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Il Bambin Gesù di Roma pronto ad accogliere il piccolo Charlie Gard
La presidente Mariella Enoc ha spiegato l'ospedale pediatrico di Roma starebbe contattando il Great Ormond Street Hospital per verificare se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento del bimbo in Italia. Lorenzin: “Come Governo non diciamo niente. Questa è una valutazione che attiene ai medici e alla famiglia. Ma se si decidesse per il trasferimento. daremo il supporto necessario”.
04 LUG - “Ho chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale. Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi
sono terapie efficaci. Siamo vicini ai genitori nella preghiera e, se questo è il loro desiderio, siamo disponibili ad accogliere il loro bambino presso di noi, per il tempo che gli resterà da vivere”. Questa, secondo quanto riportato dall’Ansa, la proposta avanza dalla presidente dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Mariella Enoc, alla famiglia del piccolo bimbo inglese, di 10 mesi, affetto da sindrome da deplezione del dna mitocondriale e al centro di una dura battaglia legale tra i genitori che vorrebbero fargli provare ogni cura e i medici inglesi che sostengono che sia invece arrivato il momento di staccare la spina che lo tiene in vita perché per il piccolo non c’è alcuna speranza di miglioramento e farlo vivere significherebbe solo prolungare le sue sofferenze.

Enoc ha quindi ripreso le parole che Papa Francesco ha scritto su Tweeter, “Difendere la vita umana, soprattutto quando eè ferita dalla malattia, è un impegno d'amore che Dio affida ad ogni uomo”, per ricordare come questa sia “la mission dell'ospedale Bambino Gesù”.

Quanto alla posizione del Papa, il direttore della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke, ha fatto sapere che “il santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”.

Sulla possibilità che il piccolo Charlie possa essere al Bambin Gesù, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato: “Noi come governo non diciamo niente. Questa è una valutazione che attiene ai medici e alla famiglia”. Ma se fosse deciso il trasferimento in Italia, “daremo il supporto necessario”, ha detto Lorenzin a margine del 2nd Health City Forum a Roma. Il ministro ha voluto però ribadire che “questa è una cosa del Bambino Gesù, che si muoverà, è una valutazione che faranno loro sia dal punto di vista tecnico con l’ospedale, e con la famiglia, i genitori. Noi assistiamo tanti pazienti in condizioni disperate da tutto il mondo. Però queste sono sempre valutazioni tecniche”.

Che il presidente Usa Donald Trump ha offerto aiuto alla famiglia. “Lo conferma – riferisce l’Ansa - la Casa Bianca attraverso un portavoce, precisando che il presidente in persona non ha parlato direttamente con i familiari del bimbo in quanto non vuole esercitare pressione in alcun modo, ma che membri dell'amministrazione vi hanno parlato in contatti facilitati dal governo britannico”.
04 luglio 2017
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