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Gli infermieri approvano il nuovo Codice deontologico: “Nasce l’infermiere manager e coprotagonista del Governo clinico”. Non sanzionabili gli atti degli infermieri compiuti nell’ambito di incarichi politico istituzionali
E’ stato approvato oggi all’unanimità dai 102 presidenti provinciali degli infermieri il primo Codice dopo il passaggio da Collegi a Ordini. Molte le novità tra cui spiccano quella di un nuovo ruolo da protagonista anche nel management clinico e un articolo che sembra dettato dalla vicenda Venturi, l'assessore dell'Emilia Romagna radiato dall'Ordine dei medici per il caso delle ambulanze con soli infermieri a bordo. ECCO IL NUOVO CODICE DEGLI INFERMIERI
13 APR - “L’Infermiere è il professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile.  È sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici.  Si pone come agente attivo nel contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza”, recita così l’articolo 1 del nuovo Codice deontologico degli infermieri, il primo da quando i “vecchi” collegi sono stati trasformati in Ordini grazie alla legge Lorenzin del 2018.
 
Il nuovo Codice conta 53 articoli, due in più del precedente risalente al 2009. Rispetto alla versione di 10 anni fa si parla per la prima volta di “governo clinico” cui è dedicato un intero articolo (il 32) che recita così: “L’Infermiere partecipa al governo clinico, promuove le migliori condizioni di sicurezza della persona assistita, fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio, anche infettivo, e aderisce fattivamente alle procedure operative, alle metodologie di analisi degli eventi accaduti e alle modalità di informazione alle persone coinvolte”.
 
Un ulteriore salto in avanti nel sentire professionale degli infermieri che infatti parlano di “grande novità” in proposito del nuovo ruolo che la categoria assume per promuovere – si legge in una nota – “le migliori condizioni di sicurezza della persona assistita”, facendo propri “i percorsi di prevenzione e gestione del rischio” e aderendo “alle procedure operative, alle metodologie di analisi degli eventi accaduti e alle modalità di informazione alle persone coinvolte”.
 
Il nuovo Codice è stato approvato oggi all’unanimità dai 102 presidenti degli Ordini provinciali dopo oltre un anno di consultazioni. La Fnopi ha infatti voluto seguire un” iter complesso e trasparente” che è partito con la messa a punto di un testo da parte di una commissione che poi è andato alla consultazione pubblica on line degli infermieri e di tutte le associazioni e società infermieristiche per tornare di nuovo alla Commissione e agli Ordini che l’hanno riassemblato. 
 
Successivamente sono cominciate le consultazioni con giuristi, eticisti, bioeticisti, associazioni dei malati, rappresentanti ufficiali delle religioni (cattolica, ebraica, islamica, buddista, shintoista ecc.). Infine, un altro passaggio di messa a punto con la Commissione incaricata della stesura del Codice e la presentazione al ministro della Salute nei giorni scorsi, in quanto vigilante e organo di tutela della professione, ma anche dei pazienti. E oggi la tappa finale con l’approvazione degli Ordini provinciali.
 
“Il nuovo Codice– ha detto la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli - rappresenta per l’infermiere uno strumento per esprimere la propria competenza e la propria umanità, il saper curare e il saper prendersi cura. L’infermiere deve dimostrare di saper utilizzare strumenti innovativi per una gestione efficace dei percorsi assistenziali e l’applicazione dei principi deontologici completano le competenze e permettono all’infermiere di soddisfare non solo il bisogno di ogni singolo paziente, ma anche quello del professionista di trovare senso e soddisfazione nella propria attività. Ed è una guida e una regola per garantire la dignità della professione e per questo va rispettato e seguito da tutti. Il Codice è per gli infermieri e degli infermieri. Li rappresenta e li tutela e mette nero su bianco la loro promessa di prendersi cura fatta da sempre ai cittadini”.
 
Diviso in otto Capi, ognuno su un argomento che riguarda professione e/o assistenza,il nuovo Codice chiarisce il dovere dell’infermiere di curare e prendersi cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento di sessualità, etnica, religiosa e culturale. E in questo di astenersi da ogni discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di chi incontra nel suo operare.
 
Il Codice mette in chiaro anche che l’Infermiere agisce in base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, alla consulenza e l’intervento di infermieri esperti o specialisti. Nella sua consulenza mette a disposizione i suoi saperi e abilità di comunità professionali e istituzioni.
 
Partecipa al percorso di cura e si adopera perché la persona assistita disponga delle informazioni condivise con l’equipe, necessarie ai suoi bisogni di vita e alla scelta consapevole dei percorsi di cura proposti e si impegna a sostenere la cooperazione con i professionisti coinvolti nel percorso di cura, adottando comportamenti leali e collaborativi con i colleghi e gli altri operatori. Riconosce e valorizza il loro specifico apporto nel processo assistenziale.
 
11 articoli su 53 riguardano il rapporto diretto con gli assistiti,dal dolore alla privacy, dall’assistenza ai minori alle cure nel fine vita, fino al segreto professionale.
 
Tra i compiti, il Codice prevede l’educazione sanitaria per i cittadini e la promozione per loro di stili di vita sani, la ricerca e la sperimentazione, ma anche, per gli infermieri, gli obblighi di formazione e di educazione continua, argomento questo che per la prima volta entra a pieno titolo in un Codice deontologico.
 
L’infermiere è garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono, se rileva privazioni o maltrattamenti li segnala all’autorità competente e si attiva perché ci sia un rapido intervento. E dal punto di vista professionale denuncia e segnala assieme all’Ordine, l’abusivismo e le attività di cura e assistenza prive di basi e riscontri scientifici e/o di risultati validati.
 
Non manca il riferimento alla comunicazione:l’Infermiere, anche attraverso mezzi informatici e social media, si comporta con decoro, correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità; tutela la riservatezza delle persone e degli assistiti ponendo particolare attenzione nel pubblicare dati e immagini che possano ledere i singoli, le istituzioni, il decoro e l’immagine della professione.
 
Stabilite anche le regole deontologiche della libera professione.Ad esempio, il “contratto di cura” in cui si prevede che l’Infermiere, con trasparenza, correttezza e nel rispetto delle norme vigenti, stipula con la persona assistita apposito contratto di cura che evidenzi l’adeguata e appropriata presa in carico dei bisogni assistenziali, quanto espresso dalla persona in termini di assenso/dissenso informato rispetto a quanto proposto, gli elementi espliciti di tutela dei dati personali e gli elementi economici.
 
Nelle disposizioni finali, poi, il nuovo Codice raggruppa una serie di regole per il decoro della professione e il rispetto delle norme fino a chiarire nero su bianco che le norme deontologiche contenute nel Codice sono vincolanti per tutti gli iscritti agli Ordini e la loro inosservanza è sanzionata dall’Ordine professionale tenendo conto della volontarietà della condotta, della gravità e della eventuale reiterazione della stessa, in contrasto con il decoro e la dignità professionale.
 
E infine una norma che sembra dettata da quanto accaduto all’assessore dell’Emilia Romagna Venturi, l'assessore dell'Emilia Romagna radiato dall'Ordine dei medici per il caso delle ambulanze con soli infermieri a bordo: nel nuovo Codice degli infermieri si stabilisce che l’Ordine Professionale “non interviene nei confronti dell’Infermiere impegnato in incarichi politico istituzionali nell’esercizio delle relative funzioni”. “Quindi su di lui – sottolinea il comunicato della Fnopi - niente interventi dell’Ordine al di fuori di ragioni strettamente e realmente professionali”.
13 aprile 2019
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