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Vaccini. Il convegno dei biologi. Anelli (Fnomceo): “Auspichiamo che vengano diffuse informazioni che tengano conto del metodo applicato dalla ricerca scientifica”
Così il presidente dei medici italiani al Bmj che ha chiesto il suo parere in riferimento al convegno promosso dall’Ordine dei biologi per il suo cinquantesimo anniversario e che sta sollevando diverse prese di posizioni critiche per la presenza di personalità giudicate vicine ai movimenti no vax. Critiche, va detto, sempre respinte dal presidente dei biologi Vincenzo D’Anna.
13 FEB - Non si è ancora svolto ma già è accompagnato da molte polemiche il Convegno “Le nuove frontiere della biologia”, organizzato per il prossimo due marzo a Roma per festeggiare il cinquantenario dell’Ordine dei Biologi.
 
Alcuni dei relatori, infatti, sarebbero noti per le loro posizioni ‘no-vax’. Critiche, va detto, sempre respinte dal presidente dei biologi Vincenzo D’Anna.
 
“Le critiche espresse contro il convegno indetto dall’Ordine Nazionale dei Biologi per festeggiare il proprio cinquantennale, sono mendaci e del tutto ingiustificate”, ha infatti scritto il presidente dei biologi in una lettera aperta, sottolineando che “quello in oggetto, infatti, non è un evento che tratta la materia dei vaccini e men che meno la recente legge che in Italia impone l’obbligo di trattamento vaccinale”.
 
“Un convegno sulle nano particelle, gli inquinanti ambientali della “Terra dei Fuochi” e le patologie derivate – scrive ancora D’Anna - viene ignobilmente boicottato e contrabbandato per un evento “no vax” per il semplice fatto che tra i relatori illustri vi siano scienziati come il premio Nobel Luc MontagnierYehuda Shoenfeld, che hanno trattato, in chiave critica, taluni aspetti da inquinamento da nanoparticelle che sarebbero presenti anche all’interno dei vaccini”.
 
In ogni caso la polemica è esplosa con diverse prese di distanza, anche nel mondo dei biologi. L’ultima in ordine di tempo quella dello staff di biologi del Mario Negri che nei giorni scorsi hanno definito il convegno "un insulto a tutti i biologi italiani che lavorano ogni giorno per migliorare la salute delle persone e della collettività" e della vicenda si è interessato, anche il British Medical Journal, che ha sentito, tra le diverse voci, quella del presidente della Fnomceo Filippo Anelli.
 
Ecco di seguito, in versione integrale, il suo intervento diffuso oggi dalla stessa Fnomceo:
“Il medico deve attenersi, nell’esercizio della sua professione ma anche nel suo ruolo sociale, alle migliori evidenze scientifiche disponibili. Deve farlo anche in osservanza delle norme di legge, come chiaramente ribadito dagli ultimi provvedimenti approvati dal Parlamento italiano. Deve farlo per dovere deontologico: ‘in scienza e coscienza’ e, come recita oggi il Codice di Deontologia Medica, nel rispetto delle migliori evidenze scientifiche disponibili.
Deve farlo per senso etico, non solo nei confronti dei pazienti ma dell’intera società. Gli Ordini professionali organizzano convegni, campagne di informazione, corsi di aggiornamento. I rappresentanti di tali enti devono sempre tenere presente che gli Ordini sono preposti dalla legge a tutela della qualità della professione e del diritto alla salute.  La salute si tutela, infatti, anche con la diffusione di un’informazione trasparente e veritiera.
 
Non sappiamo se nel corso del convegno organizzato dall’Ordine dei Biologi si affronterà il tema dei vaccini. Auspichiamo che in tale consesso vengano diffuse informazioni che tengano conto del metodo applicato dalla ricerca scientifica, ossia di fatti osservabili, misurabili e riproducibili e che ci si affidi nella divulgazione alla pubblica opinione a tali evidenze. Oggi, purtroppo, riscontriamo un calo delle coperture vaccinali ed il conseguente aumento di casi di malattie infettive e del loro carico di complicanze e di mortalità. La scienza deve essere per la società un riferimento certo a tutela della salute individuale e pubblica. I grandi risultati in questo settore ottenuti nel tempo sono il miglior presupposto per confermare il ruolo guida della Scienza nella società. Pertanto, le informazioni diventano veicolo di divulgazioni delle verità scientifiche e quindi devono essere chiare e trasparenti per evitare che si possa speculare sulle emozioni, sulle paure, sulle speranze, sui desideri  della gente”.
13 febbraio 2018
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