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FarmacistaPiù. Riunito il Comitato scientifico. Formazione, innovazione e integrazione le parole d’ordine della nuova edizione
Presieduto da Luigi d’Ambrosio Lettieri, il Comitato ha fatto il punto sul programma della VI edizione della convention, che si svolgerà il 4 e 5 ottobre a Milano. A guidare i lavori la convinzione comune che “per rilanciare il nostro ruolo dobbiamo partire dalle competenze”. Via libera ai bandi di tre premi: quello intitolato alla memoria Giacomo Leopardi, quello intitolato a Renato Grendene e quello dedicato al comandante dei Nas Cosimo Piccinno.
16 LUG - “Per rilanciare il ruolo del farmacista dobbiamo partire dalle competenze, che generano salute, servizi, occupazione e reddito”. Così il presidente della Fondazione Cannavò, Luigi d’Ambrosio Lettieri, ha sintetizzato l’obiettivo della nuova edizione di FarmacistaPiù, la kermesse creata dai farmacisti per i farmacisti e giunta quest’anno alla sesta edizione. L’evento, promosso dalla Fofi, dalla Fondazione Cannavò, da Utifar, con la partecipazione di Federfarma, è atteso il 4 e 5 ottobre a Milano e, non a caso, si intitola “Conoscere, innovare, evolvere: strategie della professione per l’efficienza e la sostenibilità del sistema sanitario”. Formazione, innovazione, servizi, network sono quindi le parole chiave, discusse oggi dal Comitato Scientifico della kermesse, riunito a Roma.

“La nostra professione – ha evidenziato d’Ambrosio Lettieri, che è anche presidente del Comitato Scientifico di FarmacistaPiù - non è estranea ai cambiamenti sociali e alle dinamiche di mercato. Ma piuttosto che subirle, dobbiamo raccogliere gli strumenti utili a governarle. Per questo FarmacistaPiù vede l’equilibrata presenza di una parte convegnistica e di una parte fieristica”. Ma “senza competenza – ha detto il presidente del Comitato Scientifico -, non si va da nessuna parte”. La professione, per d’Ambrosio Lettieri, deve quindi compiere un salto culturale, “presupposto per riaffermare il nostro ruolo professionale”.

Il presidente della Fondazione Cannavò ha fatto presente come la farmacia territoriale sia “il luogo in cui si intercettano le persone e le loro condizioni”. Ma “pur interessando il 75% della professione in termini di profilo occupazionale, non è l’unico ambito in cui il farmacista realizza il suo ruolo strategico per il sistema”. Per questo, secondo d’Ambrosio Lettieri, se la collaborazione con i medici, gli infermieri e gli altri professionisti della salute è “fondamentale”, ancora di più lo è la collaborazione “intraprofessionale”, ad esempio tra farmacista ospedaliero e farmacista del territorio. FarmacistaPiù sarà quindi l’occasione per riflettere anche su queste forme di collaborazione, nella consapevolezza che “essere farmacista oggi significa poter contribuire con la propria professionalità all'innovazione del Sistema Salute”.

Il confronto vedrà protagonisti anche i rappresentanti delle Istituzioni e della politica. Non si può infatti dimenticare come le leggi, e quindi chi le fa, influisca fortemente sulla professione e il sistema. Protagonista della kermesse anche Cittadinanzattiva, “perché la percezione che i cittadini hanno dei farmacisti è una base importante per capire in che direzione andare. Dobbiamo chiedere ai cittadini: ‘Siamo utili al Paese?’ e ottenere una risposta affermativa”.

Per il presidente della Fofi, senatore Andrea Mandelli, “FarmacistaPiù è una grande opportunità. Fin dalla prima edizione lo abbiamo pensato come un evento in cui coinvolgere tutte le componenti della categoria. Un’occasione di incontro e di confronto, per affrontare le tematiche e problematiche che si levano da tutte le diverse declinazioni professionali, cercando di dare loro risposte”.

Mandelli ha spiegato come la Fofi sia quotidianamente impegnata a sostenere la professione e i farmacisti tutti: “ci chiedono consigli, soluzioni e anche rassicurazioni. Sono orgogliosi della loro professione e di un passato che però non tornerà più. Per questo è essenziale guardare al futuro. L’ascolto e il confronto è il primo passo per capire in che direzione andare”.

La riunione del Comitato Scientifico è stata l’occasione per avanzare alcune proposte in grado di arricchire i due giorni di lavoro. Stimolante l’intervento di Luca Pani, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Cannavò, che ha evidenziato l’esigenza ad affiancare la spinta verso i servizi cognitivi a un altrettanto forte salto in avanti in termini di servizi digitali. Per il Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Cannavò, la formazione è un elemento fondamentale per la crescita del profilo professionale, così come l’avvio di nuovi progetti sperimentali. Perché “per evolvere bisogna innovare e per innovare bisogna conoscere. Le competenze acquisite, poi, possono essere traslate anche in altri ambiti e livelli di assistenza. La crescita e l’evoluzione professionale è un percorso che non si ferma mai”.

Pani ha poi acceso i riflettori sui big data: “Sono il nuovo petrolio e i farmacisti ne tengono tra le mani una quantità enorme. Conoscono i cittadini, sanno che farmaci acquistano, gli misurano la pressione ed eseguono gli stick per il diabete. L’ulteriore quantità di dati che potrebbero facilmente acquisire è enorme. Ad esempio, quelli inerenti le abitudini alimentari o l’assiduità con cui viene svolta attività fisica”.

Tutti questi dati, ha spiegato Pani, “permetterebbero di tracciare il profilo dello stato di salute dei cittadini facilitando l’individuazione di quei soggetti più esposti a malattie ma allo stato attuale non considerati a rischio per l’assenza, ad esempio, di malattie conclamate o di familiarità”.

I big data rappresentano, per Pani, un tesoro nelle mani dei farmacisti, in quanto sono un tesoro per il sistema sanitario. Quante più malattie potrebbero essere prevenute o diagnosticate tempestivamente se i dati in possesso dei farmacisti fossero usati? E quanti risparmi in termini di costi umani e spesa sanitaria permetterebbero al sistema? E qual è l’unico presidio sanitario in cui una persona sana entra? “È la farmacia”. Questi gli aspetti su cui ha invitato a riflettere Pani.

Quanto alle polemiche legate all’uso dei big data, Pani parte da un dato di fatto: “I dati esistono e sono già in circolo. Il modo migliore per controllarli è imparare ad usarli e fare l’uso più appropriato”.

Silvera Ballerini, di Conafsa, ha auspicato, a FarmacistaPiù “un coinvolgimento davvero importante per far fronte compatto alla crisi che investe tutti. Da una parte le farmacie, che non riescono ad andare avanti, dall’altra i farmacisti collaboratori, che non riescono ad avere soddisfazione professionale né economica”.

La presidente della Sifo, Simona Serao Creazzola, ha garantito l’impegno della Società per stimolare la partecipazione di lavori scientifici. “E’ un’importante azione che tutti noi del Comitato scientifico dobbiamo fare nelle nostre realtà”, ha detto.

Davide Petrosillo, di Fenagifar, ha chiesto che a FarmacistaPiù sia dato spazio anche alle problematiche legate all’occupazione dei giovani. “Per noi è importante parlare di occupazione e delle iniziative messe in campo a questo scopo, come Farmalavoro. FarmacistaPiù sia anche l’occasione per dare consigli su questo fronte”.

Il Comitato Scientifico ha quindi dato il via libera alla pubblicazione dei bandi per i tre principali premi previsti a FarmacistaPIù:

- Il Premio allo studio “Giacomo Leopardi” per la selezione delle migliori tesi di Laurea in Farmacie e Ctf, o lavori scientifici a carattere monografico che affrontano, in modo innovativo, tematiche afferenti alle seguenti aree di studio:
- la sinergia tra farmacista e medico per garantire la ricognizione farmacologica, migliorare l’aderenza alle terapie e per il buon governo della cronicità; 
 
- la tecnologia al servizio della professione farmaceutica;
 
- l’antibiotico resistenza: best practices per la prevenzione, la sorveglianza dei piani di monitoraggio e controllo

- Premio alla Solidarietà “Cosimo Piccinno”, dedicato alla memoria del comandante dei Nas, “uomo delle Istituzioni e autentica figura del Civil servant”. Al fine di promuovere il valore solidaristico della professione del farmacista, il premio selezionerà le migliori iniziative di solidarietà promosse dai farmacisti.

- Premio all’innovazione “Renato Grendene”, al fine di valorizzare e diffondere le migliore esperienze innovative, realizzate dai farmacisti secondo modelli di best practices replicabili, che abbiamo determinato benefici per i pazienti e/o che abbiano generato il miglioramento dei livelli di governance del comparto.
 
Lucia Conti
16 luglio 2019
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