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Fingeva di vaccinare i bambini. Il caso si allarga anche al Friuli Venezia Giulia
L’assistente sanitaria già sotto indagine a Treviso aveva lavorato dal 2009 al 2015 presso il Distretto di Codroipo dell’Azienda Sanitaria di Udine. Attivata una task force. Saranno fatti controlli a campione tra i bambini e gli adulti che sarebbero dovuti essere stati vaccinati dall’operatrice (circa 1.000 all’anno) per verificare la copertura. Telesca: “Contiamo di garantire la fornitura di una nuova dose di vaccino entro maggio a tutti i bambini che potrebbero averne bisogno”.
02 MAG - Si allarga al Friuli Venezia Giulia il caso dell’assistente sanitaria che, a Treviso, non vaccinava i bambini, prendendo le fiale piene e gettandole nella spazzatura senza somministrare ai piccoli pazienti la dose vaccinale. L’operatrice, infatti, aveva lavorato da novembre 2009 a dicembre 2015 presso il Distretto di Codroipo dell’AAS3 “Alto Friuli - Collinare - Medio Friuli”, dove è immediatamente scattato un piano per verificare se anche a Codroipo la donna avesse messo in atto lo stesso comportamento fraudolento.

A riferirlo è l’Aas3 spiegando che è stata l’Azienda Sanitaria di Treviso a comunicare che l’assistente sanitaria che ha privato con l’inganno della vaccinazione tanti bambini nella Marca Trevigiana proveniva per trasferimento dalla Azienda Sanitaria di Udine. “Abbiamo quindi immediatamente iniziato gli approfondimenti”; spiega l’Azienda

In particolare, in stretto contatto fra Regione, Asuiud (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine) e Aas 3, è stata costituita una apposita task force che comprende:
•    I Direttori Sanitari della ASUIUD e della AAS 3
•    I Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle due Aziende
•    La Direzione dell’Area promozione salute e prevenzione  della Regione
•    Il Professore di Igiene dell’Università di Udine, prof. Brusaferro, che è anche il coordinatore del programma Cure Sicure della nostra Regione  
•    Il Professore di Igiene dell’Università di Trieste, prof. D’Agaro, che è esperto virologo
•    Il Primario di Pediatria di San Daniele, dott. Sacher
•    Il Direttore della Clinica Pediatrica di Udine, prof.ssa Cogo
•    Il Presidente della Conferenza dei Sindaci e i rappresentanti dei Sindaci della zona
•    È stata chiesta anche la partecipazione di rappresentanti del cittadini (Cittadinanza Attiva)

Appresa la notizia, il Direttore Generale della AAS 3 Pier Paolo Benetollo, ha spiegato che nel territorio friulano “non c’è alcun allarme: non ci sono problemi immediati per la salute di nessuno, anche perché, ad oggi, non abbiamo nessun elemento per pensare che questo comportamento (che non saprei ancora se definire patologico o delinquenziale) fosse stato già messo in atto quando questa persona lavorava nell’Udinese. In ogni caso, riteniamo assolutamente necessario fare totale chiarezza, ed approfondire fino in fondo le cose”.   

Per questo è stata attivata una task force “per disporre delle migliori competenze mediche e tecniche possibili” e deciso di avviare “approfonditi controlli a campione, con metodo rigorosamente scientifico, a coorte sui vaccinati per ognuno degli anni dal 2015 e indietro fino al 2009, per comprendere se e quando si è verificato un problema nel nostro territorio”.

Secondo quanto riferito dall’Aas3, l’assistente sanitaria eseguiva “circa 1000 vaccinazioni all’anno fra bambini e adulti”.  “Nel giro di qualche settimana sapremo se ed eventualmente quando avesse iniziato la sua finzione e quindi interverremo. Tutti i casi che risultassero non coperti dalle vaccinazioni verranno attivamente richiamati dall’Aas 3”, ha proseguito il manager.

“Un’altra decisione – ha evidenziato poi Benetollo - che abbiamo già preso è quella di dare massima pubblicità alle famiglie di tutte le informazioni in nostro possesso, agendo in completa trasparenza; per questo abbiamo richiesto che alla task force partecipino anche rappresentanti dei Sindaci e delle Associazioni di cittadini”.

Il dg dell’Aa3 friulana ha quindi espresso condivisione rispetto a quanto affermato dal collega di Treviso, Francesco Benazzi: “Bisogna agire con la massima decisione, da un lato per tutelare i bambini e dall’altro per perseguire la colpevole; se ci sarà un procedimento penale penso che parteciperemo all’azione legale.    Le vaccinazioni sono un presidio fondamentale per la salute della popolazione, e non possiamo permetterci che ci siano scoperture”.
 
Sulla vicenda sono arrivate anche le rassicurazioni dell’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca: “Il sistema, grazie anche all'attivazione di una competente task force sanitaria interaziendale, ha dato subito risposta, in modo compatto, sinergico e efficiente. Questi fatti sono accaduti e, al di là di sterili polemiche che non giovano agli effettivi bisogni di informazione e celere risposta della comunità, ciò che conta è che abbiamo lavorato per monitorare subito la situazione e soprattutto attuare la massima precauzione nei confronti dei bambini e della comunità”.

“Siamo in costante contatto con i dirigenti e la task force e contiamo con l'attivazione del piano di garantire la fornitura di una nuova dose di vaccino entro maggio a tutti i bambini che potrebbero averne bisogno”, aggiunge Telesca, ringraziando “tutti gli operatori e in particolar modo l'Azienda sanitaria, per avere attivato subito tutte le procedure di controllo e di tempestiva risposta”.

“Questo è quello che conta: a chi ha fatto polemiche per l'assenza dell'assessore alla conferenza stampa rispondo che in queste circostanze la politica non ha bisogno di passerelle ma solo di fatti”, ha concluso Telesca.
02 maggio 2017
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