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Dirigenza medica e sanitaria. Sindacati contro le Regioni: “Tentano di stravolgere applicazione contratto”
Le organizzazioni denunciano “il tentativo di ribaltare le regole contrattuali sottoscritte ed esprimere il loro totale dissenso rispetto ad una temeraria e disinvolta operazione tentata dall’Azienda sanitaria e incomprensibilmente sostenuta dalle Regioni, che inopinatamente contraddicono la loro condotta e manifestano l'intenzione di sottrarsi agli impegni sottoscritti ancora con il CCNL”.
03 GIU - “Si è tenuta oggi presso l’Aran, in piattaforma virtuale, una riunione per interpretazione autentica, richiesta dal Giudice Ordinario del lavoro di Rovigo, in merito ad un contenzioso che vede la locale Azienda sanitaria della Regione Veneto tentare di sostenere che i residui del fondo di posizione dei medici, dei veterinari e dei sanitari possano essere retribuiti quali “saldi di risultato” non già a valere per l’anno di competenza e a fronte degli obiettivi già raggiunti, ma solo dopo aver prestato nuovo lavoro a fronte di nuovi obiettivi”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Area Sanità, Cimo Asmd, Fesmed e Fvm.
 
“Nella presentazione – scrivono i sindacati - fatta da Aran abbiamo appreso che questa posizione è incredibilmente condivisa anche dal Comitato di Settore (Regioni) che quindi, evidentemente, avrebbe impudentemente auspicato di poter trovare un accordo sul punto con le OO.SS. firmatarie dei contratti degli ultimi 20 anni. Al contrario, le stesse Regioni hanno sempre condiviso e sottoscritto proprio quei contratti che vigono nel tempo, consolidando oltre la lettera anche la prassi secondo cui: i residui in discussione costituiscono saldo di risultato da esaurirsi nell’anno contabile di competenza a fronte degli obiettivi già resi”.
 
“Tanto è stato- proseguono i sindacati - perciò rimarcato oggi da parte di tutte le OO.SS. presenti, come esplicita formalmente la dichiarazione a verbaledepositata al termine della seduta. E' stato con questa dichiarazione che le suddette OOSS hanno voluto stigmatizzare il tentativo di ribaltare le regole contrattuali sottoscritte ed esprimere il loro totale dissenso rispetto ad una temeraria e disinvolta operazione tentata dall’Azienda sanitaria e incomprensibilmente sostenuta dalle Regioni, che inopinatamente contraddicono la loro condotta e manifestano l'intenzione di sottrarsi agli impegni sottoscritti ancora con il CCNL del 19 dicembre 2019”.
 
“Le ragioni di merito – conclude la nota - del nostro dissenso non hanno visto il diretto sostegno in detta sede da parte delle altre OO.SS. assenti che, tuttavia, col loro diniego hanno ritenuto irricevibile la proposta di interpretazione”.
03 giugno 2020
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