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FarmacistaPiù. Manfredi: “Fondamentale rivedere alcuni modelli formativi”. Fofi:“Riforma del corso di laurea oggi più vicina”
Con l’abolizione dell’Esame di Stato acquistano un rilievo diverso l’istituto del tirocinio e la sua valutazione. Il tirocinio, e il ruolo del tutor professionale, dovranno a loro volta essere aggiornati nella struttura e nei contenuti, da qui l’istituzione di un tavolo di lavoro con la Federazione degli Ordini e i Direttori dei Dipartimenti di farmacia. Questo quanto emerso nel corso di un simposio che ha visto la partecipazione del ministro per l'Università e la Ricerca Gaetano Manfredi.
22 NOV - Una profonda riforma del Corso di laurea in farmacia, nella quale siano sempre più presenti elementi professionalizzanti, integrati con quella forte formazione di base che ha fatto l’eccellenza dell’Università italiana. Questa la prospettiva indicata dal Ministro per l’Università e la Ricerca, Gaetano Manfredi, intervenuto al simposio ”Il Pil sapere e il valore delle competenze: la riforma dei curricula universitari e degli Esami di Stato” al quale hanno partecipato Gabriele Costantino, Direttore Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, Università di Parma; Maria Angela Vandelli, Professore Ordinario presso Dipartimento Scienze della Vita, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Andrea Urbani, Docente Biochimica clinica e biologia molecolare clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore; Carolina Carosio, Presidente Fenagifar; Andrea Mandelli, presidente della Fofi e Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente della Fofi.
 
Al centro dell’incontro, che ha chiuso la seconda giornata di lavori del Congresso dei farmacisti italiani, il disegno di legge del Ministro che istituisce la laurea abilitante in farmacia, e pone le basi per quel profondo rinnovamento del percorso formativo oggi indispensabile alla luce del nuovo ruolo nel processo di cura che si prospetta al farmacista.
 
“Ci troviamo in un momento di grande trasformazione e l’effetto del Covid non ha fatto altro che velocizzare una serie di processi già presenti nel sistema globale che, purtroppo o per fortuna, sono stati accelerati con forte richiesta di innovazione. La transizione digitale ci mette davanti a nuove opportunità e bisogni e impatta fortemente sui nuovi modelli formativi. Questo non significa abbandonare la nostra tradizione e le nostre competenze e la nostra capacità di essere Università di alto livello, ma ci obbliga a guardare al processo innovativo – ha sottolineato il Ministro. Sul fronte della Sanità, Manfredi ha parlato della necessità di avere una riorganizzazione che deve essere sempre più vicina al territorio, al paziente. “Questo cambia le figure professionali, i modelli organizzativi, tecnologici e di distribuzione in un concetto di medicina territoriale. Il ruolo dei farmacisti è fondamentale. È necessario rivedere i modelli formativi mettendo insieme l’esperienza del mondo delle professioni, delle società scientifiche e dei corsi di laurea”.

Manfredi ha inoltre parlato del rapporto tra Università e mondo delle professioni: in questa direzione va il Disegno di legge depositato sulle lauree abilitanti con l’inserimento nel percorso universitario accademico curriculare i tirocini professionali, il tema dell’accertamento delle competenze in itinere e l’accertamento finale con l’integrazione di esame di laurea ed esame di Stato, con modalità e presenze nella commissione commisurati ai diversi ruoli e responsabilità.

“Abbiamo già una esperienza in corso della laurea in medicina diventata abilitante sulla spinta dell’emergenza e che oggi vede dei laureati a luglio che a settembre hanno potuto partecipare ai corsi di specializzazione. I nostri laureati arrivano troppo tardi sul mercato del lavoro, riuscire a immaginare percorsi integrati ci aiuta ad accorciare i tempi. Mai come in questa fase dobbiamo sapere che il cambiamento è necessario e intercettare i nuovi bisogni e le nuove professionalità. Dobbiamo essere in grado di guidare questo cambiamento, mantenendo la nostra tradizione di qualità del percorso formativo senza perdere il rapporto con il mondo del lavoro”, ha concluso il Ministro Manfredi.
 
Come successivamente sottolineato da D’Ambrosio Lettieri, “non colmare e lo squilibrio oggi esistente tra le nuove competenze necessarie al farmacista e quelle acquisite nell’attuale corso di studi universitari, rischia di pregiudicare il processo evolutivo del sistema sanitario, basato sulla prossimità, e l'evoluzione del ruolo del farmacista”.
 
Con l’abolizione dell’Esame di Stato, come detto dal Ministro, acquistano un rilievo diverso l’istituto del tirocinio e la sua valutazione. Il tirocinio, e il ruolo del tutor professionale, dovranno a loro volta essere aggiornati nella struttura e nei contenuti, e a questo scopo il Ministro Manfredi ha annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro con la Federazione degli Ordini e i Direttori dei Dipartimenti di farmacia.
 
“Dal dibattito di oggi è emersa una piena sintonia tra il mondo dell’Università e la rappresentanza professionale. Da tempo la Fofi chiedeva una riforma del corso di laurea in farmacia, più orientato all’assistenza e ai processi di cura, ma anche di quello in Farmacia industriale, in ragione dei progressi farmacologici ma anche, per esempio, dell’imporsi dei prodotti salutistici - ha detto nelle conclusioni il presidente Mandelli -. “L’intervento del Ministro, che ringrazio per la sua partecipazione, dimostra che siamo vicini a raggiungere questo obiettivo”.
22 novembre 2020
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