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I sindacati dei pensionati veneti rompono gli indugi: “Sì all’obbligo generale di vaccinazione”
“Il diritto alla salute è la vera libertà da difendere a tutti i costi in questo momento. Il vaccino non è un sacrificio, ma un'opportunità che il mondo scientifico ci ha dato in tempi straordinariamente brevi”, scrivono oggi in una nota le segreterie regionali dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.
02 SET - “In questo contesto pandemico vaccinarsi è un atto di responsabilità collettiva. Se per ottenere una copertura adeguata la strada della persuasione non basta, allora siamo pronti a sostenere qualunque iniziativa legislativa per proteggere la salute di tutti, e poter tornare il più presto possibile a una vita normale”, a dirlo oggi attraverso una nota stampa congiunta sono le segretarie generali dei sindacati veneti dei pensionati Elena Di Gregorio (Spi Ggil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil).
 
Nella nota si sottolinea che “i sindacati dei pensionati si sono impegnati sin dall'inizio della campagna vaccinale in una capillare attività informativa destinata agli anziani. E hanno continuamente sollecitato le istituzioni, Regione in primo luogo, affinché le vaccinazioni procedessero nel modo più spedito possibile”.
 
“I dati - rimarcano i sindacalisti - ci dicono che questo autunno/inverno si combatterà ancora una dura battaglia contro il Covid 19: vaccino e Green Pass costituiscono gli unici strumenti per evitare restrizioni pesanti, che da un punto di vista psicologico ed economico sarebbero molto più difficili da sopportare rispetto al passato. Soprattutto per la fascia anziana della popolazione, particolarmente esposta al virus ma, come confermano gli studi, particolarmente protetta proprio dalla campagna vaccinale”.
 
“Le opinioni diverse sono legittime, ma le violenze a cui stiamo assistendo sono inaccettabili”, continuano le segretarie generali, “il diritto alla salute è la vera libertà da difendere a tutti i costi in questo momento. Il vaccino non è un sacrificio, ma un'opportunità che il mondo scientifico ci ha dato in tempi straordinariamente brevi”.
 
“La preoccupazione è forte. Le terapie intensive si stanno riempiendo di malati Covid senza vaccino - sottolineano ancora i sindacati dei pensionati veneti - con il rischio che il sistema socio-sanitario venga messo in difficoltà pregiudicando di nuovo l'attività ordinaria: consideriamo che non sono ancora state smaltite le liste d'attesa che si erano create con il lockdown, che così potrebbero allungarsi ulteriormente”.
 
“In Veneto - aggiungono - sono ricomparsi alcuni focolai nelle case di riposo, rendendo così difficile quel ritorno alla socialità per gli ospiti per il quale Spi, Fnp e Uilp si sono spesi moltissimo. Inoltre, sta per ripartire un anno scolastico che vedrà di nuovo protagonisti i nonni come pilastro del welfare familiare, nonni che però vanno anche tutelati”.
 
“Nessuno vuole altre chiusure”, concludono le segretarie generali, “l'unico modo è che tutti quelli che possono fare il vaccino, lo facciano. Per se stessi e per gli altri”.
02 settembre 2021
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