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Assistenza farmaceutica penitenziaria. Siglato accordo tra farmacisti e operatori salute in carce per favorire qualità e appropriatezza delle cure
L'Accordo di collaborazione, siglato da Sifo e Conosci (Coordinamento Nazionale degli Operatori per la Salute nelle Carceri Italiana) prevede “azioni di miglioramento dell'assistenza farmaceutica penitenziaria, promozione di studi e ricerche e l'identificazione di azioni normative per la regolamentazione delle attività di farmaceutica penitenziaria”.
24 APR - La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) e il Coordinamento Nazionale degli Operatori per la Salute nelle Carceri Italiana (Conosci) hanno firmato a Roma all'interno di un workshop scientifico un Accordo di Programma e di Collaborazione Scientifica per mano dei due presidenti Simona Serao Creazzola e Sandro Libianchi.
 
L'Accordo di collaborazione prevede “l'identificazione congiunta di azioni di miglioramento dell'assistenza farmaceutica penitenziaria, la promozione di studi e ricerche nonché l'identificazione di azioni normative per la regolamentazione delle attività di farmaceutica penitenziaria, anche identificando ambiti di necessità e relative proposte regolatorie da sottoporre congiuntamente agli organismi istituzionali preposti”.

“La collaborazione tra le nostre due Società è iniziata nel 2018 in occasione di un Corso di Perfezionamento interprofessionale sull'assistenza penitenziaria promosso a Napoli in collaborazione tra la ASL Napoli 1-Centro, il Dipartimento di Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell'Università Federico II e lo stesso Coordinamento Nazionale – Conosci”, ha sottolineato la presidente Sifo, Simona Serao Creazzola, nonché Responsabile della UOC di Farmaeceutica Convenzionata e Territoriale della Asl Napoli 1-Centro. “In quella occasione prestigiosa ci si siamo trovati immediatamente sulla stessa lunghezza d'onda, abbiamo condiviso che il problema dell'assistenza farmaceutica penitenziaria era importante e probabilmente sottovalutato, concludendo quindi che si trattasse di un argomento che reclamava attenzione sia per le varie criticità incontrate da tutti gli operatori sanitari, sia per la carenza di normative di settore, di soluzioni organizzative e di best practice”.

La collaborazione Sifo-Conosci è poi sfociata nella realizzazione di una sessione congiunta inserita nel programma del XXXIX Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera svoltosi a Napoli a novembre 2018, evento che ha coinvolto anche la Simspe e diversi altri medici e farmacisti operanti nelle realtà penitenziarie che hanno portato la loro esperienza: si è trattato del primo evento in Italia dedicato alla farmaceutica penitenziaria. In quella sede Conosci aveva presentato i dati di uno studio su un campione di 16.000 detenuti che ha fotografato una condizione patologica per il 67,5% del totale. Secondo quanto emerso dalla ricerca, i detenuti italiani sono affetti da disturbi psichici incluse le patologie da dipendenza (secondo il manuale ICD-9), da malattie dell’apparato digerente e da malattie infettive; inoltre i reclusi che assumono almeno un farmaco sono 8.296 (oltre il 55% del campione), con una media di 2,8 farmaci per persona (tra i più diffusi ci sono gli ansiolitici, gli ant ipsicotici e gli antiepilettici). Il tutto a descrivere un ambito sociale ed umano in cui le patologie spesso si vanno a intrecciare con le dipendenze da una o più sostanze stupefacenti.

“Il settore della sanità penitenziaria è indubbiamente un ambito negletto, in quanto sono solo 10 anni che la responsabilità dell'assistenza sanitaria è passata in carico alla sanità regionale, mentre prima era in capo al Ministero di Grazie e Giustizia”, ha precisato nella sua relazione scientifica nell'ambito del workshop Sandro Libianchi presidente di Conosci nonché responsabile medico nel carcere di Rebibbia, ricordando il Dpcm del 1 aprile 2008 (“Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”). “L'obiettivo finale di questo nostro progetto congiunto è creare i presupposti per una corretta gestione della salute della popolazione carceraria attraverso un'organizzazione migliore, con modelli operativi regionali ed aziendali di cui si sente il profondo bisogno. Il tutto deve significare garanzia di un'assistenza di qualità, di appropriatezza delle cure che riguarda anche le prescrizioni farmaceutiche, di razionalizzazione delle risorse con successivo contenimento di spesa”.

Con l'accordo siglato a Roma, le due Associazioni si impegnano da oggi ad avviare progetti di ricerca, di formazione e confronto, quali convegni, seminari, tavole rotonde e meeting, pubblicazioni sui temi coerenti con l'ambito penitenziario, ma anche ad avviare “iniziative di informazione e documentazione utile all'aggiornamento e approfondimento dei temi sulla salute in ambito penitenziario, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, divulgazione e di creazione di nuovi modelli gestionali da mettere a disposizione delle autorità sanitarie competenti”. In questo modo la collaborazione Sifo-Conosci viene così avviata e proposta – come dichiarato dai due presidenti - quale azione di “nuova cultura sociale, in un'attenzione rinnovata ed esplicita ai diritti della persona ed all'art.2 della Costituzione”. 
24 aprile 2019
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