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Autonomie. Incontro Stefani-Regioni. Il Ministro: “In attesa che il Parlamento decida iter”
Riunione tra i governatori e il Ministro per gli Affari regionali sul regionalismo differenziato. Stefani: “Il dibattito parlamentare per me è fondamentale sia prima della firma dell'intesa che nella fase successiva. L'operazione deve essere il più possibile condivisa”. Ma tra i governatori, come nel Governo le posizioni non sono tutte coincidenti.
03 APR - “Oggi è stato fatto un passo avanti: ho invitato i presidenti delle Regioni per parlare dell'autonomia differenziata, il dibattito deve entrare nella sua sede naturale. Stiamo attendendo che il Parlamento decida l'iter da affrontare per il dibattito parlamentare al quale sono totalmente aperta. Il dibattito parlamentare per me è fondamentale sia prima della firma dell'intesa che nella fase successiva. L'operazione deve essere il più possibile condivisa". Così il ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani, al termine dell'incontro coi Presidenti.
 
"In sede di esecuzione della legge che ci sarà,  ci saranno vari Dpcm che daranno attuazione concreta ai trasferimenti di risorse e a tutto il resto. Poi le Regioni dovranno emanare le leggi regionali in esecuzione del percorso: non vedo alcun intasamento, l'importante è lavorare tutti", ha proseguito il ministro Stefani. "La parte generale e il meccanismo procedurale sarà uguale per tutte le Regioni, di qui un confronto come quello di oggi. Le singole Regioni potranno decidere, d'accordo col Governo, le materie sulle quali chiedere lo spazio d'autonomia. La differenziazione c'è sulle materie non sulla procedura e sull'impianto generale", ha concluso.
 
“Vogliamo dare impulso ad un percorso e trovare un meccanismo condiviso. Tutti riteniamo che il dibattito parlamentare debba avvenire preventivamente, non assente la Regione interessata". Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al termine dell'incontro con il ministro per gli affari regionali Erika Stefani. "Abbiamo bisogno di condividere gli ultimi elementi. C'è la condivisione sul fatto che questa riforma non penalizza nessuno. Lunedì presenteremo la nostra delibera con la proposta di intesa. Si tratta di percorrere, ora, l'ultimo miglio". 

"I compiti per casa li abbiamo fatti, l'intesa è pronta, presento una richiesta ufficiale al governo: si incardini subito il provvedimento in Parlamento, si discuta e si voti", spiega invece il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.""È un treno che non si ferma più - ha sottolineato Zaia - 17 Regioni su 20 hanno chiesto un percorso di autonomia o lo hanno già avviato. Pensare che il futuro di questo Paese non sia l'autonomia, vuol dire essere fuori dal mondo". 

"L'autonomia differenziata - ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana -  è la strada giusta per cercare di efficientare il Paese. Tanti se ne stanno accorgendo. Oggi c'è stato un confronto franco, qualcuno ha avanzato preoccupazioni che abbiamo cercato di fugare. Non c'è niente di poco chiaro o poco trasparente nel percorso. Il prossimo passaggio sarà comprendere, proprio dal punto di vista procedurale, come andare avanti. Dal punto di vista del merito si è fatto tutto. Il Governo ha ascoltato oggi i presidenti di Regione, ora ci faccia sapere come intende proseguire".  In merito alla proposta di effettuare un dibattito in Parlamento o di condividere un'unica intesa valida per tutte le Regioni il presidente ha commentato: "Se si vuole si cambia tutto, la Costituzione e anche gli accordi che erano stati già sottoscritti, assumendosi però la responsabilità di affermare che ciò che è stato fatto finora non sia stato corretto. Altrimenti, allo stato attuale, la nostra base di partenza sta nell'intesa sottoscritta con le Regioni, sul rispetto delle norme scritte nella Costituzione. Pertanto, il Parlamento può sicuramente discutere, intervenire proponendo una sorta di cornice entro la quale stare, ma non prescindere da questa intesa".
 
Per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, "Dobbiamo definire prima i fabbisogni standard, i costi e le ricadute sul bilancio dello Stato e delle regioni, inoltre sta maturando l'esigenza di un dibattito parlamentare vero e preventivo. Noi non alimenteremo mai contrapposizioni tra nord e sud, sarebbe ridicolo e volgare alimentare conflitti territoriali, da noi sempre un grande spirito nazionale".

"Oggi - ha spegato il presidente della Regione Molise, Donato Toma - ognuno ha avuto l'occasione di dire la propria opinione e di questo va dato atto al ministro Stefani. La Regione Molise non chiede autonomia ma chiarezza di percorso e chiede la perequazione infrastrutturale, rispettando le legittime attese di chi vuole l'autonomia differenziata. Vorremmo un piano per il sud per consentirci di avere infrastrutture e svilupparci. Non siamo contrari all'autonomia ma vorremmo chiarezza sui pre-requisiti".

Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non è arrivata nessuna indicazione da parte del Governo sull’autonomia differenziata, un tema intorno al quale c’è una divisione tra le Regioni, dentro il Parlamento, nel Paese. E queste divisioni non consentono di prendere una decisione su un tema cosi importante. Quindi l’auspicio che ci sia uno stop di questa procedura. E soprattutto che le Regioni possano presentare un loro progetto condiviso, e quindi offrire al Parlamento una visione condivisa, che consenta a questa vicenda di non paralizzare il Paese. 
 
Il presidente dell'Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso apprezzamento al metodo del confronto e del dialogo voluto dal Ministro su una materia così delicata. "Nell'occasione ho avuto modo di rappresentare al Ministro la volontà della Regione Abruzzo di approfondire il dossier per poter assumere determinazioni in presenza di elementi più chiari. Ho affermato inoltre che l'Abruzzo, come tutte le regioni del Centro Sud, non ha paura di affrontare la sfida dell'innovazione e dell'autonomia, a patto che lo Stato garantisca la realizzazione delle infrastrutture che servono a far recuperare competitività e a metterle nelle stesse condizioni di partenza delle altre regioni. Alla base di tutto – ha concluso Marco Marsilio – deve essere garantita la cornice dell'unità e della coesione nazionale". 

Il Friuli Venezia Giulia metterà a disposizione delle altre Regioni la propria esperienza per contribuire al loro conseguimento di maggiori quote di autonomia: un percorso che vuole così riaffermare la possibilità per ogni amministrazione di poter gestire in proprio l'erogazione di servizi ai cittadini. Presente a Roma con il presidente Massimiliano Fedriga che ha ricordato come il concetto di specialità non esprima un'idea statica bensì dinamica, come peraltro dimostrato proprio dal Friuli Venezia Giulia che, dal 1963 a oggi, ha visto modificati numerosi parametri di compartecipazione con Roma. Ed è proprio su queste premesse che poggia infine la volontà dell'Esecutivo regionale di veder ampliati anche i propri margini di autonomia, come peraltro già contemplato dai Patti finanziari sottoscritti con il Governo a fine febbraio, riconoscendo così la virtuosità nella gestione delle finanze pubbliche che ogni anno garantisce piena copertura a importanti capitoli di spesa, primo su tutti quello sanitario.

"Il consiglio dei ministri deve chiarire il percorso sul tema autonomia che altrimenti rischia di impantanarsi": la sollecitazione arriva dal vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, lasciando l'incontro, ancora in corso, al ministero Affari regionali. La Regione Lazio ha scelto 5 ambiti di competenza sull'autonomia "agendo con solidarietà e giustizia ma bisogna chiarire quale è il percorso, spero le prossime ore siano utili per capire quale è l'intenzione del governo su un tema tanto delicato".

"La Regione siciliana, come più volte anticipato dal presidente Musumeci, non è contraria a priori al regionalismo differenziato, ma occorre che questo cammini di pari passo con l'attuazione piena delle previsioni finanziarie dello Statuto e con l'estensione delle competenze regionali". Così il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all'Economia, Gaetano Armao, durante un incontro, a Roma, con il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani e i rappresentanti di tutte le regioni.  "La Regione ha in corso un negoziato con il Mef per il riconoscimento dell'autonomia finanziaria riconosciuta dallo Statuto - ha spiegato - Riteniamo ci debba essere una coerenza tra le Regioni che auspicano legittimamente una maggiore autonomia e quelle, come la Sicilia, che richiedono l'attuazione dello Statuto. Conseguentemente, le valutazioni che verranno fatte in Parlamento sul rafforzamento dell'autonomia per le regioni ordinarie debbono valere anche per quelle a Statuto speciale, secondo quanto previsto dalla cosiddetta clausola di maggior favore".  Per Armao "il regionalismo differenziato che propongono Veneto, Lombardia e Emilia Romagna se vuole favorire il federalismo e l'autogoverno, senza pregiudicare il Sud, potrà rappresentare un'occasione di sviluppo per il Paese".
 
Fonte: Regioni.it
03 aprile 2019
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