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Congresso Sifo/8. Dalla farmacia narrativa nasce la Carta dei valori dei farmacisti ospedalieri
Il documento frutto di un lavoro narrativo realizzato con il coinvolgimenti di tanti farmacisti ospedalieri italiani, parte dall’esperienza farmacia narrativa, un modo per avere un approccio completo e trasversale della professione e delle relazioni di cura, tessuto della sanità e della salute
16 OTT - Quanto conta la capacità di ascolto e di narrazione nelle professioni sanitarie? La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie - SIFO la ritiene importantissima, e infatti anche quest’anno all’interno del programma del XLII Congresso nazionale, che si è chiuso ieri a Roma, ha dedicato spazio specifico di approfondimento e di formazione per farmacisti ospedalieri.
 
“Quest’anno la farmacia narrativa è stata presentata nella forma di Laboratorio, insieme con quelli dedicati alla galenica e alla radiofarmacia e alle sperimentazioni cliniche – ha precisato Maria Ernestina Faggiano, tesoriere SIFO e coordinatrice dell’area farmacia narrativa – i Lablife del nostro Congresso nazionale rappresentano il mondo creativo della professione e la vita stessa delle nostre farmacie. La farmacia narrativa è il modo per avere un approccio completo e trasversale della professione e delle relazioni di cura che sono il tessuto della sanità e della salute. SIFO, un passo più aventi rispetto ad altre società scientifiche, lo ha compreso e sta stimolando i soci a formarsi in questa disciplina, tanto che ha un’area scientifica, che la comprende con il nome di Area di informazione, counseling e farmacia narrativa. I farmacisti di SIFO hanno, quindi, chiaro che gli studi qualitativi sono determinanti per completare la Ebm e, pertanto, a suggello del documento programmatico vigente, l’attenzione a tale disciplina è alta”.
 
Nel Laboratorio “Life Patient” sono stati inseriti interventi sul Ruolo della farmacia narrativa nei percorsi di cura e sulla Postura narrativa, e saranno presentate “storie di pazienti e farmacisti”. “Esistono già le narrazioni – ha detto Daniela Scala, coordinatrice degli appuntamenti con Faggiano – e ognuna di esse rientra nell’eccellenza in quanto unica e irripetibile. Ecco la prima cosa da fare è iniziare ad usare parole ‘narrative’. Si parla spesso di ‘postura narrativa’: ebbene per iniziare a far propria questa postura è necessario arricchire il nostro repertorio di parole e affiancare alle casistiche anche le narrazioni ed i racconti. Quando entriamo nel mondo delle narrazioni non abbiamo dei casi d’eccellenza perché ogni storia, così come ogni persona, è unica e di conseguenza ogni storia così come ogni persona è l’eccellenza. Come scrive Rita Charon nel suo testo ‘Medicina narrativa. Onorare le storie dei pazienti’ “...la competenza (aggiungo io la postura) narrativa permette di capire quello che un paziente attraversa, di gettare luce sulle sue esperienze, di avere una diagnosi precisa e una direzione terapeutica...”.
 
Come si sviluppa questo approccio negli altri Paesi? E l’Italia a che punto è nella comprensione e diffusione di questo approccio? “La Medicina Narrativa è nata negli Usa negli anni 90 – precisa Scala – da noi la MN ha trovato riconoscimento nel 2014 circa 25 anni dopo. C’è da dire che, fatto salvo per l’Inghilterra, l’Europa viaggia tutta alla stessa velocità. Chiaramente mi sto riferendo all’ambito della farmacia clinica, anche se a macchia di leopardo ci sono state delle esperienze in Germania ed in Olanda. Sono alcuni anni, però, che la MN ha avuto un’accelerata: invito tutti ad andare a visitare il sito della Columbia University dove la Charon ha il suo corso di MN, per vedere che i laboratori on line di MN si tengono in varie lingue europee, il che vuol dire che ci sono professionisti di quei paesi formati e certificati dalla Columbia. E sono molto frequentati da tutti le professioni sanitarie”.
 
La farmacia narrativa, forse non ancora ben diffusa, nota e condivisa, ha comunque già generato progetti e documenti importanti. All’interno del XLII Congresso SIFO, in particolare, è stata presentata la Carta dei Valori SIFO, che è proprio frutto di un lavoro narrativo fatto con il coinvolgimenti di tanti farmacisti ospedalieri italiani. I suoi punti di forza? “La Carta dei Valori – conclude Maria Ernestina Faggiano – è un documento, elaborato partendo da un progetto di Farmacia Narrativa, che ha come punto di forza la voce dei soci che hanno voluto esprimere la percezione che nel tempo hanno avuto di SIFO, dimostrando che è una società capace di evolversi nel tempo, rimanendo ‘compagnia di viaggio’, punto di riferimento professionale nella formazione, nel fare rete e nella condivisione delle responsabilità, un faro, una casa. È stato entusiasmante scriverla tanto più che si è potuto applicare la metodologia della narrazione che si è confermata un metodo di indagine qualitativa efficace che induce alla postura dell’ascolto necessario, così come ci indica la letteratura scientifica, alla costruzione di una sanità narrativa. La Carta dei Valori, inoltre, è stata appena consegnata a Papa Francesco durante l’udienza dedicata a SIFO in Vaticano: questo ci onora e ci inorgoglisce”.

 
16 ottobre 2021
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