2 volte la Sardegna, in un caso il Veneto e la Provincia di Bolzano).

Le 17 gare hanno consentito al servizio sanitario nazionale un risparmio complessivo di 64 milioni di euro. “L’importo aggiudicato – spiega la Regione Piemonte nella nota - è stato infatti pari a 81 milioni di euro, con una riduzione dei costi del 56% rispetto ai 145 milioni calcolati inizialmente utilizzando i fabbisogni e i prezzi aggiudicati in precedenza”.

“In alcuni casi – evidenzia la Regione - i risparmi sono stati decisamente superiori. Ad esempio per l’adalimumab, un farmaco biologico usato per malattie come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e il morbo di Crohn, il cui costo a confezione si è abbassato attraverso l’effettuazione di una gara da 866 a 293 euro ed è stato poi ulteriormente ridotto a 197 euro in seguito a una ricontrattazione diretta. Il risparmio definitivo è stato dunque del 77%. Per il biosimilare pegfilgrastim, un farmaco immunostimolante utilizzato per i pazienti oncologici, il risparmio è stato del 76%. Attraverso la gara per l’acquisto, il prezzo unitario è infatti sceso da 592 a 141 euro”.

“Unirsi per indire bandi comuni – spiega l’assessore alla Salute Antonio Saitta - è un aspetto estremamente importante, perché attraverso le gare si possono mettere in moto processi di aggregazione in grado di incidere sul mercato. Con i risparmi ottenuti, inoltre, è possibile finanziare l'acquisto e l'utilizzo dei farmaci oncologici innovativi”.
21 maggio 2019
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