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Al via il 16° Forum Risk Management.  “Pandemia ha stravolto il Servizio sanitario nazionale. Ora puntare su territorio, cure a casa e nuovo ruolo per i medici di famiglia”
Inaugurata oggi l'annuale assise che mette a confronto per 4 giorni ad Arezzo i protagonisti della sanità italiana. Fedriga (Regioni): "Dobbiamo passare al concetto che bisogna spendere meglio e non meno". Brusaferro (Iss): "Battaglia per tenere sotto controllo la circolazione del virus si vince sul territorio”. Giannotti (Forum Risk): "In questa edizione ci occuperemo della persistente sfida al Covid e ci interrogheremo su come costruire insieme le strategie e la sanità del domani”
30 NOV - Costruire la sanità del domani. Una sanità messa sotto stress da una pandemia che continua a non mollare la presa, ma che proprio per questo deve trovare le leve per pensare alla sua ripresa e al suo rilancio. Una ripresa nell’immediato, per consentire alle Regioni di far fronte all’ennesima emergenza con risorse immediatamente disponibili e nel lungo periodo per la messa a terra del nuovo corso delineato dal Pnrr.
 
È una grande sfida quella lanciata dal 16° Forum Risk Management in Sanità, che apre oggi i battenti. Quattro giorni di confronto e condivisione, dal 30 novembre al 3 dicembre, tra tutti gli attori del sistema sanitario su argomenti nodali per la ripartenza del sistema salute.
 
“Dopo due anni ci ritroviamo di persona per scambiarci sorrisi e affetti e soprattutto contenuti – ha detto Vasco Giannotti Presidente Comitato Scientifico Forum Risk Management in Sanità – e lo facciamo qui ad Arezzo dove il Forum torna dopo cinque anni. In questa sedicesima edizione ci occuperemo della persistente sfida al Covid e ci interrogheremo su come costruire insieme, grazie ai tanti tavoli di lavoro, le strategie e la sanità del domani. Abbiamo visto che laddove la medicina del territorio è riuscita a intercettare i pazienti abbiamo ottenuto i migliori risultati. Mi auguro che la Conferenza Stato-Regioni approvi quanto prima il Dm71, che sarà un ottimo punto di partenza per lavorare sulla territorialità”.
 
Ma la sfida immediata è quella di dare benzina alle Regioni, perché come ha detto Massimiliano Fedriga Presidente Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome aprendo i lavori del Forum in collegamento dal Friuli “la sanità che conoscevamo fino a qualche anno, dove le realtà più virtuose erano quelle che spendevano meno, ora non c’è più. Dobbiamo passare al concetto che bisogna spendere meglio e non meno”.
 
“La situazione di emergenza che sta vivendo il paese e che ha coinvolto pesantemente i sistemi sanitari regionali ha comportato un aumento importante dei volumi di attività e quindi aumento importantissimo dei costi – ha spiegato Fedriga – in questo momento non possiamo rischiare per la mancate coperture, soprattutto per il 2021, di mettere a rischio i sistemi sanitari regionali che hanno messo in campo forze imponenti, penso alla campagna vaccinale”.
 
Per Fedriga bisogna concentrarsi sui punti nevralgici del sistema, in primis sul potenziamento del sistema territoriale e della domiciliarità: “Pensiamo – ha sottolineato – a quello che hanno fatto e stanno facendo le Usca. Così come bisogna trovare una valorizzazione importante dei Mmg. Bisogna rivedere il loro ruolo”. E il Pnrr si muove in questa direzione e il Dm71. Ma non bisogna lasciare indietro neanche gli ospedali e il sistema di emergenza urgenza.
Il presidente delle Regioni ha poi puntato i riflettori sulla carenza cronica del personale dagli infermieri ai medici: “I sistemi sanitari regionali con le specializzazioni hanno fatto passi avanti, ma in passato non si è saputo guardare il prospettiva. Il sistema su questo si deve muovere”. Soprattutto ha aggiunto “non possiamo pensare che il Pnrr sia solo una parentesi virtuosa, bisogna fare un cambio di passo reale. Credo che le posizioni precostituite debbano lasciare il posto ad obiettivi condivisi”.
 
Un invito che Vasco Giannotti ha raccolto annunciando che i risultati della quattro giorni di lavoro al Forum saranno presentati alla Conferenza delle Regioni.
 
Sono tante infatti tante le sfide alle quali dare risposte nel corso della 16à edizione, come ha ricordato Enrico Desideri, Presidente Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanità Alessandro Ghinelli: “Quest’anno la sfida del Forum sarà ridurre le disuguaglianze di accesso e di cura: oggi in Italia il 75-80% degli accessi al Pronto soccorso sono legati a codici minori conseguenti alla mancata presa in carico del paziente sul territorio. Come sappiamo la presa in carico di prossimità dei cittadini riduce il fabbisogno di ospedalizzazione e quindi anche i costi sanitari. Questa sfida dovrà essere combattuta aumentando il coinvolgimento di professionisti, istituzioni e pazienti, strutturando un nuovo modello organizzativo, nel quale il territorio è importante ma da solo non basta, e sfruttando l’onda del digitale. Dobbiamo infine ripensare al modello di finanziamento delle aziende sanitarie: quello per prestazione non ha funzionato. Ora dobbiamo esplorare quello per percorso assistenziale e in funzione degli esiti di salute”.

Un plauso all’iniziativa è arrivato da Simone Bezzini, Assessore Diritto alla Salute e Sanità Regione Toscana. “Abbiamo bisogno di coinvolgere i professionisti e gli attori che li rappresentano, soprattutto vivendo ancora una fase emergenziale che si trascina da tempi, ma questo vale anche se ci trovassimo in tempo di pace, la direzione di marci deve essere condivisa da tuti c’è bisogno di approfondimento confronto e partecipazione. Ecco perché il Forum Risk Management è di fondamentale importanza per cercare di ritrovare spazi di approfondimento non fine a se stesso ma per produrre contributi che posso arricchire a indirizzare le istituzioni”
 
“Ripartenza, ripresa e rilancio del sistema sanitario”, ha poi aggiunto sono possibili solo tenendo sotto controllo il Covid per liberare energie propositive e far sì che queste parole trovino attuazione nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Ma, ha chiosato è anche necessario che ci sia una coerenza tra la costruzione delle politiche di welfare e quelle di bilancio.
 
Nella giornata di apertura del Forum è poi intervenuto Silvio Brusaferro, Presidente Istituto Superiore di Sanità che ha fatto un’excursus sulla storia delle pandemie ricordando come la prima battaglia per tenere sotto controllo la circolazione del virus “si vince sul territorio”: “Per farlo, serve un’azione coordinata a tutti i livelli, ricordando il ruolo della prevenzione. La sanità pubblica è una dimensione strategica nella quale vanno prese decisioni per tutelare la collettività anche quando ci sono incertezze. Deve dare delle risposte ed essere flessibile a modificarle progressivamente in base ai dati a disposizione. La sfida è capire quali informazioni sono prioritarie e riuscire a contestualizzarle in un frame più ampio”.
Il presidente dell’Iss ha poi ricordato che “oggi, per la prima volta, nel nostro Paese abbiamo un sistema di monitoraggio che lavora in tempo reale, costantemente aggiornato”.
 
Parlando di comunicazione, Brusaferro ha sottolineato come sia necessario “usare i social media, anche a livello istituzionale e imparare a gestire bene la comunicazione dell’emergenza. Oggi mondo reale e virtuale sono in continuità tra loro e si influenzano a vicenda, non possiamo non tenerne conto”.
Sulle prospettive per la sanità, Brusaferro ha poi sottolineato l’importanza dell’integrazione socio-sanitaria: “L’autorità di sanità pubblica locale sono i sindaci: è fondamentale costruire reti che permettano la presa in carico del paziente. È inutile tenerlo a casa se manca l’integrazione socio-sanitaria. Serve poi una riforma che ci consenta di leggere il fabbisogno di salute anche per quanto riguarda l’ambiente, in un approccio One Health”.
Infine, un richiamo alla centralità del personale: “Non dimentichiamoci le risorse umane, senza le quali qualunque tecnologia è incompleta: dobbiamo ricordarci di investire anche sulle persone, oltre che sull’innovazione
30 novembre 2021
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