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L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige promossa dai “bersagli” del Sant’Anna di Pisa
Ogni anno l'Istituto di Management della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa valuta le performance e l'efficienza dei sistemi sanitari regionali italiani. I risultati del 2017, presentati venerdì scorso a Venezia, sono molto lusinghieri per l'Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Sono infatti stati registrati dei miglioramenti in quasi il 50 per cento degli indicatori utilizzati. IL REPORT.
06 GIU - Secondo l'analisi dell'Istituto di Management della Scuola superiore Sant'Anna, tra glihighlight dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige vi sono i programmi di screening per le malattie tumorali e la cura dei pazienti oncologici. In questo ambito l'Alto Adige è leader assoluto in Italia, come sottolineato da Isabella Mastrobuono, esperta del settore sanitario e responsabile aziendale per il Chronic-Care, che venerdì scorso era a Venezia in occasione della presentazione dei risultati in rappresentanza dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
 
Dall’analisi relativa all’Azienda sanitaria dell’Alto Adige è emerso che sono stati giudicati come eccellenti anche gli indicatori “appropriatezza diagnostica”, “efficienza nella prescrizione di farmaci”, “equilibrio patrimonio-finanziario”, “qualità di processo”, “materno-infantile” nonché “appropriatezza diagnostica prescritta”.
 
Nel complesso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige per il 2017 ha ottenuto un punteggio nettamente migliore, rispetto all'anno precedente, in più del 47% degli indicatori. In meno del 17% di tali indicatori i dati sono rimasti stabili.
 
L'analisi della Scuola superiore Sant'Anna mette tuttavia in luce anche i punti deboli dei diversi sistemi sanitari. Ogni anno da questo studio emerge lo stesso “tallone d’Achille” per l’Azienda sanitaria, vale a dire il tasso di copertura vaccinale, che in Alto Adige continua a rimanere al di sotto della media nazionale. Anche i costi sanitari pro capite in Alto Adige sono più elevati rispetto al resto d'Italia. Tuttavia, questo è principalmente dovuto ai maggiori costi per il personale e all’aspetto del bilinguismo sia per il personale medico che per quello tecnico-assistenziale, alla struttura capillare che si articola in sette ospedali e 20 distretti dislocati su tutto il territorio, nonché alle apparecchiature tecniche e all'alta qualità dei servizi. Tutte ragioni comunque positive per i/le pazienti.
 
“Questo scambio di informazioni - dichiara Mastrobuono, esperta dell'Azienda sanitaria - ed il confronto tra le regioni coinvolte sono molto importanti. Tutti possiamo imparare gli uni dagli altri e quindi migliorarci ulteriormente. Anche se l'Alto Adige è tra i primi per quanto riguarda molti degli indicatori, se non addirittura il migliore a livello italiano, vi sono ancora settori che potrebbero essere ottimizzati”.
 
“Tra le 12 regioni e provincie autonome partecipanti al progetto di benchmarking “Bersaglio” - dichiara orgoglioso il Direttore generale dell’Azienda sanitaria, Thomas Schael - la nostra Provincia si attesta al primo posto per quanto riguarda i tempi di attesa per la chirurgia oncologica e comunque nelle prime posizioni sia rispetto alla valutazione della qualità dei percorsi assistenziali oncologici che per quanto riguarda la rapidità di accesso alle cure palliative”.
 
In questo contesto è da ricordare che da qualche tempo è attivo il portale asdaa.it/infotumori, grazie al quale i malati di cancro e le loro famiglie ricevono informazioni che facilitano la gestione delle malattie e che danno un aiuto per affrontare le sfide che comporta una tale patologia. L’obiettivo è quello di offrire agli utenti informazioni affidabili e scientificamente sicure. “Questo portale è un altro passo verso il supporto digitale del paziente - prosegue Schael -, i pazienti ricevono informazioni dettagliate dai professionisti e possono seguire meglio i diversi passi del trattamento, ma anche quali sono gli ulteriori servizi offerti”.
 
La partecipazione all’analisi condotta dalla Scuola superiore Sant'Anna è volontaria. L'Alto Adige vi aderisce dal 2010 insieme alla provincia di Trento ed alle regioni Basilicata, Calabria, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.
06 giugno 2018
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