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Riforma cronicità Lombardia. Consiglio di Stato conferma la linea del Tar: niente sospensiva. Ma sollecita l’udienza di merito
Soddisfatto l’assessore alla Salute, Giulio Gallera, secondo il quale la sentenza del Consiglio di Stato “ribadisce e riconferma la correttezza e legittimità dell’operato della Regione”. Per il Simet, che aveva presentato ricorso in appello, dalla motivazione appare invece “evidente che il Consiglio di Stato ha ritenuto valide le motivazioni del ricorso”. Della stessa opionione lo Smi e lo Snami, che aveva presentato anch'essi ricorso. L'ORDINANZA
06 DIC - L’ordinanza del Tar Lombardia, n. 1154/2017, sulla riforma per la gestione delle cronicità della Regione Lombardia, appellata dalla Simet, “non si pronuncia sul merito dei motivi di ricorso, mettendo in evidenza la complessità delle questioni dedotte, ed esclude l’esistenza del periculum in mora anche alla luce del DGR n. 7038 del 3.8.2017”, con “ciò procrastinando la messa a regime dello stesso con conseguente assenza di un immediato pregiudizio”. Tuttavia, “alla data odierna, alla luce di queste stesse considerazioni, della pluralità dei soggetti coinvolti, della delicatezza della materia in esame, che involge gli interessi di una categoria socialmente e numericamente significativa (i malati cronici), l’appello è suscettibile di apprezzamento favorevole ai fini della sollecita decisione del merito”. È quanto si legge nell'ordinanza del Consiglio di Stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal Simet e dallo Smi.

I giudici del Consiglio di Stato, dunque, confermano la linea del Tar sulla non necessità di procedere alla sospensiva della riforma. Ma, contestualmente, sollecita l’udienza di merito sulla questione.

Un pronunciamento accolto con soddisfazione dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera. “La riforma sanitaria marcia a pieno ritmo. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ha respinto le richieste di sospensiva presentate da associazioni, sindacati e medici di medicina generale nei confronti della nostra legge”.

Per Gallera, dunque, viene “ribadita e riconfermata la correttezza e legittimità dell'operato di Regione Lombardia. Continuiamo a pieno regime con la riforma per la cui attuazione saranno stanziati, in sede di Bilancio, 120 milioni di euro. A gennaio partiranno le lettere per gli oltre 3 milioni di pazienti cronici che potranno scegliere la task force sanitaria che si prenderà cura di loro. Tutto procede come previsto. Siamo molto soddisfatti che anche il Consiglio di Stato non abbia concesso la sospensiva”, conclude l’assessore.

Ma soddisfatta è anche la Simet Lombardia, che aveva presentato il ricorso in appello. “L’Ordinanza – commenta in una nota - ha ritenuto fondato l'appello, qualificato come ‘suscettibile di apprezzamento favorevole ai fini della sollecita fissazione nel merito’, e ha a tale fine ordinato la trasmissione della decisione al Tar di Milano per la ‘sollecita fissazione di udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, codice processo amministrativo’”.

Dalla lettura della motivazione, secondo il Simet, “appare evidente che il Consiglio di Stato ha ritenuto valide le motivazioni del ricorso, in cui era stato sottolineato, tra le altre cose, lo stravolgimento del ruolo del medico di medicina generale che per continuare a curare il cittadino affetto da patologie croniche di fatto veniva costretto ad associarsi in cooperativa. Si tratta di un provvedimento importante anche per la tutela della salute di 3 milioni di pazienti cronici: la delibera impugnata infatti sembrava più attenta a logiche di mercato che non alla cura di questo importante numero di cittadini lombardi”.
 
Sulla stessa linea lo Smi, che aveva anch'esso presentato ricorso su cui il Consiglio di Stato si espresso nel medisimo modo fatto con il Simet. La soddisfazione, spiega l'ufficio stampa dello Smi, deriva dal fatto che l'ordinanza “obbliga a prendere rapidamente una decisione nel merito vista l’importanza della questione, sconfessando così il facile entusiasmo della Regione Lombardia”.
 
Per lo Snami Pavia, anch'esso ricorrente contro la riforma, il commento di Gallera viene ribadita e riconfermata la correttezza e legittimità dell'operato di Regione Lombardia” appare “quantomeno stravagante  per chiunque sia dotato dei minimi requisiti di comprensione della lingua italiana”.

“La nostra richiesta di sospensiva al Tar – spiega la Snami - era finalizzata ad evitare che Regione Lombardia attuasse e consolidasse quanto previsto in merito alla delicata gestione dei Pazienti affetti da patologie croniche,  dalle delibere da noi impugnate, poiché ritenute in violazione di numerose norme di rango superiore. Infatti, l’attuazione ed il consolidamento della cosiddetta ‘riforma lombarda’ prima che il Tar si esprima nel merito sulle contestate violazioni, comporterebbe un enorme spreco di denaro pubblico e di risorse umane, nonché un disorientamento dei Pazienti cronici con possibile compromissione del rapporto di fiducia con il proprio Medico, qualora il Tar annullasse le delibere”.

“Il Consiglio di Stato – prosegue lo Snami - ha, inequivocabilmente , condiviso tale punto di vista, accogliendo il nostro appello e, pur non sospendendo le delibere, ha ordinato che il Tar si esprima sollecitamente sulle violazioni contestate, cosa che dovrebbe avvenire, a detta degli esperti del settore, entro febbraio prossimo”.

Per lo Snami, l’annuncio di Gallera in merito all’invio, a gennaio, delle lettere dirette ai Pazienti cronici per invitarli ad aderire alla riforma, a”ppare quanto meno sorprendente in quanto potrebbe comportare una spesa di circa tre milioni di Euro, pochi giorni prima del possibile auspicato annullamento delle delibere. Il buon senso ed il senso di responsabilità  indicherebbero alla Regione Lombardia di attendere la sollecita sentenza del TAR, prima di attuare la riforma anche per non utilizzare impropriamente denaro pubblico”.
06 dicembre 2017
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