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20 AGOSTO 2017
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Veneto. Linee guida Atti aziendali. Via libera a maggioranza della commissione Salute
Astenuto il Pd, che motiva: “sono state recepite le nostre proposte di ‘distretto forte’, la maggioranza ha accolto le indicazioni di garantire in ognuna delle  ex Ulss i servizi fondamentali per le persone e le famiglie. Abbiamo scongiurato che ci siano distretti di serie A e di serie B”. Soddisfatto il presidente della commissione Boron.
26 LUG - La Quinta commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Fabrizio Boron (Zaia Presidente) ed alla presenza degli Assessori regionali Luca Coletto e Manuela Lanzarin, ha dato ieri il via libera a maggioranza al Pagr n. 189 del 18 aprile 2017 riguardante le linee guida per la predisposizione da parte delle aziende ed enti del SSR del nuovo atto aziendale, per l'approvazione della dotazione di strutture nell'area non ospedaliera, per l'organizzazione del Distretto, per l'organizzazione del Dipartimento di Prevenzione, per l'organizzazione del Dipartimento di Salute Mentale.

“Il provvedimento adottato – evidenzia la commissione in una nota -, rispetto alla formulazione originaria, ha recepito anche le indicazioni illustrate nel corso delle audizioni, in particolare la più recente, quella della settimana scorsa, che ha visto come protagonista la Rappresentanza dei sindaci del Veneto e in particolare coloro che rivestivano il ruolo di Presidenti nell’ambito delle ex 21 Ulss, ora configurate come Distretti”. Tra le proposte di modifica accolte, l’inserimento della figura del Coordinatore dei distretti, di nomina del direttore generale, individuato tra i direttori dei distretti, e l’individuazione di 20 apicalità per le cure primarie.

“Oggi è stata una giornata importante - ha dichiarato il Presidente Boron - perché la Commissione ha votato la delibera sulle linee guida degli atti aziendali, un passaggio tecnico che dà finalmente la parola ai Direttori generali per costruire l’organigramma e l’organizzazione sul territorio delle nuove Ulss dopo la riforma contenuta nella legge n. 19. Si tratta di una delibera che è stata votata dalla maggioranza, ma con l’astensione delle opposizioni e soprattutto, e intendo sottolinearlo, con il recepimento delle indicazioni e dei suggerimenti che ci sono arrivati dal territorio, ovvero dai sindaci intervenuti in audizione la scorsa settimana proponendo delle modifiche sulla parte territoriale. Inoltre sono state recepite le osservazioni riguardanti la creazione di 3 unità semplici relative ai servizi veterinari territoriali per la sanità animale, igiene alimentare e igiene degli allevamenti nelle Ulss 3 Serenissima, 5 Polesana e 8 Berica. La Commissione ha recepito questa ed altre indicazioni, le ha integrate nella delibera ed il risultato è stato un voto finale pressoché unanime. Oggi diamo finalmente inizio alla fase operativa della legge n. 19”.

Il Pd, che si è astenuto, ha commentato: “Abbiamo scongiurato che ci siano distretti di serie A e di serie B, l’integrazione sociosanitaria non verrà smantellata. Ci siamo astenuti perché sono state recepite le nostre proposte di ‘distretto forte’, la maggioranza ha accolto le indicazioni di garantire in ognuna delle  ex Ulss i servizi fondamentali per le persone e le famiglie”.

“Con la nostra proposta emendativa – scrivono in una nota il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso insieme ai consiglieri dem Claudio Sinigaglia, Alessandra Moretti e Bruno Pigozzo - abbiamo garantito praticamente in ogni distretto i servizi per la tutela dei minori, per l’età evolutiva e i consultori familiari, per la disabilità, l’integrazione scolastica e lavorativa, la non autosufficienza, le cure primarie ovvero il coordinamento dei medici di base in merito all’assistenza domiciliare, le vaccinazioni e gli screening, l’attivazione delle medicine integrate. Questi sono per noi dei punti di riferimento fondamentali assieme alle cure palliative, alle attività specialistiche convenzionate e alla farmacia territoriale per assicurare l’integrazione sociosanitaria e fornire i servizi a tutti i cittadini veneti in modo omogeneo. Inoltre – spiegano ancora i consiglieri dem – i risparmi ottenuti con questa  razionalizzazione verranno riversati nell’assunzione del personale necessario a garantire piena attività ai servizi del territorio”.
 
Per Massimiliano Barison (Forza Italia), “si tratta di un atto di estrema importanza perché incide sulla dotazione di strutture, sull’organizzazione del Distretto, su quella del Dipartimento di Prevenzione e anche sul Dipartimento di Salute Mentale. L’importanza deriva anche dal fatto che si tratta delle prime linee guida emanate dalla Regione dopo l’approvazione della Riforma della Sanità che ha introdotto novità ‘rivoluzionarie’ con l’organizzazione provinciale delle Ulss e dei servizi amministrativi nell’Azienda Zero. Un passaggio delicato quindi che abbiamo accompagnato grazie a numerose audizioni in commissione e a diversi incontri sul territorio. Le proposte provenienti dalle assemblee dei sindaci, dagli operatori del settore e  dalle parti sociali hanno assicurato un giusto equilibrio, così che attraverso l’ottimizzazione delle risorse disponibili sarà possibile restituire investimenti sul territorio”.

“Prende così forma, con la partecipazione dal basso – ha aggiunto Barison - quanto avevamo prefigurato con la Riforma. La nuova programmazione provinciale, assieme alla nuova Azienda Zero, conferma l’obiettivo di modernizzare i servizi socio-sanitari territoriali, realizzando economie di scala sulla gestione amministrativa per dirottare nuove risorse sui servizi socio sanitari del territorio. È in definitiva - conclude Barison - una risposta ai disfattisti che, usando il famoso ‘jolly’, ci hanno tenuti mesi in Aula e che vedevano nella Riforma lo smantellamento della sanità Veneta. Nessun ospedale, reparto, posti letto o servizio viene tagliato. La Regione mantiene il suo impegno per garantire servizi di eccellenza e, si badi bene, nonostante i tagli statali e senza aumentare le tasse. Alle ‘cassandre’ lasciamo il modello di altre Regioni dove i servizi lasciano a desiderare e comunque si aumenta l’Irpef: noi ci teniamo il nuovo modello veneto, fortemente integrato con il territorio e, con scelte coraggiose, fatto di modernizzazione, riorganizzazione e razionalizzazione”.
26 luglio 2017
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