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16 GIUGNO 2019
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Onaosi. Corte dei conti certifica utile di 94 mila euro. Ma avverte: “Vanno ridotti i costi di funzionamento della Fondazione”
I giudici contabili nella loro verifica annuale rimarcano come l’utile dell’esercizio del 2017 è da ricondurre all’andamento del saldo delle partite finanziarie, che, sia pur in decremento, ha sostenuto le attività della Fondazione mediante i proventi degli investimenti in titoli. E poi l’avviso: “Continuano ad essere molto elevati i costi di funzionamento della Fondazione”. IL DOCUMENTO
21 MAG - “Dai documenti pervenuti si evince che la Fondazione ha garantito l’accoglimento di un numero di domande di assistenza molto elevato, i cui costi si sono attestati sul valore di 17 milioni di euro, ciò, a fronte di una flessione del numero degli iscritti e, quindi, dei proventi della contribuzione, che nell’esercizio in esame è diminuita ulteriormente, appostandosi all’importo di circa euro 22,5 milioni. Continuano ad essere molto elevati i costi di funzionamento della Fondazione, anche se nell’anno in esame, anche a seguito dei rilievi mossi nello scorso referto da questa Corte, i medesimi hanno registrato una contrazione di poco più di 4 milioni di euro, raggiungendo, comunque, il considerevole importo totale di oltre 37 milioni di euro”. È quanto rileva la Corte dei conti nella verifica dell’esercizio 2017 dell’Onaosi.
 
“L’incidenza dei costi – rileva la Corte - delle prestazioni sul totale dei costi di funzionamento pari a poco più del 45 per cento, induce nuovamente questa Corte a richiamare l’attenzione degli organi della Fondazione sui costi complessivi, continuando nello sforzo già intrapreso nel 2017 verso una loro ulteriore diminuzione e associando a questa iniziativa anche quella volta alla ricerca di nuove fonti di entrate”.
 
“Dalla documentazione inviata di recente – rimarca la Corte - si è a conoscenza della volontà di aumentare l’aliquota della contribuzione necessaria e l’importo di quella volontaria, come pure della decisione di completare il quadro di dismissione degli immobili non strumentali che ancora nell’esercizio in esame non è stato realizzato. In tal modo si consentirebbe alla Fondazione di conseguire il pareggio di bilancio nell’area di conto economico della gestione caratteristica e di quella finanziaria dei soli proventi correnti, in linea con il generale impegno richiesto a tutti gli enti previdenziali o assistenziali privatizzati”.
 
 
“Nell’esercizio 2017 – si legge nella verifica - i dati di consuntivo evidenziano un utile di esercizio di euro 94.880, anche per quest’anno in diminuzione rispetto a quello dell’esercizio precedente, pari a euro 357.620 A fronte di un risultato negativo della gestione caratteristica (euro 10.962.594) che migliora rispetto al 2016 (euro 14.530.594) rimanendo comunque negativo, l’utile dell’esercizio del 2017 è da ricondurre all’andamento del saldo delle partite finanziarie, che, sia pur in decremento, (da euro 15.964.143 nel 2016 a euro 12.122.888 dell’esercizio in esame), ha sostenuto le attività della Fondazione mediante i proventi degli investimenti in titoli”.
 
Dalle risultanze istruttorie è “emerso che l’Ente è, quindi, alla ricerca di flussi cedolari annui tali da assicurare l’equilibro del bilancio. A tal proposito si evidenzia che il risultato della gestione finanziaria ha registrato una plusvalenza di circa 8 milioni di euro derivanti dalla vendita di titoli acquistati a prezzi molto inferiori negli scorsi esercizi, grazie ad una congiuntura particolarmente favorevole. La relazione Covip del 2017, redatta ai sensi dell’art. 2, c. 1, del d.m. 5 giugno del 2012, evidenzia un rendimento netto a valori di mercato della gestione finanziaria sia mobiliare che immobiliare pari al 2,77 per cento (nel 2016 era stato pari a 0,89 per cento) Il valore del patrimonio netto, nell’esercizio considerato, aumenta da euro 357.490.677 a euro 357.585.556 nel 2017 pari all’utile realizzato”.
 
“Risulta elevato – precisano i giudici contabili - l’importo della voce contabile dei crediti che si conferma in oltre 11 milioni di euro, la cui quota più rilevante è quella relativa ai crediti contributivi da pubbliche amministrazioni. I debiti nel 2017 ammontano a 3.989.262 euro (3.560.257 nel 2016) e comprendono principalmente quelli verso fornitori pari a 1.487.315 euro, in leggera diminuzione rispetto al precedente esercizio (1.600.208); la voce altri debiti, pari a 1.369.151 euro, è in leggero aumento rispetto al precedente esercizio.  Dal rendiconto finanziario emerge che, rispetto al 2016, nell’esercizio in esame permane la capacità di affrontare gli impegni finanziari a breve termine e di autofinanziamento dell’Ente, in considerazione del fatto che il flusso finanziario dell’attività operativa, benché sia passato da euro 4.513.478 ad euro 751.685, è rimasto attivo, riflettendosi positivamente nel conto economico e generando la liquidità necessaria per finanziare la gestione futura”.
21 maggio 2019
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