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19 NOVEMBRE 2017
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Malattie respiratorie uccidono 40 mila italiani all’anno. A Verona il Congresso nazionale Aipo
Errati stili di vita e condizioni ambientali mettono sempre più a dura prova la nostra salute respiratoria. Dal 27 al 30 novembre esperti riuniti per il XLII Congresso dell'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri. Rossi: “L'obiettivo è passare dal concetto di malattia a quello di salute respiratoria”.
22 OTT - Oltre 1.500 i congressisti, tra i quali i più importanti esperti della pneumologia italiana ed internazionale, si daranno appuntamento al Palaexpo di VeronaFiere dal 27 al 30 novembre prossimi per fare il punto sui risultati raggiunti nella ricerca, nella cura e nella prevenzione delle malattie respiratorie. L’occasione è il XLII Congresso Nazionale Aipo, l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.

La scelta di Verona, come sede del Congresso, non è stata casuale. “È una città che si distingue non solo per il profilo culturale, ma anche per la sua vitalità artistica ed il valore storico. Tanto da essere stata dichiarata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’”, spiega Andrea Rossi, direttore della Uoc Pneumologia dell’Aoui di Verona e Presidente Aipo, evidenziando da una parte “il valore culturale dell’Università di Verona, tra le prime in Italia per il profilo scientifico e didattico”, dall’altra “l’eccellenza che esprime la sanità veronese, attraverso la sua AOUI e l’articolazione territoriale”.

Rossi, che aprirà e condurrà i lavori del Congresso “Clinica, Ricerca, Organizzazione: la centralità della persona in Pneumologia” - a cui parteciperanno più di 300 tra relatori e moderatori di livello nazionale ed internazionale – spiega poi che “gli obiettivi del Congresso sono l’aggiornamento scientifico e le modalità di trasferimento dei risultati della ricerca scientifica nel miglioramento della salute dei cittadini, in termini di cura e prevenzione, secondo parametri di sostenibilità e affidabilità. Nei lavori congressuali la persona viene posta al centro sia dell’aspetto scientifico, sia dei modelli organizzativi, in un’ottica di connubio tra rigore scientifico ed umanizzazione socio-sanitaria”.

Le malattie respiratorie costituiscono la terza causa di mortalità in Italia, dopo malattie cardiovascolari e tumori: secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, le morti dovute sono circa il 7%, pari a circa 40mila decessi l'anno, e colpiscono con una frequenza simile uomini e donne.

“La salute respiratoria dei cittadini – prosegue Rossi – viene sottoposta a sfide continue e crescenti per abitudini individuali come erronei stili di vita (fumo, sedentarietà, ecc.) e per condizioni ambientali come l’inquinamento atmosferico urbano, dei luoghi di lavoro, delle abitazioni, e come i nuovi flussi di spostamenti di masse sempre maggiori di popolazioni. Il nostro Congresso – continua il presidente Aipo - vuole lanciare un messaggio positivo per la possibilità di continua trasmissione tra la ricerca scientifica e la applicazione sanitaria, in un modello che vede la Scienza e l’Organizzazione Sanitaria al servizio dei cittadini per migliorarne la qualità di vita, incoraggiandoli nel tempo stesso ad una partecipazione attiva nella difesa della propria salute mediante l’adozione di stili di vita più sani. L’invecchiamento della popolazione nei paesi occidentali può diventare in questa prospettiva una opportunità invece di un mero “carico assistenziale”.

Rossi ricorda che in tutto il mondo le malattie non comunicabili hanno superato le malattie comunicabili. “Al problema della cronicità e dell’invalidità l’ONU ha dedicato una seduta speciale, raccogliendo le raccomandazioni/messaggi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato per piani di prevenzione e controllo che coinvolgano autorità nazionali e sovra nazionali per evitare che la cronicità si trasformi nell’epidemia del terzo millennio”.

Smettere di fumare, avere un'alimentazione equilibrata e svolgere attività fisica regolare sono i principi da seguire secondo l'OMS per prevenire le malattie cardiovascolari, respiratorie, ma anche i tumori: “L'attività fisica regolare – afferma il presidente Aipo – è sicuramente il ‘farmaco più potente’ perché durante l'esercizio i polmoni portano ossigeno al sangue favorendo l'ossigenazione di tutti i tessuti”.

Nel corso delle quattro giornate veronesi, medici, ricercatori, operatori sanitari e rappresentanti dei pazienti e delle Istituzioni Sanitarie si confronteranno sui risultati scientifici ottenuti nella ricerca e nella cura delle diverse malattie respiratorie e sul modo di diffondere i progressi scientifici sul territorio, mettendo in rete strutture ospedaliere, medici di base e comunità: “L'obiettivo finale è passare dal concetto di malattia a quello di salute respiratoria – conclude Andrea Rossi – accentuando sempre di più il ruolo della medicina proattiva, ovvero della prevenzione: la persona deve imparare a curare sé stessa con un corretto stile di vita. Il nostro congresso vuole svolgere un ruolo chiave nella diffusione di questo messaggio alla popolazione veronese e italiana”.

 
22 ottobre 2013
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