19 NOVEMBRE 2017
Lavoro e Professioni
Mandelli (Fofi): “Il farmacista ha tutti gli strumenti per partecipare al cambiamento della sanità”

Per il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti la situazione delle farmacie “rimane difficile”, ma “abbiamo in mano le chiavi per contribuire a un futuro migliore per noi e per tutta la collettività”. Un valore che “ora deve essere fatto pesare e difeso nelle sedi in cui si discute, per cominciare, del rinnovo della Convenzione”. Il testo della Relazione presentata da Mandelli al Consiglio Nazionale Fofi.

27 NOV -Si è svolto lunedì 25 novembre il Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti. Una seduta, questa, centrata su un bilancio importante della linea seguita in questi anni volta, ha spiegato il presidente Andrea Mandelli,  a seguire “un percorso che aveva come traguardo dotare il farmacista italiano di tutti gli strumenti necessari a entrare da protagonista nel cambiamento che si prospetta a tutti i servizi sanitari dell’Occidente industrializzato. Con orgoglio e soddisfazione possiamo affermare che il percorso è stato completato. E cosi siamo anche riusciti a rendere la professione un interlocutore necessario per operare il cambiamento dell’assistenza. Sono strumenti culturali e normativi preziosi, il cui valore, però, ora deve essere fatto pesare e difeso nelle sedi in cui si discute, per cominciare, del rinnovo della Convenzione”.

Le tappe di questo percorso, cominciato nel 2006, sono state la legge sulla farmacia dei servizi, dove “è previsto esplicitamente che il farmacista partecipi a iniziative volte a rinforzare l’aderenza alle terapie. E questo è il nucleo forte della pharmaceutical care, che tutti riteniamo la via maestra per il futuro della professione: è bene tenerlo sempre presente”, e poi via via le ricerche dell’Osservatorio FOFI-SDA Bocconi, l’avvio della sperimentazione dell’MUR, fino all’introduzione del Dossier farmaceutico all’interno del Fascicolo sanitario elettronico, prevista dal Decreto del fare grazie a un emendamento presentato al Senato dallo stesso Mandelli.  “Anche questo è un passaggio fondamentale per un altro importante obiettivo: l’implementazione del dossier farmaceutico come parte della documentazione clinica del paziente o, per essere più precisi, dell’assistito. E’ un elemento fondamentale per diversi motivi. Il primo è che la registrazione puntuale dei farmaci dispensati al cittadino – tutti, quelli prescritti come quelli da automedicazione – è la base per lo svolgimento della pharmaceutical care: dalla farmacovigilanza, al controllo dell’appropriatezza alla prevenzione delle interazioni, dal miglioramento dell’aderenza alla terapia alla riduzione degli sprechi. Altrettanto fondamentale è che il farmacista, avendo la responsabilità della compilazione del dossier, non solo entra a pieno titolo nel circuito della sanità elettronica, ma ha finalmente il modo di comunicare con il medico attraverso un documento condiviso, di alimentare il flusso di informazioni che finora è sempre mancato nell’organizzazione della sanità italiana. In una parola di avere un ruolo nella cura, che è la base del modello della farmacia dei servizi. Sono quindi felice che sia stato attraverso un mio emendamento al cosiddetto Decreto del fare che è stata operata questa integrazione della struttura del Fascicolo sanitario elettronico. Abbiamo quindi  validato uno strumento per la pharmaceutical care – l’MUR -che è già pronto per essere alimentato dai dati del futuro dossier Dossier farmaceutico”.

Ma se il bilancio è importante e positivo, ampio spazio hanno avuto anche i programmi futuri. Un capitolo che è stato aperto con un intervento sul tema della disoccupazione. “Voglio partire” ha detto Mandelli,  da un tema cui ho già accennato in precedenza, quello della disoccupazione, che rende necessaria una premessa irrinunciabile. In questo momento di crisi, nel quale molti colleghi, giovani e non più giovani, vivono con un reale senso di angoscia la possibilità di non trovare lavoro o di perderlo, è fondamentale mantenere alta la vigilanza sul fenomeno dell’abusivismo. E’ vero che non disponiamo di strumenti di vigilanza e di repressione, ma abbiamo il dovere di esercitare tutta la nostra forza di persuasione perché si metta fine alla pratica di affidare a personale non qualificato le funzioni che spettano soltanto al farmacista. In tempi di crisi, lasciare che i colleghi disoccupati vedano il loro ruolo usurpato può avere un effetto dirompente su quello spirito di appartenenza alla professione che non ci ha mai abbandonato. Vi chiedo  che nei Consigli degli Ordini, in occasione delle prossime riunioni,  si sostenga con forza questa istanza”.
Il presidente della FOFI ha poi aggiornato il Consiglio sulle attività dell’Associazione dei farmacisti volontari per la protezione civile e agli sviluppi del progetto MUR, che ha riscosso un notevole gradimento nella professione e che si avvia ora alla sua fase successiva, centrata su uno studio controllato che valuti l’impatto clinico ed economico della revisione dell’uso dei medicinali da parte del farmacista.

Novità anche sull’attività culturale della Federazione. “Come avete saputo, dalla prossima edizione, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani non sarà più tra i patrocinatori di Cosmofarma Exhibition, alla quale siamo stati presenti fin dalla prima edizione” ha spiegato Mandelli. “Non si tratta di una scelta improvvisa: in realtà era da tempo che osservavamo con un certo disappunto la deriva commerciale di questa iniziativa, accentuatasi dopo il passaggio della proprietà della società organizzatrice, la Sogecos, all’Ente Fiere di Bologna. Il percorso della manifestazione si è andato sempre più divaricando rispetto alla linea di promozione della cultura professionale che la FOFI ha intrapreso con tutto il suo impegno. Il Comitato Centrale ha valutato che in questa situazione, la presenza della rappresentanza professionale rischiava di fare da copertura a iniziative, e a una logica di fondo, non condivisibili. Del resto so dal contato diretto con molti di voi che questo sentimento è ampiamente condiviso. E’ venuto il momento di proporre una manifestazione - che non sarà mai una fiera - forte di un comitato scientifico di alto livello e di momenti di approfondimento e dibattito, dove la professione possa interloquire da pari a pari con il mondo del farmaco e della sanità italiani”. La prima edizione della manifestazione è prevista già per il prossimo aprile.

In chiusura Mandelli è ritornato sul quadro generale, sottolineando che “la situazione rimane difficile, e la strada che abbiamo di fronte è tutt’altro che in discesa. Ma in questo frangente si è imposta, a tutti i livelli, la consapevolezza che bisogna produrre risultati concreti e che l’opinione pubblica possa comprendere. Non è un principio nuovo per noi. Come ricordavo all’inizio, è da tempo che stiamo proponendo un’evoluzione del ruolo dei farmacisti, di tutti i farmacisti, che si innesta in una più generale rivoluzione della tutela della salute. E stiamo lavorando con la stessa logica che abbiamo imparato nella aule universitarie e nei laboratori: la logica dell’esperimento, della prova dei fatti. Abbiamo un progetto forte e sappiamo per esperienza diretta che va incontro alle necessità delle persone, dei milioni di persone, che ogni giorno assistiamo. Potrà richiedere tempo e fatica, ma abbiamo in mano le chiavi per contribuire, per la nostra parte, a un futuro migliore per noi  e per tutta la collettività”.

27 novembre 2013
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