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Farmaci falsi. Un business criminale da 200 miliardi di dollari. Un opuscolo dell’Ordine dei farmacisti di Roma
Meno di un farmaco su 100 proposto in vendita su internet offre sufficienti garanzie di sicurezza. Due i versanti di impegno scelti dall’Ordine: il primo è rendere più efficiente ed efficace l'attività di informazione sul problema che i farmacisti svolgono nelle farmacie di comunità, attraverso l’organizzazione di specifici momenti di formazione e aggiornamento professionale. Il secondo terreno di impegno è la realizzazione di un opuscolo informativo. OPUSCOLO
13 APR - Quattro “internauti” su dieci, secondo le stime, acquistano farmaci su internet. Ma sul web, secondo i controlli effettuati da LegitScript, l’agenzia che aiuta Google a individuare le farmacie pirata, soltanto lo 0,6 per cento dell’offerta complessiva di farmaci sul web è legale. Meno di un farmaco su 100 proposto in vendita su internet, in altre parole, offre sufficienti garanzie di sicurezza. Secondo i dati di un report dell’Ocse del 2016, il valore dei farmaci contraffatti nel 2010 superava i 200 miliardi di dollari l’anno a livello globale.
 
Bastano questi tre semplici dati a definire come la vendita di farmaci contraffatti via web, ovvero il più diffuso tra i crimini farmaceutici, sia ormai diventato una seria minaccia per la salute pubblica a livello planetario. Una minaccia che, oltre tutto, vede pericolosamente allargarsi ogni giorno il bacino delle potenziali vittime. Un nuovo riflettore sul fenomeno dei crimini farmaceutici è proprio quello che ha voluto accendere il convegno organizzato dall’Ordine dei Farmacisti di Roma nella sede plurisecolare del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali lo scorso 11 aprile.
 
“È confortante e ci lascia ben sperare che al nostro impegno contro i crimini farmaceutici, insieme ad Aifa, Nas e Federfarma Lazio, abbiano deciso di assicurare la loro collaborazione tutte le sigle della filiera del farmaco e una sigla importante del mondo dei consumatori - spiega il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma Emilio Croce -. La nostra iniziativa può infatti contare sul supporto di Farmindustria, Assogenerici, Assofarm, Adf, Federfarma Servizi e Altroconsumo, a dimostrazione di come il problema sia particolarmente sentito tra gli operatori del mondo farmaceutico e i rappresentati dei consumatori, tutti ben consapevoli che i crimini farmaceutici, nell’epoca in cui la rete costituisce l’estensione ormai naturale della vita delle persone, sono una minaccia autentica per la salute collettiva”.

“Nonostante la sua comprovata pericolosità, il fenomeno, però, continua a essere ancora sotto comunicato - osserva ancora Croce - e noi, come farmacisti, abbiamo ritenuto necessario fare qualcosa, insieme ad Aifa e ai Nas, per riportarlo all’attenzione dell’opinione pubblica. Anche per questo abbiamo deciso di presentare il nostro progetto in un convegno aperto, che vuole essere anch’esso un’occasione per rilanciare un tema sul quale i riflettori dovrebbero sempre rimanere accesi”.
 
 “Un riconoscimento doveroso per un progetto meritorio che va nella direzione della difesa della tutela della salute dei cittadini, con i quali il mondo della sanità e della scienza deve ricostruire un rapporto di fiducia” ha detto al riguardo Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità. “L’opuscolo realizzato dall’Ordine, finalizzato a informare e sensibilizzare i cittadini contro i gravi rischi ai quali espone l’acquisto di farmaci da canali non certificati, va proprio in questa direzione e la Regione non può dunque che sostenerlo, anche perché – insieme alla salute – tutela l’attività e l’economia di chi opera legittimamente nel mercato del farmaco, a partire dalle industrie. E il Lazio, non va dimenticato, è il secondo polo farmaceutico nazionale anche per l’export, una realtà la cui competitività va tutelata contrastando ogni eventuale ostacolo e criticità, tra i quali rientra certamente il counterfeiting farmaceutico e il traffico illecito di medicinali”.
 
“L’iniziativa dell’Ordine di Roma merita un grande applauso, anche perché va nella direzione che Aifa indica da tempo che è quella di fare sistema, istituzioni, agenzie, forze di polizia e operatori del settore, per contrastare un problema che come Agenzia regolatoria sentiamo molto. L’acquisto di farmaci sul web da siti che in larghissima prevalenza non sono certificati e operano nell’illegalità è infatti veramente deleterio e rappresenta un serio problema di salute pubblica, che deve mobilitare l’impegno ordinato ma anche coordinato di tutti”, ha dichiarato il Direttore generale dell'Aifa, Mario Melazzini.
 
“L’iniziativa dell’Ordine di Roma è particolarmente apprezzabile perché assunta in una logica di sistema e di cooperazione", ha affermato il tenente colonnello Andrea Zapparoli, comandante operativo dei Nas. “I Nas, così come il ministero e Aifa, fanno indubbiamente molto ma ovviamente non possono fare tutto, serve che ogni soggetto interessato ci metta concretamente del suo e faccia la sua parte. Anche, ad esempio, segnalando immediatamente alle autorità eventuali situazioni sospette o critiche, delle quali chi sta sulla front line della sanità, come i farmacisti, viene quasi inevitabilmente a conoscenza”.
 
“È preoccupante che, come emerso da un’indagine sui cittadini svolta qualche tempo fa per conto dell’Aifa, il 40% dei cittadini si dichiara disponibile ad acquistare farmaci on line dal momento che è proprio su internet che si muove praticamente per intero il traffico illegale di farmaci. Si tratta di un fenomeno da valutare con grande attenzione e che ha il suo punto di caduta nell’informazione, che ha proprio nei farmacisti la sua front line. Per questo l’iniziativa dell’Ordine di Roma, alla quale Farmindustria ha subito aderito con convinzione, è importante, anche come segnale di strada da seguire”, ha sottolineato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.

Due i versanti di impegno scelti dall’Ordine: il primo è rendere più efficiente ed efficace l'attività di informazione sul problema che i farmacisti svolgono nelle farmacie di comunità, attraverso l’organizzazione di specifici momenti di formazione e aggiornamento professionale. Saranno dunque organizzati e programmati nel calendario delle attività Ecm svolte ogni anno dall’Ordine corsi (sia residenziali sia FAD) finalizzati a sviluppare le conoscenze dei farmacisti in materia di comunicazione dei rischi derivanti dai crimini farmaceutici, al fine di favorire l’informazione agli utenti.
 
Il secondo terreno di impegno è la realizzazione di un opuscolo informativo che, grazie alla collaborazione di Federfarma Lazio, sarà messo a disposizione delle farmacie della Regione (200 copie per esercizio, per una prima tiratura pari a circa 200 mila esemplari). Il pieghevole, realizzato in collaborazione con Aifa e i Carabinieri dei Nas e con il patrocinio della Regione Lazio, illustra in modo sintetico ed efficace le cinque fondamentali verità da conoscere per evitare di cadere vittime dei crimini farmaceutici perpetrati in rete, esponendo a rischi anche gravi la propria salute.
 
L’iniziativa dell’Ordine punta a coinvolgere i farmacisti in una "somministrazione assistita" dell’opuscolo informativo, per garantire un'efficace penetrazione del messaggio: senza un atteggiamento consapevole e responsabile dei cittadini, i crimini farmaceutici continueranno infatti a trovare un terreno fertile per prosperare e fare sempre più vittime. Che finiscono per diventare tali, nella larga prevalenza dei casi, per essere state in primo luogo e in qualche misura anche complici, con i loro comportamenti più o meno consapevoli, dei criminali che lucrano senza scrupoli sulla salute della gente.
 
Elemento fondamentale dell’iniziativa dell’Ordine dei farmacisti di Roma, come già accennato, è la realizzazione e la distribuzione nelle farmacie della provincia di Roma e del Lazio (ma l’auspicio è quello di assicurarne una diffusione più ampia sul territorio nazionale) di un opuscolo destinato agli utenti, contenente una sorta di “pentalogo” con le informazioni più importanti utili a evitare di cadere vittime di crimini farmaceutici, esponendo a rischi anche gravi la propria salute.

L’opuscolo, realizzato con la fattiva collaborazione dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, riprende per scelta consapevole il filone delle campagne informative di Fakeshare, reiterandone lo slogan principale (Farmaci falsi e illegali: ne sai abbastanza per non correre rischi?) allo scopo di favorire una più efficace penetrazione di un messaggio che le autorità sanitarie stanno cercando di proporre da tempo, nella fondata convinzione che senza un atteggiamento consapevole e responsabile dei cittadini, i crimini farmaceutici continueranno a trovare terreno fertile per prosperare e fare sempre più vittime. Che finiscono per diventare tali, nella larga prevalenza dei casi, per essere state in primo luogo complici - con i loro comportamenti più o meno consapevolmente incauti in materia di acquisto dei farmaci - di chi lucra senza scrupoli sulla salute della gente.
 
Gli opuscoli saranno distribuiti nelle farmacie della Regione grazie alla fondamentale collaborazione di Federfarma Lazio e di Assofarm, la sigla delle farmacie pubbliche. L’ipotesi di partenza è quella di produrre l’opuscolo in circa 200 mila copie, da diffondere nelle circa 1400 farmacie del Lazio, cominciando da Roma e provincia.
13 aprile 2018
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