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Si chiude FarmacistaPiù 2017. Da qui parte il futuro per la professione
La tre giorni milanese ha infatti indicato le coordinate che indirizzeranno le prossime politiche federali. In ballo c’è il futuro della professione. I farmacisti si stanno preparando a vivere una stagione di profondi cambiamenti, sulla categoria incombe la spada di Damocle del Ddl concorrenza, che potrebbe aprire le strada alla disarticolazione del servizio farmaceutico e alla sua sostituzione con i grandi capitali, questo il timore. E anche la partita dell’innovazione delle terapie li chiama in causa, invitandoli a giocare in attacco per prendere in mano la gestione dei farmaci sul territorio.
19 MAR - “L’obiettivo di costruire insieme un progetto per cambiare il futuro della professione è stato raggiunto. Ora possiamo definire con forza le politiche federali che saranno sempre e comunque tese a difendere l’autonomia professionale del farmacista”.
 
Si chiude con questo messaggio del presidente della Fofi, Andrea Mandelli la quarta edizione di FarmacistaPiù, il convegno dei farmacisti promosso da Fofi in collaborazione con Utifar e Fondazione Cannavò che verrà ricordato non solo come uno dei più sentiti dalla categoria, ma anche come quello della svolta.
 
La tre giorni milanese ha infatti indicato le coordinate che indirizzeranno le prossime politiche federali. In ballo c’è il futuro della professione. I farmacisti si stanno preparando a vivere una stagione di profondi cambiamenti, sulla categoria incombe la spada di Damocle del Ddl concorrenza, che potrebbe aprire le strada alla disarticolazione del servizio farmaceutico e alla sua sostituzione con i grandi capitali, questo il timore. E anche la partita dell’innovazione delle terapie li chiama in causa, invitandoli a giocare in attacco per prendere in mano la gestione dei farmaci sul territorio.
 
Uno scenario sicuramente complesso, ma che consegna una categoria sempre più coesa e propositiva. Come dimostra appunto l’altissima partecipazione dei professionisti alla convention: sale affollatissime, con farmacisti attenti e coivolti. Ben cinquantaquattro convegni organizzati di cui sedici promossi direttamente dalla Fofi, una sessione plenaria, 300 relatori. Con tantissimi politici e stakeholder pronti a confrontarsi con la categoria.
 
Tanti i temi caldi toccati e chiari i messaggi lanciati: bisogna fare rete per essere sempre più competitivi sul mercato, ritornare ad essere protagonisti dell’innovazione in farmacia con una formazione rinnovata, diventare i “controllori” dell’aderenza alle terapie sul territorio. In poche poche parole far capire alla politica e ai cittadini che le farmacie sono un presidio sicuro e di qualità. Una certezza per continuare a mantenere saldi i principi di universalità, equità e solidarietà che contraddistinguono la sanità italiana.
 
“In questi tre giorni l’obiettivo ambizioso era quello di definire insieme con i farmacisti, in un momento di grande cambiamento, le linee guida del futuro – ha sottolineato Andrea Mandelli – e come dimostrano le sale piene a dismisura siamo riusciti a raggiungerlo. Abbiamo intercettato le problematiche più importanti e più vicine alla categoria e avvalendoci della capacità di sintesi dei tavoli tematici abbiamo individuato i punti principali che verranno iscritti nell’agenza politica del comitato centrale per dare una rotta nuova alla categoria. L’obiettivo di costruire insieme un progetto per cambiare il futuro della professione è stato raggiunto. La Federazione degli ordini e il comitato centrale ancora una volta è protagonista”.
 
 “La sfida è quella di trovare uno spazio per dare un contributo concreto a sostengo del Servizio sanitario nazionale rendendo sempre più forti i principi di universalità, omogeneità territoriale e solidarietà – ha dichiarato Luigi D’ambrosio Lettieri, presidente del comitato scientifico di FarmacistaPiù – e la professione ha le carte in regole per offrire questo contributo a partire dal rinnovato impegno su versante dall’aderenza alle terapie per accompagnare il paziente ad approdi più sicuri sul piano dell’efficacia del trattamento farmacologico ottenendo anche un miglior governo delle spesa”. Ma la parola chiave deve essere l’aggiornamento costante dei saperi. “Serve un’Università che formi di più e meglio perché il farmacista possa palpitare all’unisono con un mondo che cambia. Dalle proposte dei tavoli sono emersi elementi propositivi per le scelte politiche future della Fofi. Le sfide non ci coglieranno impreparati e contiamo di vincere nel solco di una storia antica che ha ancora molto da dire e da dare alla nostra società”
 
“Una tre giorni di cui essere soddisfatti per la grande partecipazione dei tantissimi farmacisti che hanno affollato le sale” ha sottolineato Eugenio Leopardi, Presidente di Utifar ricordando che questo è il sintomo di un sentore di grande cambiamento in arrivo che la categoria avverte. “La nostra professione si sta evolvendo e il messaggio è chiaro – ha detto – bisogna tenere alta la nostra professione e rimanere uniti e dare tutti lo stesso messaggio, ossia far capire ai cittadini che entrando la farmacia si trova sempre sempre una risposta che parla la stessa lingua. Per questo è importante trasformare le iniziative personali di servizi al cittadino in iniziative comuni”.
 
Ester Maragò
19 marzo 2017
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